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	<title>allergia Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<title>allergia Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Allergia, non ti temo: conoscere e affrontare il problema in vista della primavera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BZ]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 18:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/rinite-allergica-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarla-1200-900-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/rinite-allergica-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarla-1200-900-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/rinite-allergica-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarla-1200-900-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La primavera si avvicina e con lei un momento dell&#8217;anno che, per molte persone, rappresenta un vero e proprio incubo. Il motivo è legato all&#8217;acuirsi delle allergie. Questa condizione va, come tutte, conosciuta per essere affrontata meglio. In questo caso abbiamo un motivo ulteriore per farlo: i numeri sempre più alti di persone che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/rinite-allergica-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarla-1200-900-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/rinite-allergica-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarla-1200-900-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/rinite-allergica-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarla-1200-900-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="p2" style="text-align: justify;">La <b>primavera si avvicina</b> e con lei un momento dell&#8217;anno che, per molte persone, rappresenta un vero e proprio incubo. Il motivo è legato all&#8217;<b>acuirsi delle allergie.</b> Questa condizione va, come tutte, conosciuta per essere affrontata meglio. In questo caso abbiamo un motivo ulteriore per farlo: i numeri sempre più alti di persone che hanno a che fare con il problema (tra poco scopriremo le ipotesi messe in campo).</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><b>Risposta anomala dell&#8217;organismo al contatto con una sostanza esterna, l&#8217;allergene</b>, l&#8217;allergia è una condizione che, nel mondo, è <b>sempre più diffusa</b>. Per rendersene conto, basta rammentare il fatto che, dal 1998 al 2018, i ricoveri per reazione allergica alimentare grave in UK sono triplicati. Accanto ai numeri in crescita, è degno di nota anche l&#8217;affacciarsi sulla scena di allergie insolite, tra cui la sindrome alfa-gal, causata dal morso di una particolare zecca.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Tra le ipotesi formulate dalla scienza per quanto riguarda l&#8217;aumento dei numeri delle allergie troviamo l&#8217;<b>aumento dello stress</b>, che influirebbe sulla suscettibilità dell&#8217;organismo agli allergeni, senza dimenticare i cambiamenti riguardanti la dieta.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Oggi come oggi, abbiamo senza dubbio molte più armi per affrontare la condizione. Dai <a href="https://farma27.it/farmaci-da-banco/antistaminici" target="_blank" rel="noopener"><span class="s1">farmaci per allergie</span></a> &#8211; quelli da banco, acquistabili comodamente online su portali autorizzati come Farma27 &#8211; che andrebbero tenuti sempre in casa, fino alle conoscenze relative all&#8217;alimentazione e ai cibi che, promuovendo la sintesi di istamina, possono peggiorare i sintomi, sono tanti gli alleati dalla nostra parte.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Ciò non deve portare a mettere in secondo piano la ricerca dei possibili motivi che hanno portato a quello che è uno dei più grandi cambiamenti sanitari degli ultimi decenni (sempre per avere un&#8217;idea della portata del mutamento, basta ricordare che, dal 1997 al 2008, la percentuale di bambini con diagnosi di allergia in USA è passata dallo 0,4 all&#8217;1,4).</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Ad oggi, gli studiosi di tutto il mondo si stanno ancora interrogando sul fenomeno, chiamando in causa, <b>tra i vari fattori</b>, anche il <b>riscaldamento globale</b>. Questo problema di rilevanza mondiale anche per le generazioni future sarebbe implicato in quanto <b>causa dell&#8217;arrivo di nuove specie vegetali in luoghi in cui, prima di qualche anno fa, non avrebbero mai proliferato. </b></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;">Quello dell&#8217;allergia, condizione che, molto spesso, vede i sintomi aumentare in determinati mesi dell&#8217;anno, è quindi un<b> problema complesso,</b> che ci spinge a <b>riflettere sul nostro impatto sul pianeta</b> e sull&#8217;importanza di misure di trasparenza nell&#8217;industria alimentare, come per esempio la maggior chiarezza nell&#8217;etichettatura, step fondamentale per minimizzare i numeri delle reazioni potenzialmente fatali.</p>
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		<title>Svezzamento &#8211; E&#8217; ora di aggiungere il pesce</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/svezzamento-pesce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 09:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mamma&Donna]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[omogeneizzato]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[pesce fresco]]></category>
		<category><![CDATA[svezzamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il pediatra dice che è giunto il momento di iniziare ad aggiungere il pesce alla dieta del tuo bambino. Meglio fresco o omogeneizzato? Come cucinarlo? Il pesce è un alimento prezioso perché ha un contenuto proteico quasi pari alla carne, ma è più digeribile, contiene meno grassi e di migliore qualità. Le linee guida dicono che si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-66-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="p1" style="text-align: justify;">Il pediatra dice che è giunto il momento di iniziare ad <b>aggiungere il pesce alla dieta </b>del tuo bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Meglio fresco o omogeneizzato? Come cucinarlo?</p>
<p style="text-align: justify;">Il pesce è un alimento prezioso perché ha un contenuto proteico quasi pari alla carne, ma è più digeribile, contiene meno grassi e di migliore qualità.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Le <b>linee guida</b> dicono che si può integrare a svezzamento avviato, <b>a partire dal sesto mese</b>, 2-3 volte la settimana. Inizialmente meglio usare l&#8217;<strong>omogeneizzato</strong> piuttosto che il pesce fresco perché durante la sua preparazione vengono utilizzate le parti migliori tra cui il filetto che ha un <b>gusto più delicato ed è più digeribile.<br />
</b></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Le prime volte si può aggiungere direttamente qualche cucchiaino di omogeneizzato alla pappa a cui è abituato il piccolo poi, quando avrà conosciuto il gusto, potrà essere proposto da solo con un piccolo <strong>contorno di verdure</strong>.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Quando si inizia a proporre il <strong>pesce fresco</strong> ci sarà qualche passaggio in più da fare, in quanto va pulito dalle viscere e dalle squame e poi lavato sotto l&#8217;acqua corrente. Dopo la cottura bisogna <b>eliminare la testa, la coda, la pelle e le lische</b> (meglio schiacciare bene con una forchetta per trovare anche quelle più piccole).</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Non serve fare ricette troppo complesse, basta cucinarlo al vapore e condire con un filo di olio extravergine d&#8217;oliva.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sono <b>sconsigliati gamberi e crostacei fino ai 2 anni di età</b>, in quanto sono alimenti che potrebbero causare <b>allergia</b>.<br />
Se il bambino è a rischio meglio aspettare fino all&#8217;anno di età, prima di aggiungere il pesce alla sua <b>alimentazione</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ai bambini il pesce piace?<br />
La Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica, durante uno studio sulla carenza di iodio, di cui il pesce è ricco, ha dedotto che <strong>più di un piccolo italiano su 4 non lo gradisce a causa</strong> delle spine  e dell’odore.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa fare in questo caso? Basta proporlo nel modo giusto proponendolo con tante ricette diverse.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><b>I contenuti sopra descritti sono puramente a carattere informativo. Non sostituiscono in nessun modo il parere del medico.</b></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>&#8220;AppleCare&#8221;: curare l&#8217;allergia al polline di betulla mangiando mele</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/180614-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 06:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[allergia]]></category>
		<category><![CDATA[allergia crociata]]></category>
		<category><![CDATA[immunoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[iposensibilizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[progetto AppleCare]]></category>
		<category><![CDATA[reazione infiammatoria]]></category>
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		<category><![CDATA[soluzioni farmacologiche]]></category>
		<category><![CDATA[terapia naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />“Una mela al giorno toglie il medico di torno”: recita un detto popolare, che ora una volta di più ha trovato fondamento scientifico. Un team di ricerca interdisciplinare, guidato dal biologo molecolare del Centro di Sperimentazione Laimburg Thomas Letschka, ha sviluppato una terapia naturale per curare l’allergia al polline di betulla consumando mele. Al progetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/imm-24-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">“<em>Una mela al giorno toglie il medico di torno</em>”: recita un <strong>detto popolare</strong>, che ora una volta di più ha trovato <strong>fondamento scientifico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un team di ricerca interdisciplinare, guidato dal <strong>biologo molecolare del Centro di Sperimentazione Laimburg Thomas Letschka</strong>, ha sviluppato una<strong> terapia naturale per curare l’allergia al polline di betulla</strong> consumando mele.</p>
<p style="text-align: justify;">Al progetto hanno partecipato anche il Reparto di Dermatologia dell’Azienda Sanitaria dell‘Alto Adige, l’Istituto di Chimica Organica dell’Università di Innsbruck, e il Reparto di Dermatologia, Venereologia e Allergologia dell’Università di Medicina Innsbruck.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 04.12.2019, presso il Centro Laimburg, è stata presentata per questa terapia al pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’evento una paziente, che da anni soffriva di allergia al polline di betulla, ha raccontato la sua esperienza con la terapia del <strong>progetto AppleCare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno studio per <strong>evitare l’utilizzo di farmaci sintetici</strong> nella cura dell’allergia al polline di betulla &#8220;<em>L&#8217;allergia è una<strong> reazione infiammatoria</strong> del sistema immunitario a una sostanza specifica</em> — spiega Klaus Eisendle, primario del Reparto di Dermatologia all’ospedale di Bolzano — <em>Al primo contatto, il corpo forma anticorpi contro questa sostanza e a ogni ulteriore esposizione se ne formano sempre più, fino a quando non si arriva a una reazione eccessiva del corpo, che si manifesta in genere in sintomi come gonfiore, arrossamento, stanchezza cronica etc.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">In Alto Adige, dal 20 al <strong>25% della popolazione soffre di allergie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I principali fattori scatenanti sono pollini, animali domestici o acari.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allergia al polline di betulla ha il suo picco tra marzo e aprile e colpisce una persona su cinque in Europa Centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno si registra un chiaro incremento di questa percentuale, anche nel Tirolo e in Alto Adige.</p>
<p style="text-align: justify;">I sintomi più ricorrenti sono rinite e congiuntivite, prurito e lacrimazione, congestione nasale, affaticamento e mal di testa e possono manifestarsi da lievi a molto invalidanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi pazienti sono costretti a ricorrere a <strong>soluzioni farmacologiche</strong> per arginare i fastidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa terapia di<strong> iposensibilizzazione</strong> all’allergia, i pazienti devono farsi iniettare l’allergene in forma di preparato sintetico per diversi anni al fine di abituare il proprio <strong>sistema immunitario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di questo scenario, l’obiettivo del progetto AppleCare era quello di <strong>sviluppare un’immunoterapia</strong> per la cura dell’allergia al polline di betulla.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>In un&#8217;immunoterapia, viene somministrata al corpo la sostanza allergenica in piccole dosi, aumentandole gradualmente fino a quando il corpo non si è abituato e la sostanza non viene più riconosciuta come estranea</em>”, afferma Bettina Nothegger dell&#8217;Università di Medicina Innsbruck.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto di partenza del progetto è stato l&#8217;osservazione che coloro che soffrono di allergia al polline di betulla, presentano gli stessi sintomi anche mangiando mele.</p>
<p style="text-align: justify;">Cross-allergie tra mela e polline Come funziona la terapia in pratica?</p>
<p style="text-align: justify;">Per lo sviluppo dell&#8217;immunoterapia, il <strong>team di ricerca interdisciplinare</strong> ha sfruttato la somiglianza strutturale tra la proteina del polline di betulla che innesca la reazione allergica e una proteina correlata della mela.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni frutti come mele, pesche, ciliegie, in alcune verdure, quali ad esempio carote, sedano e finocchio e frutta secca, sono presenti proteine molto simili all&#8217;allergene del polline di betulla e che possono quindi scatenare i classici sintomi allergici.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta in questo caso di un&#8217;<strong>allergia crociata</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, l&#8217;allergene alla mela (Mal d1) e l&#8217;allergene ai pollini di betulla (Bet v1) sono difficilmente distinguibili l&#8217;uno dall&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa somiglianza è stata esaminata nel progetto AppleCare per sviluppare una<strong> terapia naturale per curare l&#8217;allergia al polline di betulla</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio di base della terapia è che con l&#8217;<strong>assunzione controllata di allergeni alle mele</strong> si può contrastare anche l&#8217;allergia al polline di betulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un paziente ingerisce una piccola quantità di una certa varietà di mele, e quindi piccole quantità di allergene, il sistema immunitario viene &#8220;<em>iposensibilizzato</em>&#8220;, in altre parole, il corpo si abitua lentamente all&#8217;allergene e non risponde più in modo difensivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La “<strong><em>terapia delle mele</em></strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori del progetto AppleCare hanno <strong>esaminato attentamente 23 varietà di mele</strong> per scoprire quali promettono i migliori risultati terapeutici.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste c&#8217;erano varietà disponibili in ogni supermercato, ma anche vecchie varietà locali che sono state dimenticate, e varietà a polpa rossa, l&#8217;ultima tendenza nel mondo delle mele.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo sperimentazioni sia in laboratorio che in test clinici, sono state selezionate tre varietà adatte ad essere incluse nel protocollo terapeutico: la varietà a polpa rossa RM-1, conosciuta con il marchio Red Moon®, la varietà Cripps Pink, nota anche come Pink Lady® e la Golden Delicious.</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia naturale sviluppata nell’ambito del progetto prevede il consumo progressivo delle tre varietà in un ordine preciso, partendo dalla mela meno allergenica fino a quella più allergenica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paziente dovrebbe iniziare a <strong>consumare delle piccole quantità della prima varietà</strong>, la RM1/Red Moon®, nel periodo da settembre a ottobre fino ad arrivare a mangiare una mela intera al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente passa alla <strong>varietà Cripps Pink/Pink Lady®</strong>, da consumare via via fino una al giorno da novembre a dicembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, da gennaio in poi, per la durata di tutto il periodo dell’allergia e anche oltre, si consiglia di consumare una <strong>Golden Delicious</strong> al giorno, partendo anche in questo caso da piccole quantità dovessero insorgere sintomi o fastidi.</p>
<p style="text-align: justify;">La Golden Delicious si è dimostrata essere una varietà <strong>altamente allergenica</strong> ma, una volta iposensibilizzato il corpo con le prime due fasi della terapia, anche i pazienti più sensibili dovrebbero tollerarla.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>È importante continuare a mangiare mele quotidianamente anche a terapia terminata, in modo da mantenerne l&#8217;effetto</em>&#8220;, sottolinea Bettina Nothegger dell&#8217;Università di Medicina Innsbruck.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il nostro studio ha dimostrato che la terapia con le mele può portare a numerosi vantaggi per i pazienti allergici</em> — dichiara Thomas Letschka, responsabile del settore Genomica Applicata e Biologia Molecolare del Centro di Sperimentazione Laimburg, nonché coordinatore del progetto AppleCare — <em>Finalmente possono mangiare mele fresche, tollerano anche frutta e verdura che prima non potevano mangiare e, non ultimo, finalmente respirano liberamente in primavera</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">A confermare ciò, una paziente che per anni ha sofferto di allergia al polline di betulla, nonché a mele e altre verdure e, partecipando agli studi clinici della terapia a base di mele sviluppata del<strong> team di ricercatori</strong>, ha potuto notare sensibili miglioramenti.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>È meraviglioso poter mordere di nuovo una mela dopo 15 anni senza provare alcun fastidio</em>&#8220;, ha detto. &#8220;<em>Inoltre, ho resistito molto meglio alla stagione dei pollini quest&#8217;anno e ho avuto molti meno problemi con la l’allergia da fieno. Sono contenta di questo successo terapeutico, raggiunto semplicemente mangiando mele.</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">La terapia non va intesa come sostituta di una <strong>dieta variata ed equilibrata</strong> e di uno stile di vita sano.</p>
<p style="text-align: justify;">Si consiglia in ogni caso di sentire il parere del medico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto AppleCare è stato finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e da Interreg V-A Italia-Austria 2014–2020.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Centro di Sperimentazione Laimburg</strong>  è l’istituto di ricerca nel settore agroalimentare in Alto Adige e si occupa soprattutto di ricerca applicata diretta ad aumentare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura altoatesina per garantire la qualità dei prodotti agricoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno, i 150 collaboratori del centro lavorano a 350 progetti e attività in tutti campi dell’agricoltura altoatesina, dalla frutticoltura e viticoltura fino all’agricoltura montana e alle <strong>tecnologie alimentari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Centro di Sperimentazione Laimburg è stato fondato nel 1975 a Vadena nella Bassa Atesina.</p>
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