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	<title>autonomia altoatesina Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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		<title>60 anni dalla notte dei fuochi, Kompatscher: &#8220;Non bisogna dimenticare perché è avvenuto&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/60-anni-dalla-notte-dei-fuochi-il-commento-del-presidente-kompatscher/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 12:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[60 anni dalla notte dei fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia altoatesina]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Kompatscher]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-12.34.27-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-12.34.27-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-12.34.27-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La delusione di molti sudtirolesi per la mancata attuazione delle promesse legate all’autonomia altoatesina esplose, nel senso letterale del termine, nella notte fra l’11 e il 12 giugno 1961. La famosa notte dei fuochi, al termine della quale si contarono circa 40 esplosioni presso altrettante strutture dello Stato italiano in Alto Adige. L’azione, nelle intenzioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-12.34.27-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-12.34.27-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-23-alle-12.34.27-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;"><strong>La delusione</strong> di molti sudtirolesi per la mancata attuazione delle promesse legate all’<strong>autonomia altoatesina</strong> <strong>esplose</strong>, nel senso letterale del termine, <strong>nella notte fra l’11 e il 12 giugno 1961</strong>. La famosa <strong>notte dei fuochi</strong>, al termine della quale si contarono circa 40 esplosioni presso altrettante strutture dello Stato italiano in Alto Adige.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione, nelle intenzioni di coloro che la idearono, doveva porre all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale la situazione di difficoltà in cui versava la minoranza sudtirolese in Italia. E indubbiamente ci riuscì. “<em>Spetta però agli storici</em> – <strong>commenta</strong> il presidente <strong>Arno Kompatscher</strong> – <em>giudicare se l’Alto Adige, senza la notte dei fuochi avrebbe ottenuto o meno lo <strong>Statuto di autonomia</strong> che oggi conosciamo. Ciò che è certo, però, è che sia prima che dopo questi fatti, vi fu bisogno di lunghe e complicate trattative politiche per portare l’autonomia dell’<strong>Alto Adige</strong> ad essere quella che conosciamo oggi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo il presidente Kompatscher</strong>, “<em>la violenza non può mai rappresentare la soluzione, ma non bisogna dimenticare ciò che ha portato ad azioni così drastiche. La<strong> notte dei fuochi</strong> va inserita nel contesto dei conflitti dell’epoca. Molte persone erano deluse e non si sentivano prese sul serio: lo Stato non manteneva le promesse fatte, vi erano tentativi di repressione e il nostro territorio viveva ulteriori ondate di immigrazione a fronte di una contemporanea emigrazione di<strong> giovani sudtirolesi</strong> in cerca di lavoro</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Landeshauptmann sottolinea inoltre che</strong> “<em>l’autonomia conquistata nel 1972 dopo un duro confronto dall’allora presidente <strong>Silvius Magnago</strong>, grazie anche al significativo sostegno austriaco, rappresentò l’inizio di una nuova era, che fece seguito all’annessione, alla politica di italianizzazione portata avanti dallo Stato e alla soppressione della lingua e della cultura tedesca e ladina. Da quel momento in avanti, l’<strong>Alto Adige</strong> ha ripreso in mano le sorti del proprio destino e ha iniziato a costruire una propria autonomia amministrativa e legislativa, saldamente ancorata non solo ai principi della Costituzione, ma anche – grazie all’Accordo di Parigi e al coinvolgimento dell’ONU – al <strong>diritto internazionale</strong>”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La storia, secondo Kompatscher, è proseguita con l’era di <strong>Luis Durnwalder</strong>, nel corso della quale l’Alto Adige ha sfruttato i margini di manovra dell’autonomia “<em>per portare pace, sicurezza e benessere a tutti gli abitanti di questo territorio</em>”. Il presidente della Provincia si dice convinto che occorra ringraziare principalmente l’impegno di tante persone, e la capacità di trattare e giungere a soluzioni equilibrate di molti protagonisti della nostra vita politica, se l’<strong>Alto Adige</strong> rappresenta oggi una regione che, nel contesto europeo, spicca per qualità di vità, competività economica e vitalità sociale e culturale. “<em>L’Alto Adige del futuro</em> – conclude <strong>Arno Kompatscher</strong> – <em>deve puntare sull’apertura verso l’esterno e sulla creazione di reti di cooperazione. La nostra terra ha un potenziale enorme, che possiamo sfruttare a pieno con un atteggiamento positivo delle persone che ci vivono e con una spinta alla crescita in pieno spirito europeo ed europeista</em>”.</p>
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