<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>caregiver Archivi - La voce di Bolzano</title>
	<atom:link href="https://www.lavocedibolzano.it/tag/caregiver/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lavocedibolzano.it/tag/caregiver/</link>
	<description>Quotidiano online indipendente</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Jun 2022 05:58:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.2</generator>

<image>
	<url>https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2026/07/web-app-manifest-512x512-1-80x80.png</url>
	<title>caregiver Archivi - La voce di Bolzano</title>
	<link>https://www.lavocedibolzano.it/tag/caregiver/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Caregiver, il Consiglio regionale non accoglie la richiesta di Fratelli d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/caregiver-il-consiglio-regionale-non-accoglie-la-richiesta-di-fratelli-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 05:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Respinta la richiesta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedibolzano.it/?p=234064</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Respinta dal Consiglio regionale la mozione di Fratelli d’Italia che chiedeva alla Giunta regionale di attivarsi presso il Governo e il Parlamento per definire il pieno e uniforme riconoscimento sotto il profilo previdenziale della figura del caregiver familiare anche mediante l’approvazione di una legge quadro nazionale. Nel suo intervento in aula il consigliere regionale Alessandro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify"><strong>Respinta dal Consiglio regionale la mozione di Fratelli d’Italia</strong> che chiedeva alla Giunta regionale di attivarsi presso il Governo e il Parlamento per definire il pieno e uniforme riconoscimento sotto il profilo previdenziale della <strong>figura del caregiver familiare anche mediante l’approvazione di una legge quadro nazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel suo intervento in aula il consigliere regionale <strong>Alessandro Urzì</strong>, primo firmatario della proposta, ha rilevato come<strong> la Volkspartei in consiglio provinciale aveva sottoscritto e condiviso l’iniziativa mentre oggi ha cambiato idea</strong>, mentre  la sinistra oramai è quella più chiara nell’assumere posizioni antisociali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Le dichiarazioni in aula del Pd e di Azione sono la conferma di un orientamento che ha preso le distanze dalla società reale</strong>. La sinistra ha perso completamente le proprie aspirazioni morali, la sua carica e la spinta ideale.</p>
<p style="text-align: justify">La proposta di Fratelli d’Italia<strong> invitava la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento</strong> per definire il pieno e uniforme riconoscimento previdenziale della figura del familiare assistente (caregiver familiare) anche mediante l’approvazione di una legge quadro nazionale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Con 9 voti a favore, 28 voti contrari e 11 astenuti la proposta non è stata però  accolta dall’aula</strong>. &#8220;<em>Dispiace</em> – <strong>ha commentato a margine Urzì</strong>&#8211; <em>il  voto contrario anche delle componenti italiane della Giunta regionale Lega, Forza Italia e Patt.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Approvata  invece a larga maggioranza la richiesta a Parlamento e Governo di “considerare la soluzione dei buoni di sconto fiscale</em>.” <strong>Così in una nota stampa il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro  Urzì</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parente o caregiver? L&#8217;aiuto della psicologia per chi si occupa di propri cari affetti da demenza</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/parente-o-caregiver-laiuto-della-psicologia-per-chi-si-occupa-di-propri-cari-affetti-da-demenza__trashed-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 06:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[demenza senile]]></category>
		<category><![CDATA[patologia dementigena]]></category>
		<category><![CDATA[pazienti affetti da demenza]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia e demenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedibolzano.it/?p=176702</guid>

					<description><![CDATA[Con l’aumentare dell’età media della popolazione, un fenomeno con cui si avrà sempre più a che fare sarà la demenza senile, a cui spesso ci si riferisce con il nome di Alzheimer. In realtà la demenza di Alzheimer è solamente una tipologia di demenza, la più comune, che in Italia affligge all’incirca 1 milione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: justify;">Con l’aumentare dell’età media della popolazione, un fenomeno con cui si avrà sempre più a che fare sarà la <strong>demenza senile</strong>, a cui spesso ci si riferisce con il nome di Alzheimer. In realtà la demenza di Alzheimer è solamente una tipologia di demenza, la più comune, che in Italia affligge all’incirca 1 milione di persone (secondo l’OMS).</p>
<p style="text-align: justify;">Attorno a questi anziani ruota però un intero universo di persone, di cui però si parla meno. Questi <strong>caregivers</strong> (letterlamente: coloro che forniscono le cure) sono <strong>circa 3 milioni</strong>, coinvolti direttamente o indirettamente nella cura di persone affette da demenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso, infatti, sono <strong>i parenti o il partner della persona demente</strong> che investono tempo, energia ed affetto nel prendersene cura, attendendo con pazienza un sostegno da enti pubblici o privati del settore, in grado di occuparsi a tutto tondo di anziani non autosufficienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendersi cura di una persona cara affetta da demenza non è però intuitivo e non è sempre facile capire come comportarsi e che cosa fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vale la pena mettere in evidenza <strong>come anche la psicologia può dare un aiuto concreto</strong> sotto diversi aspetti, per far fronte ad una situazione sconosciuta e disorientante come quella di un parente che inizia a non essere più indipendente come una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un primo importante strumento in questi contesti è sicuramente il <strong>sostegno psicologico</strong>, attraverso dei colloqui che possono essere sia individuali che di gruppo. L’obiettivo principale è rinforzare il <strong>benessere di chi si occupa del malato</strong>, offrendo strategie per gestire i cambiamenti che una malattia come la demenza porta con sé; si possono ad esempio organizzare degli incontri con il caregiver principale, coinvolgendo al contempo anche la famiglia dell’anziano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dinamiche psicologiche innescate da un caro che inizia a soffrire di una <strong>patologia dementigena</strong> possono essere diverse e coinvolgere, in modo più o meno diretto, tutti coloro che circondano il malato come ad esempio il partner o, in modo più ampio, l’intera famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">La problematica psicologica principale di cui si parla è quindi lo<strong> stress</strong>, che si propone sotto varie forme: dalla difficoltà nel conciliare la propria vita personale, familiare e lavorativa con il nuovo compito di prendersi cura di una persona prima indipendente, allo <strong>stress emotivo</strong>, dato dal vedere una persona cara in difficoltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di disturbi infatti, soprattutto negli stadi più avanzati, possono anche portare dei cambiamenti profondi nella personalità dell’anziano, tanto che i propri cari possono faticare a riconoscerlo e gestirlo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, lo psicologo può <strong>sostenere il singolo o la famiglia</strong>, ascoltando con empatia ed agevolando la ricerca di soluzioni ottimali per vivere con maggiore serenità questa situazione. Naturalmente, il sostegno psicologico può essere d’aiuto anche al soggetto colpito dalla patologia che, specialmente nelle fasi iniziali della malattia, avrà bisogno di un appoggio nell’accettare di dipendere da qualcuno e lasciarsi aiutare.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro tipo di aiuto in questi casi ci viene dato dalla <strong>neuropsicologia</strong>, che interviene principalmente nella diagnosi e nella prevenzione delle demenze. Attraverso appositi test, i neuropsicologi riescono a determinare la tipologia ed il livello di gravità della patologia dementigena. Entrambe queste informazioni sono estremamente utili per poi pianificare gli interventi successivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono infatti sempre più diffusi studi scientifici che hanno come principale obiettivo <strong>creare dei training neuropsicologici</strong> (dei veri e propri allenamenti per la mente), atti a preservare le abilità cognitive residue del paziente demente, rallentando il decorso della malattia e permettendo di conservare più a lungo la propria indipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, un numero sempre più grande di studi dimostra che l’arma migliore contro le demenze è la prevenzione. La prevenzione consiste, da un <strong>punto di vista neuroscientifico e psicologico</strong>, nel tenere allenato il nostro cervello con compiti diversificati, come continuare ad imparare cose nuove.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, sono sempre più diffusi eventi organizzati da professionisti dove, attraverso attività di gruppo, si svolgono a training cognitivi e <strong>giochi per allenare il cervello</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può però evitare di nominare altri fattori protettivi che possono diminuire il rischio di demenza (ma non solo): una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e un consumo moderato di alcool, contribuiscono ad avere <strong>un cervello e una mente più sana</strong>, come anche evitare di fumare e prendersi cura del proprio sistema cardiocircolatorio.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: justify;">Un ulteriore aspetto curato dalla psicologia nel campo delle patologie dementigene, è la<strong> psicoeducazione</strong>: con questo termine si intende la diffusione di informazioni chiare e attendibili, che mirano a rendere consapevoli le persone delle caratteristiche proprie dei disturbi come l’Alzheimer.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conoscenze fornite attraverso questi interventi, porterà i pazienti e le persone a loro vicine a comportarsi in modo più adeguato, reagendo alle richieste che emergono nello svolgere questo compito in modo appropriato.</p>
<p style="text-align: justify;">La psicoeducazione può anche aiutare a gestire <strong>la paura e l’incertezza per il futuro che la malattia porta con sé</strong>, puntando a migliorare la qualità della vita di tutti i soggetti coinvolti.</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il contributo per La Voce di Bolzano è della Dr.ssa <strong>Lisa Andreatta</strong>, specialista in tecniche psicologiche.</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Database Caching using Disk (Request-wide Request URI is rejected)

Served from: www.lavocedibolzano.it @ 2026-10-16 19:31:28 by W3 Total Cache
-->