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	<title>bicchiere Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Rifugio Gino Biasi al Bicchiere, presto ultimata la sistemazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 08:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valle Isarco]]></category>
		<category><![CDATA[bicchiere]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugio Gino Biasi]]></category>
		<category><![CDATA[sistemazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/07/rifugio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/07/rifugio-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/07/rifugio-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />A breve sarà ultimata la sistemazione del rifugio Gino Biasi al Bicchiere nel comune di Racines. Sopralluogo al cantiere oltre i 3.000 metri dell’assessore all’edilizia e patrimonio, Massimo Bessone. Il restyling del rifugio Gino Biasi al Bicchiere, o Becherhaus, è in piena esecuzione in vista dell’inaugurazione che, meteo permettendo, è prevista per il prossimo 16 agosto. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/07/rifugio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/07/rifugio-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/07/rifugio-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">A breve sarà ultimata la sistemazione del <strong>rifugio Gino Biasi al Bicchiere nel comune di Racines</strong>. Sopralluogo al cantiere oltre i 3.000 metri dell’assessore all’edilizia e patrimonio, Massimo Bessone.</p>
<p style="text-align: justify;">Il restyling del <strong>rifugio Gino Biasi al Bicchiere</strong>, o Becherhaus, è in piena esecuzione in vista dell’inaugurazione che, meteo permettendo, è prevista per il prossimo 16 agosto. Il rifugio alpino, infatti, è quello in posizione più elevata dell’Alto Adige. È situato sulla vetta del Bicchiere, un&#8217;altura sulla cresta meridionale della Cima Libera a quota 3195 metri, sopra il ghiacciaio di Malavalle nel Comune di <strong>Racines</strong>, nella parte altoatesina delle Alpi dello Stubai.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2011 è un bene gestito dalla Provincia, in seguito al trasferimento della proprietà di 25 rifugi alpini alla Provincia da parte dello Stato. L’assessore provinciale all’edilizia e patrimonio, <strong>Massimo Bessone</strong>, in questi giorni assieme ai suoi funzionari, <strong>Daniel Bedin</strong>, direttore reggente della Ripartizione patrimonio, e <strong>Luca Carmignola</strong>, direttore dell’Ufficio manutenzione opere edili, al costruttore e ai progettisti ha visionato l’andamento dei lavori in loco.</p>
<p style="text-align: justify;">“Investiamo complessivamente <strong>circa 1,4 milioni di euro</strong> per valorizzare una struttura del patrimonio di tutti gli altoatesini”, sottolinea l’assessore <strong>Bessone</strong> ponendo in evidenza la professionalità e l’impegno del team tecnico e delle imprese che seguono i lavori di sistemazione ad una quota che spesso comporta il superamento di vere e proprie sfide. L’esecuzione degli interventi è a cura della ditta Mader Srl di Vipiteno, vincitrice dell’appalto, con le imprese subappaltatrici Trenkwalder&amp;Partner Srl, Hofer&amp;Zelger Snc e Unionbau Spa, tutte <strong>imprese locali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il rifugio Gino Biasi al Bicchiere, inoltre, funge non solo da punto di riferimento per gli escursionisti esperti che vi trovano accoglienza, ma anche da vedetta sui cambiamenti climatici, fornendo utili informazioni per le misure da adottare</em>”,<strong> fa presente l’assessore</strong>. Questo rifugio si trova, infatti, in mezzo all’area di ghiacciai più estesa dell’Alto Adige, circondata da vette oltre i 3.000 metri come il Pan di Zucchero, e la Cima Libera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sistemazione quasi ultimata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I lavori di sistemazione del <strong>rifugio Gino Biasi al Bicchiere</strong> procedono spediti. Gli interventi di manutenzione e risanamento sono seguiti da <strong>Luca Carmignola</strong>, direttore dell’Ufficio manutenzione opere edili della Ripartizione patrimonio, ed il collaboratore tecnico <strong>Stefano Rebeschini</strong>, coadiuvati dai progettisti <strong>Hans Pardeller</strong>, <strong>Eleonora Kraus</strong> e <strong>Norbert Verginer</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene rinnovato l’involucro esterno dell&#8217;edificio e rifatte le facciate in scandole di larice. Inoltre, viene rinnovata la copertura e rifatti gli infissi. All’interno è stata ampliata la “<em>Stube</em>” sul lato Est e la terrazza. Gli impianti tecnologici necessari e le opere connesse all’adeguamento alla normativa antincendio vengono completamente rinnovati. Gli adeguamenti interessano l’intera alimentazione elettrica, comprensiva dell’illuminazione LED, l’impianto fotovoltaico, incluso il sistema di accumulo batterie, l’impianto termoidraulico, l’antincendio, l’impianto per l’approvvigionamento e trattamento dell’acqua del ghiacciaio. È stato pure installato un impianto per lo smaltimento delle acque reflue, eseguito dalla ditta Rainer Bauunternehmung di Racines.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rifugio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il rifugio venne costruito nel 1894 dalla sezione di <strong>Hannover del Club Alpino Tedesco e Austriaco</strong>. Dopo la Grande Guerra fu assegnato alla Sezione CAI di Torino e in seguito ricostruito, ampliato e gestito dalla Sezione CAI di Verona. Il nome “<em>Gino Biasi</em>” si riferisce al capitano degli Alpini caduto in Russia nel 1942. Il rifugio è raggiungibile dalla <strong>val Ridanna</strong> e dalla <strong>val Passiria</strong>.</p>
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		<title>E&#8217; la Giornata internazionale del caffè</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/giornata-internazionale-del-caffe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 14:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Wine]]></category>
		<category><![CDATA[bicchiere]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[carica]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-plate-drink-espresso-coffee-cup-7211-pxhere.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-plate-drink-espresso-coffee-cup-7211-pxhere.com_-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-plate-drink-espresso-coffee-cup-7211-pxhere.com_-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Oggi è la giornata dedicata all’infuso più amato e consumato dagli italiani. Servito e gustato in mille modi diversi. Proprio per questa varietà infinita di alto, basso, in tazza bollente, in tazza alta, in tazza larga, in vetro, ecc. in cui amiamo berlo, siamo stati per decenni sbeffeggiati dagli stranieri. L ‘unico requisito necessario è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-plate-drink-espresso-coffee-cup-7211-pxhere.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-plate-drink-espresso-coffee-cup-7211-pxhere.com_-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-plate-drink-espresso-coffee-cup-7211-pxhere.com_-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Oggi è la giornata dedicata all’infuso <strong>più amato e consumato dagli italiani</strong>. Servito e <strong>gustato in mille modi diversi</strong>. Proprio per questa varietà infinita di alto, basso, in tazza bollente, in tazza alta, in tazza larga, in vetro, ecc. in cui amiamo berlo, siamo stati per decenni sbeffeggiati dagli stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">L ‘unico requisito necessario è <strong>che sia buono anzi buonissimo</strong>, perché un italiano può perdonare molte cose, ma non che gli venga servita una ciofeca.</p>
<p style="text-align: justify;">Non passa giorno senza che esca un articolo, una notizia, una ricerca sul caffè e sul suo presupposto <strong>pericolo o vantaggio sulla salute</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà da almeno un paio d’anni le notizie son tutte positive. La più recente viene dall’Alabama, Birmingham per l’esattezza, dove la locale Università ha condotto uno studio, secondo il quale bere almeno un <strong>paio di tazze</strong> di caffè al giorno, può <strong>aiutare a combattere o sopportare meglio il dolore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le proprietà antidolorifiche della caffeina sono note, e spesso vengono utilizzate accoppiandola a medicinali e farmaci per combattere le sindromi dolorose.</p>
<p style="text-align: justify;">Il test condotto in Alabama prevedeva il consumo di 170 milligrammi di caffè al giorno (due tazzine). Al termine del periodo di sperimentazione si è svolto un <strong>test di sensibilità al dolore</strong> che ha dato esiti molto incoraggianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi consumava maggiori quantità di caffè dimostrava una maggiore <strong>capacità di resistere</strong> al dolore, <strong>alzando la soglia</strong> naturale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-144897 size-full" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-drink-espresso-coffee-cup-still-life-727009-pxhere.com_.jpg" alt="" width="1280" height="464" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-drink-espresso-coffee-cup-still-life-727009-pxhere.com_.jpg 1280w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-drink-espresso-coffee-cup-still-life-727009-pxhere.com_-300x109.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-drink-espresso-coffee-cup-still-life-727009-pxhere.com_-768x278.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/coffee-cup-drink-espresso-coffee-cup-still-life-727009-pxhere.com_-1024x371.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Qual è il caffè maggiormente consumato? Ovviamente l’<strong>espresso</strong> che detiene il 93% di preferenza, il caffè americano o il caffè d’orzo e poche altre varianti si spartiscono il restante 7%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il momento magico in cui berlo è il <strong>mattino, appena svegli</strong>, ed è un rituale che vale per tutti i giorni della settimana per quasi la totalità dei consumatori. Il 58% consuma 1 o 2 tazze, il 37% arriva a tre o quattro e solo il 5% sale a 5 o più tazze giornaliere.</p>
<p style="text-align: justify;">La “<strong><em>carica</em></strong>” è il fattore principale di motivazione, seguono nell’ordine coloro che lo bevono per il gusto e per abitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">L’immaginario dei bevitori di caffè, associa al sorseggia mento dalla tazzina un <strong>momento di relax, un piacere</strong> ed anche un’azione legata alla tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo l’1% dichiara che il caffè lo agita o rende nervoso. Non esiste un solo luogo dove consumarlo, e nel questionario a risposte multiple, il 92% ha indicato la propria casa, seguito dal bar per il 72%, sul posto di lavoro per il 48%.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consumo in cialde è in ascesa, anche se resta vincente la soluzione in polvere. La spesa annuale media, per il prezioso infuso nero ammonta a 260 euro pro capite.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caffè non è un fatto privato ma un’azione da condividere, infatti è divenuto <strong>molto social</strong>, da una indagine di Datalytics riguardante gli ultimi 3 mesi, sono più di <strong>30.000 i post</strong> dedicati alla degustazione dell’oro in tazza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-144896 size-full" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/cafe-coffee-morning-cup-cappuccino-food-1328995-pxhere.com_.jpg" alt="" width="1152" height="461" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/cafe-coffee-morning-cup-cappuccino-food-1328995-pxhere.com_.jpg 1152w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/cafe-coffee-morning-cup-cappuccino-food-1328995-pxhere.com_-300x120.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/cafe-coffee-morning-cup-cappuccino-food-1328995-pxhere.com_-768x307.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/cafe-coffee-morning-cup-cappuccino-food-1328995-pxhere.com_-1024x410.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></p>
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