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	<title>conseguenze psicologiche Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Dalla Francia in arrivo una pillola che cancella i brutti ricordi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 09:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altraeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[cancellare i ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[conseguenze psicologiche]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio dello stress traumatico]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi dolorosi]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di riconsolidamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/memoria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/memoria-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/memoria-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />C&#8217;è chi dice che i ricordi dolorosi aiutano a crescere, a formare la propria personalità. C&#8217;è chi invece, ne farebbe volentieri a meno. Una questione sulla quale filosofi e scienziati dibattono da secoli. Il carattere è il risultato di molteplici esperienze che tracciano un percorso razionale ed emotivo nella psiche di una persona; cosa comporterebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/memoria-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/memoria-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/memoria-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi dice che i <strong>ricordi dolorosi</strong> aiutano a crescere, a formare la propria personalità. C&#8217;è chi invece, ne farebbe volentieri a meno. Una questione sulla quale filosofi e scienziati dibattono da secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il carattere è il risultato di <strong>molteplici esperienze</strong> che tracciano un percorso razionale ed emotivo nella psiche di una persona; cosa comporterebbe eliminare una parte?</p>
<p style="text-align: justify;">Già dal lontano 1990, c&#8217;è chi si impegna nella <strong>ricerca di una pillola</strong> che, associata a terapia psicanalitica, possa cancellare dal cervello di una persona i ricordi che hanno generato traumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Studiata nelle università di mezzo mondo la U0126 (nome in codice della pillolina magica) potrebbe superare i limiti della fantascienza ed essere messa a punto da alcuni ricercatori del<strong> laboratorio dello stress traumatico</strong> di Tolosa, nel sud-ovest della Francia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le polemiche non si risparmiano riguardo le <strong>conseguenze psicologiche</strong> che un tale farmaco potrebbe avere sui pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Rimuovere i ricordi che addolorano o terrorizzano non è come togliere una verruca o un neo</em>” ha affermato Daniel Sokol, bioeticista al St. George’s, dell’Università di Londra: ”<em>Rimuovere i ricordi che addolorano o terrorizzano non è come togliere una verruca o un neo. Cambierebbe l’identità personale, poiché siamo legati alle nostre memorie; ciò potrebbe avere benefici in alcuni casi, ma dobbiamo riflettere sugli effetti che questo avrebbe sugli individui, la società e sul senso profondo dell’essere umano</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come funziona</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Brunet, docente di psichiatria e ricercatore al McGill&#8217;s Douglas Research Center di Montreal, ha sviluppato un metodo che si chiama &#8220;<em>reconsolidation therapy</em>&#8220;, <strong>terapia di riconsolidamento</strong>, che agisce sul modo in cui il cervello registra e conserva un ricordo.</p>
<p>I ricordi nel nostro cervello vengono inizialmente immagazzinati in uno stato fluido, molto malleabile, per cristallizzarsi poi nel corso del tempo e solidificarsi all’interno della memoria.</p>
<p>La<strong> terapia di Brunet</strong> prevede l&#8217;assunzione di una dose di propranololo, un betabloccante usato anche per curare l’ipertensione, un&#8217;ora prima di ogni seduta con il terapeuta.</p>
<p>Questo farmaco avrebbe la capacità di agire sui ricordi immagazzinati nel cervello da tempo, e quindi già calcificati e solidi, rendendoli nuovamente fluidi e malleabili e dando loro la possibilità di non risolidificarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta quindi di <strong>cancellare i ricordi</strong> nel vero senso della parola, ma di modificare le sensazioni a cui sono associati.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo è di utilizzare una tale terapia come<strong> trattamento psicologico</strong> dei disturbi da trauma, correlati a forte stress emotivo: aiutare le vittime di incidenti gravi o i reduci di guerra che non riescono più a condurre una vita normale a causa dei ricordi di ciò che hanno vissuto sul campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi niente soluzioni per il male d’amore o i <strong>traumi legati all’abbandono</strong> della persona amata e via dicendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Almeno non per ora, anche se Brunet a qualcosa sta lavorando.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe bello poter cancellare anche quelle, no? Come nel film &#8220;<em>Se mi lasci ti cancello</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la cancellazione di una parte della nostra vita, può davvero aiutarci a vivere meglio o forse è meglio lasciare fare alla natura il suo corso?</p>
<p style="text-align: justify;">In altri termini, cosa <strong>sarebbe la vita senza il dolore</strong>, senza la paura, senza l’ansia? Si finirebbe con il non apprezzare nemmeno la felicità, quella autentica, quella che non si può sintetizzare in laboratorio o produrre artificialmente.</p>
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