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	<title>ALLUMINIO Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<title>ALLUMINIO Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Le capsule del caffè in alluminio hanno un forte impatto ambientale?</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/le-capsule-del-caffe-in-alluminio-hanno-un-forte-impatto-ambientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 04:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/06/capsule-nespresso-833386-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/06/capsule-nespresso-833386-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/06/capsule-nespresso-833386-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Per una porzione di 6,5 g di caffè in capsula di alluminio si utilizzano circa 2,5 g di alluminio più 1,5 g di cartoncino per la confezione esterna: tanto materiale di imballaggio e tanto consumo di risorse per poco contenuto. I produttori dissipano le preoccupazioni dei consumatori riguardo l’impatto ambientale sostenendo che le capsule non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/06/capsule-nespresso-833386-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/06/capsule-nespresso-833386-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/06/capsule-nespresso-833386-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Per una porzione di 6,5 g di caffè in <strong>capsula</strong> di alluminio si utilizzano circa 2,5 g di alluminio più 1,5 g di cartoncino per la confezione esterna: tanto materiale di imballaggio e tanto consumo di risorse per poco contenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>produttori</strong> dissipano le preoccupazioni dei consumatori riguardo l’<strong>impatto ambientale</strong> sostenendo che le capsule non sono rifiuti ma materiale riciclabile, riutilizzabile in maniera ottimale e all’infinito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ciclo chiuso del <strong>riciclaggio</strong> infinito delle capsule, però, altro non è che una favola o un esempio di greenwashing. In realtà, alla questione è legato più di un problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto, la maggior parte delle persone non porta le capsule utilizzate nei pochi punti di raccolta messi a disposizione dal leader di mercato, ma le getta insieme al loro contenuto nei <strong>rifiuti residui</strong>, che finiscono nell’inceneritore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“In secondo luogo, dalle capsule usate, anche se smaltite separatamente, pulite e </em><em>fatte fondere, non si ricavano capsule nuove, bensì, nel migliore dei casi, oggetti in alluminio di</em> <em>minor valore”,</em> chiarisce <strong>Silke Raffeiner</strong>, nutrizionista presso il <strong>Centro Tutela Consumatori Utenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’alluminio, infatti, il più delle volte non viene utilizzato allo stato puro, ma sotto forma di lega con altri metalli.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché nel processo di riciclaggio tali leghe non sono più scindibili, dopo la fusione non si ottiene più alluminio puro, bensì una miscela con <strong>alluminio</strong>.<br />
Ottenere alluminio primario dalla bauxite richiede molta energia e provoca il rilascio di una notevole quantità di <strong>diossido di carbonio</strong>, per l’estrazione della bauxite si abbatte la foresta pluviale e si distruggono spazi vitali, e come prodotto di scarto si generano fanghi rossi, che sono altamente tossici.</p>
<p style="text-align: justify;">Una soluzione più ecologica delle capsule per il caffè è rappresentata dai sistemi che producono poco scarto non riutilizzabile: la classica moka, la caffettiera a stantuffo (French press) oppure l’utilizzo di capsule in acciaio inossidabile ricaricabili in casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto, anche le capsule monouso in materiale sintetico “biodegradabile” in realtà non finiscono nel compost, ma vengono smistate negli impianti di compostaggio ed eliminate nei rifiuti residui.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultima analisi, però, rispetto all’imballaggio è il <strong>caffè</strong> stesso a rivestire un ruolo molto più importante nel bilancio ecologico complessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione determinante è in quale misura la coltivazione del caffè attraverso l’impiego di fertilizzanti e pesticidi, e il disboscamento della foresta pluviale incide sulla perturbazione ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, va tenuto conto anche del consumo d’acqua: per produrre una tazza di caffè si utilizzano circa 140 litri di acqua virtuale.</p>
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		<title>I consigli del CTCU: niente stagnola, per favore</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/i-consigli-del-ctcu-niente-stagnola-per-favore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 05:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Natura]]></category>
		<category><![CDATA[ALLUMINIO]]></category>
		<category><![CDATA[carta stagnola]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Tutela Consumatori Utenti]]></category>
		<category><![CDATA[foresta pluviale tropicale]]></category>
		<category><![CDATA[industria alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[morbo di Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze acide]]></category>
		<category><![CDATA[striscia la notizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-04-alle-19.42.20-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-04-alle-19.42.20-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-04-alle-19.42.20-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />L&#8217;alluminio può trasferirsi sugli alimenti con cui entra in contatto, in particolare con sostanze e prodotti acidi o salati: secondo recenti studi, questo può accadere anche se si cucinano pietanze avvolte nella carta stagnola. Il Centro Tutela Consumatori Utenti cerca di far chiarezza. È noto che l’alluminio in fogli non dovrebbe essere impiegato a contatto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-04-alle-19.42.20-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-04-alle-19.42.20-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-04-alle-19.42.20-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>alluminio</strong> può trasferirsi sugli alimenti con cui entra in contatto, in particolare con <strong>sostanze e prodotti acidi o salati</strong>: secondo recenti studi, questo può accadere anche se si cucinano pietanze avvolte nella<strong> carta stagnola</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Centro Tutela Consumatori Utenti</strong> cerca di far chiarezza. È noto che l’alluminio in fogli non dovrebbe essere impiegato a contatto con alimenti acidi oppure salati. Un’avvertenza che i produttori dovrebbero riportare sulla confezione, ma che purtroppo viene il più delle volte stampata solo con caratteri minuscoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Alimenti acidi o salati: stiamo parlando, ad esempio, di pomodori, limoni, mele a fette, carne marinata o formaggio. A contatto con queste e altre sostanze oppure pietanze acide o salate, particelle di alluminio vengono rilasciate dal foglio e migrano negli alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare che ciò accada, nell’<strong>industria alimentare</strong> gli imballaggi e contenitori per alimenti, come le lattine, le capsule di caffè oppure i coperchi dei vasetti di yogurt, vengono rivestiti internamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Troppo alluminio: a lungo andare è tossico L’alluminio che migra sugli alimenti non presenta, in effetti, una tossicità acuta e le persone sane riescono ad espellerlo attraverso i reni. Tuttavia parte residue possono accumularsi nel corpo nel corso del tempo con conseguenze sulla salute, che possono consistere in patologie neurologiche e/o nefrologiche, effetti sulla fertilità e sulla salute delle ossa.</p>
<p style="text-align: justify;">L’alluminio svolge probabilmente un certo ruolo anche nell’insorgenza del <strong>morbo di Alzheimer</strong> e del cancro al seno. A scopo preventivo, l’assunzione di alluminio dovrebbe quindi essere quanto più possibile limitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Un milligrammo di alluminio per chilo di peso corporeo è la quantità che l’<strong>Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)</strong> ha definito come dose massima settimanale tollerabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Cucinare nella stagnola: comodo ma rischioso? Cucinare al forno la carne o il pesce avvolti in un cartoccio di alluminio consente di usare meno grassi, preserva le sostanze nutritive ed è inoltre pratico e comodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma negli ultimi tempi, da più parti, si sconsiglia di adottare questa tecnica di cottura. Su incarico della trasmissione televisiva <strong>“Striscia la notizia”</strong>, all’Università di Milano sono state condotte analisi chimiche su campioni di carne di manzo, carne di pollo e pesce cucinati nella stagnola.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>I risultati sono stati sorprendenti persino per gli esperti: anche se la carne e il pesce erano stati avvolti nella stagnola senza marinatura e senza sale e quindi cucinati, si è osservato un trasferimento di particelle di alluminio dalla pellicola agli alimenti</em>”, sintetizza Silke Raffeiner, nutrizionista del <strong>Centro Tutela Consumatori Utenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministero della salute ha fatto eseguire ulteriori analisi, rispondendo ai risultati ottenuti con una campagna d’informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di queste nuove informazioni, il Centro Tutela Consumatori Utenti consiglia:<br />
• utilizzate il meno possibile la carta stagnola in cucina; • non utilizzate la carta stagnola per alimenti o pietanze acide o salate, né per conservarle né per cucinarle; meglio ricorrere a contenitori riutilizzabili per alimenti, che non producono nemmeno rifiuti;<br />
• nemmeno gli alimenti e le pietanze su piatti da portata (es. affettati misti con salumi e formaggi) andrebbero coperti con la stagnola;<br />
• non avvolgete il panino della merenda per vostro figlio in un foglio di alluminio; in una scatola porta-merenda il cibo si può generalmente riporre senza imballaggi supplementari;<br />
• non tenete a lungo gli<strong> alimenti avvolti nell’alluminio</strong> per conservarli; usate piuttosto contenitori riutilizzabili; per determinati alimenti va bene anche un foglio di cera d’api;<br />
• non utilizzate possibilmente l’alluminio in rotoli per cucinare o fatelo solo di rado; anche se molte ricette dicono diversamente, non insaporite le pietanze prima di cucinarle, ma solo dopo con sale e marinata oppure limone;<br />
• sostituite le pentole in alluminio con altre di maggior pregio, ad esempio in acciaio inox; se utilizzate pentole e padelle in alluminio, cercate di non graffiarle con forchette o altro; per il lavaggio non utilizzate spugne o detergenti abrasivi;<br />
• quando cucinate alla griglia, rinunciate possibilmente all’utilizzo delle apposite vaschette in alluminio (non rivestite); meglio usare quelle riutilizzabili in acciaio inox; se utilizzate quelle in alluminio, ponetevi gli alimenti solo subito prima della preparazione e senza insaporirli, grigliate le pietanze solo brevemente e insaporitele solo dopo;<br />
• non utilizzate antitraspiranti con sali di alluminio (cosmetici con azione antisudore); se li utilizzate, non applicateli mai dopo la rasatura oppure su pelle con lesioni;<br />
• fate a meno di dentifrici con azione sbiancante: possono contenere alluminio in quantità elevata.</p>
<p>Inoltre il <strong>Centro Tutela Consumatori Utenti</strong> chiede che le avvertenze al riguardo, finora riportate in caratteri minuscoli, siano più visibili sulle confezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di queste nuove informazioni, i produttori dovrebbero anche segnalare che l’uso dell’alluminio in fogli per cucinare le pietanze non è consigliato!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Niente alluminio, meglio anche per l’ambiente.</strong></p>
<p>Rinunciare all’impiego di confezioni e oggetti monouso in alluminio è meglio non solo per motivi di salute, ma anche ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">La produzione dell’alluminio, che si ricava dalla bauxite, richiede infatti enormi quantità di energia, contribuisce alla distruzione della<strong> foresta pluviale tropicale</strong> e, soprattutto ai Tropici, è responsabile dell’avvelenamento di numerosi habitat.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_7_0_1.jsp? lingua=italiano&amp;menu=multimedia&amp;p=video&amp;id=1989"><strong>Campagna d’informazione </strong></a>del Ministero della salute sul corretto uso dell’alluminio in cucina.</p>
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