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	<title>blog Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>blog Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<item>
		<title>Buon compleanno &#8220;Dolcemente Inventando&#8221;. La foodblogger Alessandra Uriselli ci racconta la sua storia</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/buon-compleanno-dolcemente-inventando-la-foodblogger-alessandra-uriselli-si-racconta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2020 09:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le nostre storie]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Uriselli]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[dolcemente inventando]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-768x768.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-1536x1536.jpg 1536w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-2048x2048.jpg 2048w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-80x80.jpg 80w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-scaled-e1582710459608.jpg 960w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Si chiama Alessandra, classe 1983, nata e cresciuta in Calabria fino all&#8217;età di 18 anni ed è la food blogger del nostro giornale. Parla sei lingue oltre all&#8217;italiano (inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese e albanese) è mamma, lavoratrice, moglie e blogger di cucina nel tempo libero. Alessandra, moglie, mamma, blogger. Come descrivi la tua personalità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-768x768.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-1536x1536.jpg 1536w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-2048x2048.jpg 2048w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-80x80.jpg 80w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG_E2519-scaled-e1582710459608.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Si chiama Alessandra, classe 1983, nata e <strong>cresciuta in Calabria</strong> fino all&#8217;età di 18 anni ed è la food blogger del nostro giornale.</p>
<p style="text-align: justify;">Parla sei lingue oltre all&#8217;italiano (inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese e albanese) è mamma, lavoratrice, moglie e blogger di cucina nel tempo libero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra, moglie, mamma, blogger. Come descrivi la tua personalità a chi ti segue?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Ho sicuramente una personalità forte e comunicativa. Il mio carattere è solare e di indole ottimista, socievole, spigliata e amante della vita, sempre sorridente anche quando si presentano le avversità</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i tuoi hobby, cosa ti piace fare oltre la cucina?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Sin da bambina ho sempre amato le lingue straniere, la cucina, la fotografia, la poesia, la musica, i viaggi, la bellezza e l&#8217;essere donna. Mi reputo una persona eclettica, <strong>mi piace la moda</strong>, la femminilità, il make-up (ogni tanto mi diletto a truccare le amiche), nei ritagli di tempo realizzo gioielli fatti a mano e adoro cantare</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi ti è stato di ispirazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Ammiravo la mia mamma mettersi il rossetto davanti allo specchio, adoravo le attrici dei film anni &#8217;50 e speravo diventare da grande una donna elegante e fine, come le dive di quegli anni. Rimanevo incantata a guardare le torte di mia zia Maria e speravo di diventare brava la metà di quanto lo era lei</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esiste un <img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-187117 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG-20190531-WA0031-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />momento che ti ha cambiato la vita?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>All&#8217;età di 11 anni, a causa di una brutta peritonite non diagnosticata e di un&#8217;infezione all&#8217;intestino, stavo per perdere la vita ma qualcuno lassù mi ha salvato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La <strong>ripresa è stata difficile</strong>, non ho mangiato per 17 lunghi giorni, non ho potuto bere per 13 lunghissimi giorni. Ma nonostante avessi perso tantissimi kg e quasi tutti i capelli nei mesi a venire, la gioia di vivere non mi è mai passata</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anzi, da allora <strong>la vita mi appare ancora più bella</strong> e piena di senso, ho compreso che bisogna vivere con intensità ogni giorno della propria esistenza e che bisogna dire e dimostrare sempre quanto amate le persone a voi care</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ti sei ripresa da questo momento difficile?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Ero diventata una ragazzina molto più matura dell&#8217;età che avevo. Scrivevo poesie nel tempo libero. Vinsi alcuni concorsi per dei miei componimenti poetici, uno dei quali in lingua inglese</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel 2001, la mia famiglia si trasferisce a Bolzano e dopo 4 anni di scuole superiori a Catanzaro, ho frequentato l&#8217;ultimo anno di scuola superiore nel capoluogo altoatesino. Il <strong>cambiamento è stato forte</strong> e repentino ma non mi sono mai piegata</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Amavo studiare e, nonostante le <strong>difficoltà economiche</strong> della mia famiglia, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Lingue e letterature moderne dell&#8217;Università di Trento l&#8217;anno successivo, lavorando assiduamente per potermi mantenere da sola gli studi</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi, è arrivato l&#8217;amore&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Sì. Nel 2005 ad una festa universitaria ho conosciuto<strong> il mio attuale marito</strong> e al secondo anno di università, ho deciso di cercarmi un appartamento e di trasferirmi a Trento dove, nel 2007,  ho conseguito la laurea in lingue (tedesco, inglese e portoghese).&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;anno successivo sono partita per la Germania per perfezionare il mio tedesco e al mio ritorno ho <strong>conseguito il patentino A di bilinguismo</strong></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E dall&#8217;amore son nati due bambini meravigliosi&#8230;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Nel 2011 sono diventata mamma per la prima volta e nel 2012, dopo quasi 10 anni di permanenza trentina, sono ritornata a vivere a Bolzano. Nel 2014 sono diventata mamma per la seconda volta. Ho sempre lavorato, a parte le pause di maternità e adoro sentirmi autonoma. Infatti, dopo tanti anni, a maggio scorso ho finalmente conseguito la<strong> patente di guida</strong> e adesso mi sento ancora più indipendente</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè hai deciso di aprire un blog di cucina?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Nel mese di febbraio 2012 ho aperto un blog di cucina che mi ha dato tante soddisfazioni e che al momento curo ancora, quasi quotidianamente. L&#8217;ho aperto perchè cucinare mi fa sentire una persona migliore e mi mette in pace col mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le mie passioni in campo culinario sono i dolci e la cucina etnica, ma ho uno spiccato amore verso la cucina altoatesina e calabrese.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Adoro fotografare cibi, persone, paesaggi e catturare i ricordi della vita attraverso gli scatti della mia macchina fotografica.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Durante questi anni di blog ho avuto la<strong> soddisfazione di vincere diversi concorsi di cucina</strong>, di poter pubblicare le mie ricette su alcune riviste e rubriche on line e qualche mese fa ho avuto l&#8217;onore di partecipare ad una trasmissione televisiva di cucina su La 7 gold</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi il tuo blog di cucina compie 8 anni. Raccontaci di quando è nato</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il mio blog <a href="http://www.dolcementeinventando.com/"><strong>DOLCEMENTE INVENTANDO </strong></a>nasceva 8 anni fa come oggi, in un freddo pomeriggio di febbraio.</em> <em>Ero a casa in maternità dal lavoro, la mia piccola aveva pochi mesi di vita e io avevo bisogno di raccontare qualcosa della mia passione culinaria.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Puntualmente, ogni volta che qualcuno veniva a cena da me o a trovarmi, mi chiedeva la ricetta di quello che avevo preparato. Così, su consiglio di alcune amiche, con un po&#8217; di imbarazzo ma con la <strong>voglia di mettermi in gioco</strong>, ho deciso di aprire un sito online</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-187118 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/IMG-20190413-WA0009-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /><em>Da allora non ho più abbandonato il Blog. Mi dedico con passione alle ricette e alle foto da pubblicare per renderlo sempre più bello e interessante</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>A volte mi vengono delle idee nei momenti più impensati e non vedo l&#8217;ora di correre in cucina per sperimentare nuove ricette. Adoro cucinare e scrivere perché mi fa sentire una persona libera e felice e amo comunicare con le persone</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i progetti per il futuro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Ho ancora<strong> tanti sogni nel cassetto</strong> e spero possano avverarsi un giorno. Il motore della mia vita è l&#8217;amore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non ho mai provato invidia per nessuno, solo tanta ammirazione per chi mi insegna sempre qualcosa e arricchisce la mia vita, giorno dopo giorno</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale consigli ti senti di dare a chi ti segue?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Credo fortemente nella positività: se sorridi la vita ti sorride. Se a volte le cose non vanno come vorremmo, la nostra forza interiore riesce a farci rialzare. Un consiglio che mi sento di dare è quello di cercare di costruire la felicità seguendo le proprie emozioni e inclinazioni</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Alessandra, alla prossima ricetta. Buon dolcissimo ottavo compleanno!</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervista de La Voce di Bolzano è alla Dott.ssa <strong>Alessandra Uriselli</strong> – Foodblogger, foodwriter, freelancer</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Generazioni digitali crescono&#8230; aiuto!</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/generazioni-digitali-crescono-aiuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 09:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mamma&Donna]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni digitali]]></category>
		<category><![CDATA[La mamma esaurita]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaella trimarchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/bambini-e-cellulare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/bambini-e-cellulare-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/bambini-e-cellulare-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />So che sto per toccare uno di quegli argomenti che scottano! In tutti i sensi, visto che dopo ore di utilizzo, gli apparecchi elettronici diventano dei piccoli, insidiosi fornelletti. Parlo naturalmente, dell’uso – o abuso – di mezzi tecnologici da parte nostra, prima ancora che dei nostri figli. Eh sì perchè, da mamma che tiene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/bambini-e-cellulare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/bambini-e-cellulare-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/bambini-e-cellulare-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">So che sto per toccare uno di quegli argomenti che scottano!</p>
<p style="text-align: justify;">In tutti i sensi, visto che dopo ore di utilizzo, gli <strong>apparecchi elettronici </strong>diventano dei piccoli, insidiosi fornelletti.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo naturalmente, dell’uso – o abuso – di mezzi tecnologici da parte nostra, prima ancora che dei <strong>nostri figli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì perchè, da mamma che tiene un blog, che lavora nel settore della comunicazione e che non sfugge alle logiche ferree delle <strong>chat di classe</strong> (oltre che sport, catechismo, feste di compleanno e chi più ne ha più ne metta), mi accorgo che spesso predico bene ma razzolo male, nel senso che non è raro per i miei figli vedermi col telefono in mano e far finta – ahimè &#8211; di ascoltarli mentre in realtà rispondo a qualche mail o messaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">È difficile nelle poche righe del post definire il mio pensiero sull’<strong>uso delle tecnologie nelle nuove generazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso solo dire che mi fa paura; che mi fa paura leggere post di <strong>madri disperate</strong> perché non sanno come togliere i figli dalla play; di conoscere ragazzini che sanno giocare a memory solo sul tablet ma non hanno idea di come si faccia con le care, vecchie cartine….di vedere bambini che davanti a un videogioco diventano aggressivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma mi fanno ancora più paura le mamme (e i papà) che comprano il telefonino a bambini di due anni; che imboccano al ristorante ragazzini di almeno 11 o 12 anni, troppo intenti a giocare con l’<strong>Iphone</strong> per usare la forchetta; mi fanno paura le foto di bambine e bambini di 8 o 9 anni postate con orgoglio sui social dai genitori in pose ammiccanti e volutamente da adulti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bon, direte voi…e allora? So già che le parole che vengono alla mente di molti di voi sono: retrograda, cavernicola, vecchia, paure inutili e roba del genere. E sapete una cosa? Sarei immensamente felice di sapere che avete ragione. Sarei felice di non dovermi sentire in colpa se qualche volta tengo a bada i bambini con i cartoni di <strong>youtube</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe una società in cui lo <strong>strapotere tecnologico</strong> andasse di pari passo con l’uso del cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">So che arriverà il giorno in cui ai miei figli non potrò negare il cellulare, l’account su Fb e Instagram e le chat su Whatsapp. Spero per quel giorno che sia io che loro avremo sviluppato abbastanza anticorpi contro i pericoli senza corpo della <strong>rete</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a quel giorno, cercherò di limitare l’uso di questi trabiccoli provando, allo stesso tempo, a far loro capire che il lupo può nascondersi dietro il profilo dell’agnellino.</p>
<p style="text-align: justify;">Proverò però anche a prenderne il buono, magari con l’aiuto di chi ne sa di più. So che impareranno a usarla. So che non potranno farne a meno. Però, per favore, permettetemi di aver paura, almeno un po’!</p>
<p style="text-align: justify;">La vostra, paleolitica, <strong>mamma esaurita</strong></p>
<p style="text-align: justify;">PS: gli esempi che vi ho portato nell’articolo non sono inventati; bambini imboccati davanti al cellulare, così come bambini che non sanno usare giochi del tutto normali perché abituati al solo uso del tablet li ho visti con i miei occhi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;incubo delle mamme: il pidocchio!</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/lincubo-delle-mamme-il-pidocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mamma&Donna]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[il pidocchio]]></category>
		<category><![CDATA[l'incubo delle mamme]]></category>
		<category><![CDATA[La mamma esaurita]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/Immagine.ashx_-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/Immagine.ashx_-150x150.jpeg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/Immagine.ashx_-80x80.jpeg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Care mamme esaurite, in questi giorni ho smistato decine e decine di argomenti più o meno interessanti per noi, ma quello che mi frulla nella testa come un’insegna al neon di Las Vegas da quest’estate, è solo uno: la pediculosi! Una parola che solo a leggerla o sentirla fa sorgere un prurito irrefrenabile e i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/Immagine.ashx_-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/Immagine.ashx_-150x150.jpeg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/Immagine.ashx_-80x80.jpeg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Care mamme esaurite,</p>
<p style="text-align: justify;">in questi giorni ho smistato decine e decine di argomenti più o meno interessanti per noi, ma quello che mi frulla nella testa come un’insegna al neon di Las Vegas da quest’estate, è solo uno: la <strong>pediculosi</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Una parola che solo a leggerla o sentirla fa sorgere un <strong>prurito irrefrenabile</strong> e i peggiori incubi notturni.</p>
<p style="text-align: justify;">E ve lo dico a ragion veduta, dal momento che ho trascorso l’estate a combattere una battaglia a suon di <strong>piretrine</strong> contro queste orride creature.</p>
<p style="text-align: justify;">Che poi, la genesi del <strong>pidocchio</strong> è avvolta nel mistero: appaiono sulle teste dal nulla, cioè, ma il primo untore…dove li ha raccattati?</p>
<p style="text-align: justify;">E’ quello che mi sono chiesta a <strong>luglio di quest’anno</strong>, a scuole chiuse da un pezzo, quando mia figlia maggiore, quasi in isolamento bambinesco da quando le classi hanno chiuso i battenti, ha iniziato una furiosa sequela di grattate in testa, inizialmente attribuite al sudore….diciamo più che altro che la <strong>mamma esaurita</strong> e cioè la sottoscritta, ha cercato inconsciamente qualsiasi motivazione al prurito irrefrenabile della figlia che non fosse quella.</p>
<p style="text-align: justify;">Tentativo inutile, quando è apparso chiaro a tutti che quelle <strong>simpatiche bestioline</strong> che formicolavano tra i <strong>riccioli biondi</strong> non erano moscerini caduti per caso dai rami; da quel momento di devastante consapevolezza in poi, è stato un susseguirsi di pettinate, trattamenti, cambi di biancheria, fino a meditare il noleggio di un <strong>lanciafiamme</strong>, dal momento che gli orridi hanno resistito inspiegabilmente per quasi <strong>due mesi</strong> sulle nostre teste rispettivamente a:</p>
<p style="text-align: justify;">trattamento biologico da <strong>40.00€</strong> che ha arricchito solo il farmacista; trattamento a base di <strong>piretrine</strong> (catrame per intenderci) formato <strong>gel</strong>, capace di uccidere un bue dalla puzza, ma al quale i maledetti sono sopravvissuti; piretrine <strong>formato schiuma</strong>, almeno puzzano meno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piastra per capelli</strong> a 200 gradi centigradi con relative ustioni del cuoio capelluto…passaggi di <strong>pettinino</strong> da eliminare intere ciocche di capelli per volta….</p>
<p style="text-align: justify;">La comodità del <strong>figlio maschio</strong> si è manifestata nel momento in cui mi sono resa conto trionfante che un <strong>rasoio</strong>, in questi casi, basta a compiere il miracolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per me, donna adulta e menefreghista della salute, dopo <strong>estenuanti battaglie</strong> a suon di pettinino, schiuma e piastra, è bastata una bella tinta a base di ammoniaca.</p>
<p style="text-align: justify;">La figlia bionda e riccioluta ha invece scoperto il piacere di lavarsi i capelli con l’<strong>aceto</strong>, che li rende lucidi, setosi (e puzzolenti) come nessun balsamo riesce a fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad <strong>agosto</strong> abbiamo finalmente potuto piantare la bandiera della vittoria sul cuoio capelluto di tutta la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>settembre</strong>, terza settimana di scuola, arriva il famigerato messaggio sulla chat di classe: mamme, controllate i vostri bambini, sono arrivati i pidocchi! A sì, perché se n’erano mai andati?</p>
<p style="text-align: justify;">E qui sorge spontanea la domanda, a cui speriamo che qualche esperto possa dare prima o poi una risposta: cosa dobbiamo fare noi mamme, per evitare di arrivare al lanciafiamme?</p>
<p style="text-align: justify;">Indirizzato verso le <strong>bestiacce</strong> certo, ma anche verso chi allegramente spedisce i figli a scuola in compagnia di <strong>inquilini abusivi</strong>?!</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai il pidocchio, banditi per mancanza di fondi i controlli dell’<strong>asl</strong> nelle classi e il certificato medico di avvenuta <strong>disinfestazione</strong>, è tornato a rappresentare un <strong>problema sociale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovremo abituarci a convivere con l’<strong>ospite indesiderato</strong> o possiamo sperare venga prima o poi <strong>debellato</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di una risposta al quesito e con il terrore negli occhi ogni volta che vedo qualcuno grattarsi, vado a farmi la piastra, che non si sa mai….</p>
<p style="text-align: justify;">La vostra<br />
Mamma esaurita</p>
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		<title>L&#8217;inizio del viaggio: la &#8220;mamma esaurita&#8221; si presenta</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/linizio-del-viaggio-la-mamma-esaurita-si-presenta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 09:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mamma&Donna]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[mamme]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/mamma-esaurita-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/mamma-esaurita-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/mamma-esaurita-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />di Raffaella Trimarchi &#160; Care mamme e anche – perché no?! – cari papà, ebbene sì, sono una mamma esaurita; alzi la mano che di voi, almeno una volta, non si è sentita così. Io mi sento così più o meno regolarmente da quando sono diventata mamma, ovvero da quasi 9 anni. Ma prima di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/mamma-esaurita-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/mamma-esaurita-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/mamma-esaurita-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>di Raffaella Trimarchi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Care mamme e anche – perché no?! – cari papà,</p>
<p style="text-align: justify;">ebbene sì, sono una mamma esaurita; alzi la mano che di voi, almeno una volta, non si è sentita così. Io mi sento così più o meno regolarmente da quando sono diventata mamma, ovvero da quasi 9 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma prima di entrare nel vivo di cosa vuol dire essere una mamma e contestualmente esaurita, ed esserlo in una realtà come quella dell’Alto Adige, due parole su di me e perché scelgo di tenere questo blog.</p>
<p style="text-align: justify;">Nata 38 anni fa a Bolzano, ma con Bologna nel cuore, una laurea al Dams con indirizzo cinematografico, ho scelto di restare a Bolzano per amore, sacrificando non poco una carriera rimasta nel cassetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Amore che, però, mi ha dato due pesti che oggi hanno quasi 9 e quasi 5 anni per i quali, come il 99% di noi mamme, farei – quasi – qualsiasi cosa. Ma che, contemporaneamente, sono la causa di quasi tutto il mio essere esaurita.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Si è una mamma esaurita per miliardi di motivi, più o meno validi, in primis il senso di colpa di sentirsi esaurita a causa dei figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché una donna, nel 2018,<span class="Apple-converted-space">  </span>NON PUO’ sentirsi esaurita, frustrata stufa della propria vita, desiderosa, a volte (anche spesso) di prendere un aereo con destinazione ignota e senza biglietto di ritorno, pena lo stigma sociale di tutti: delle madri perfette, quelle del mulino bianco che non potevano volere di più dalla vita che fare le casalinghe sempre pronte a sfornare dolci ma contemporaneamente con trucco e parrucco da manuale di estetica; delle donne in carriera con 27 figli all’attivo che ti rispondono: “io faccio tutto da sola, basta organizzarsi” (marziane); delle suocere che, quando sei vicina all’attaccare tuo figlio al muro ti dicono: “eh, allora io con 4,5,6,7 figli cosa dovevo fare?”; della donna senza figli che ti sciorina regole montessoriane di educazione perchè le ha lette sui libri…</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, non basta un blog per elencare le motivazioni di una mamma esaurita; ma, essendo mamme, siamo anche sempre in trincea e pronte a combattere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro ruolo, la società spesso ci aiuta e spesso ci ostacola, tutto sta a sapersi orientare. Anche in una realtà come quella altoatesina, che di opportunità ne offre molte ma che crea anche muri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché scelgo di tenere un blog semiserio, per dialogare con le mamme come me che, in questa realtà, a volte si sentono fortunate ma altre anche tanto sole e sottovalutate; per dare qualche piccolo consiglio su temi tra i più svariati, provare ad aprire qualche tavolo di discussione costruttiva e, semplicemente, darci una mano virtuale tra un esaurimento e l’altro.</p>
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