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	<title>digital creator Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>digital creator Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Leonardo 500: l’innovazione geniale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 06:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[contemporaneità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[digital creator]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Trasformation]]></category>
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		<category><![CDATA[libera università di bolzano]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il 10 dicembre alla LUB l’ultimo incontro tematico di &#8220;Leonardo500 – L’innovazione geniale&#8220; Quando arte e creatività dialogano con scienza e tecnologia: Maria Grazia Mattei e Mattia Carretti raccontano le trame e le tendenze di una storia in divenire. Si concludono il 10 dicembre le conferenze collaterali di LEONARDO500 – L’innovazione geniale che parlano di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Il 10 dicembre alla LUB l’ultimo<strong> incontro tematico</strong> di &#8220;<em><strong>Leonardo500 – L’innovazione geniale</strong></em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando arte e creatività dialogano con scienza e tecnologia: Maria Grazia Mattei e Mattia Carretti raccontano le trame e le tendenze di una storia in divenire.</p>
<p style="text-align: justify;">Si concludono il <strong>10 dicembre</strong> le conferenze collaterali di <strong>LEONARDO500 – L’innovazione geniale</strong> che parlano di ricerca e innovazione oggi, nello spirito originale e straordinario di Leonardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’incontro “<strong>Arte, Scienza, Tecnologia e Società: trame e tendenze</strong>”, in programma martedì alle <strong>ore 18.00</strong> nell’aula D1.02, al primo piano della <strong>Libera Università di Bolzano</strong>, in piazza Università 1, la creatività entra in dialogo con scienza e tecnologia, esplora modalità di comunicazione e interazione tra umani e macchine e s’interroga sull’impatto sociale dei cambiamenti in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Digital Trasformation</strong> letta con gli occhi degli artisti è una storia ancora da scrivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Interviene e modera <strong>Maria Grazia Mattei</strong>, giornalista e critica d’arte, apprezzata curatrice per mostre ed esposizioni nazionali dedicate al digitale come<strong> linguaggio espressivo</strong> e specchio della <strong>contemporaneità</strong>, fra le quali le due antologiche dedicate a Pixar al PAC di Milano (2011) e al Palazzo delle Esposizioni di Roma (2018), la collettiva <em>Oltre il Villaggio Globale</em> (1995) presso La Triennale di Milano; <em>Interattività: Studio Azzurro</em> (1998) alla Rocca Paolina di Perugia e la rassegna <em>Opera Totale</em> che si è tenuta a cadenza annuale dal 1996 al 2002 al Teatro Toniolo di Mestre.</p>
<p style="text-align: justify;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-180607 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Maria-Grazia-Mattei-founder-e-presidente-MEET-Digital-Culture-Center-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Maria Grazia Mattei è l’ideatrice del programma di disseminazione dell’innovazione Meet the Media Guru e fondatrice di MEET, primo centro internazionale per la <strong>Cultura Digitale</strong> in Italia, la cui sede sarà inaugurata a Milano nel 2020, ma che è già operativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mattei dialogherà con <strong>Mattia Carretti</strong>, media artist e co-fondatore di &#8220;*<strong><em>FUSE</em></strong>&#8220;, pluripremiato studio creativo italiano che opera nell&#8217;ambito delle arti digitali e del design.</p>
<p style="text-align: justify;">Fondato nel 2007 a Modena, &#8220;Fuse&#8221; esplora le possibilità espressive date dall&#8217;uso creativo delle tecnologie digitali attraverso installazioni, <strong>esperienze immersive e live performance</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza sarà accompagnata da una proiezione video montata ad hoc dallo staff MEET per la conferenza e che presenterà sia estratti storici che operazioni contemporanee.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ingresso è libero.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-180608 alignleft" style="text-align: justify;" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Meet-the-Media-Guru-2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo che fino all’11 dicembre sarà possibile visitare la <strong>mostra LEONARDO500 &#8211; L’innovazione geniale</strong> negli spazi dell’Università di Bolzano in piazza Università 1 a Bolzano (lun-sab ore 10.00-19.00, ingresso libero – visite guidate mar ore 13, gio dalle 20 alle 22 o su prenotazione: impronta.del.digitale@gmail.com), organizzata dall’<strong>Ufficio Cultura della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige</strong>, dalla Società Dante Alighieri Comitato di Bolzano, da Anthelios Comunicazione Milano, con il <strong>patrocinio da parte del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo MiBACT</strong> e del <strong>Comitato nazionale per le celebrazioni leonardesche</strong> a cinquecento anni dalla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">APPROFONDIMENTI</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I contenuti dell’evento “Arte, Scienza, Tecnologia e Società: trame e tendenze”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cultura Digitale</strong> è ontologicamente predisposta ad una attitudine connettiva, com’è evidente dalle collaborazioni e relative sperimentazioni risalenti agli Anni Sessanta fra i cosiddetti pionieri, autori ed artisti d’avanguardia – musicisti, scultori, videoartisti – con scienziati e ricercatori “curiosi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molti anni, gli <strong>strumenti espressivi del digitale</strong> sono stati utilizzati per divulgare ricerche avanzate che, per il loro grado di complessità ed astrazione, restavano quasi sempre ignoti all’opinione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi non è più così.</p>
<p style="text-align: justify;">La democratizzazione degli strumenti digitali, pensiamo alle potenzialità creative multimediali di un “<em>semplice</em>” smartphone, ha contribuito alla nascita di figure ibride non ascrivibili all’identikit dell’artista “<em>tradizionale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono professionisti con <strong>competenze trasversali di grafica, design e linguaggi audiovisivi</strong> in genere, che scelgono di esprimersi con il digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Potremmo definirli <strong>digital creator</strong> perché generano atmosfere e visioni nuove, e le indirizzano verso il mercato dell’industria creativa e non verso il mercato dell’arte classico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad alimentare la loro ricerca è spesso <strong>l’interazione con saperi diversi e molto distanti</strong> come ad esempio biologia, neuroscienze o psicologia cognitiva mentre l’estetica che li caratterizza è frutto della fusione fra mondi fisici e virtuali, una tendenza così avanzata che il critico Lev Manovich ha definito &#8220;AI Aestetics&#8221;[1] .</p>
<p style="text-align: justify;">Provocando, possiamo dire che se<strong> l’estetica è sintetica o digitale</strong>, l’obiettivo dei loro lavori è spesso analogico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore che guida questi creativi è il desiderio (e l’ambizione) di generare consapevolezza e cambiamento in chi entri in contatto con il loro lavoro. Nei casi più felici c’è chi si spinge a definirla &#8220;<em><strong>Awareness Art</strong>&#8220;</em>: attraverso un’esperienza di <strong>interazione fra tecnologia e persone</strong>, infatti, i fruitori si aprono ad un mindset nuovo grazie ad un processo emotivo, prima che razionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farlo usa installazioni immersive, stampa 3D, sensori e data visualization che raccontano sempre più spesso il cambiamento climatico, l’inquinamento, i fenomeni migratori. In una parola, le grandi crisi della contemporaneità.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutt’altro che “fredde”, queste esperienze digitali generano empatia e coinvolgimento soggettivo ad un livello più o meno profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo anni di distacco quando non di disimpegno, <strong>oggi creativi ed artisti spingono per un rinnovato ruolo sociale dell’arte</strong> nella costruzione della sfera pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farlo <strong>usano i social network come leva di disseminazione e viralizzazione</strong>, una strada impensabile fino a qualche anno fa quando critici, galleristi e media tradizionali erano l’unica strada per diventare rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;">È così che progetti, installazioni ed esperienze creative non istituzionali o <em>“alternative</em>” assumono peso e <strong>ribalta internazionale</strong> in quanto conosciute, apprezzate e condivise dal pubblico, su scala globale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MEET e l’innovazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La missione di MEET è contribuire a colmare il divario digitale attraverso una disseminazione permanente, critica e abilitante del pensiero digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività del MEET ruotano attorno a temi chiavi quali <strong>co-creazione e nuovi linguaggi artistici</strong>, internazionalità, valorizzazione dei talenti e approccio esperienziale.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua azione è rivolta a generare consapevolezza e motivazione nelle persone affinché esse stesse diventino <strong>promotori del pensiero digitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La cultura da sempre traccia ed evolve le storie e le sensibilità di riferimento della collettività rimodellandone le forme quando trasformazioni tecniche e sociali introducono nuove possibilità di azione ed espressione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ in questi momenti e condizioni che operano i tanti Leonardo della storia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’era digitale è un fenomeno che affonda le sue radici nel secolo scorso nei laboratori di <strong>scienziati e artisti che sperimentavano forme nuove di comunicazione</strong> e interazione tra umani e macchine, ma negli ultimi decenni ha vissuto una potente accelerazione grazie alla condivisione di potenti sistemi di calcolo e l’inclusione diffusa di funzioni creative.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto tra Arte, Scienza, Tecnologia e Società sarà quindi la trama su cui si costruisce la conferenza che avrà come obiettivo tracciare e mostrare alcune tendenze che emergono da queste riflessioni e <strong>sperimentazioni transdisciplinari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;*FUSE&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sin dalle origini la ricerca di &#8220;<em>*FUSE</em>&#8221; ha avuto come <strong>obiettivo primario la creazione di installazioni e performance multimediali</strong> capaci di coinvolgere il pubblico, amplificando l’<strong>impatto emotivo della narrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni <strong>la ricerca di *fuse si è evoluta</strong>, tendendo verso un approccio che valorizza la sperimentazione pura, l’intento è quello di realizzare opere in grado di spostare i confini fra diverse discipline artistiche e cercare nuove connessioni tra luce, spazio, suono e movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">*fuse ha al suo attivo <strong>diversi riconoscimenti internazionali</strong> fra i quali numerosi Digital Design Award e Celeste Prize. Attualmente il progetto Multiverse di *fuse è stato selezionato per la mostra AS-Helix: Art and Science Integration in the Age of Artificial Intelligence allestita al National Museum of China di Pechino.</p>
<p style="text-align: justify;">[1] Lev Manovich, AI Aestatics, Strelka Press, 2018</p>
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