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	<title>Gianni sarti Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>Gianni sarti Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<item>
		<title>Superbonus 110%, CNA: “Incomprensibile limitarlo e non prorogarlo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 16:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[bonus facciate]]></category>
		<category><![CDATA[cna shv alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[cna trentino alto adige]]></category>
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		<category><![CDATA[Superbonus 110%]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-22-alle-18.11.47-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-22-alle-18.11.47-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-22-alle-18.11.47-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />CNA Trentino Alto Adige, unitamente a CNA nazionale, condivide l’indicazione del Governo di prorogare a tutto il 2023 il Superbonus 110%, una misura che sta dimostrando di essere un volano per la ripresa economica. “Sarebbe incomprensibile tuttavia – avverte la Confederazione regionale &#8211; limitare la proroga soltanto a condomini e edifici di edilizia popolare, escludendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-22-alle-18.11.47-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-22-alle-18.11.47-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/Schermata-2021-10-22-alle-18.11.47-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;"><strong>CNA Trentino Alto Adige</strong>, unitamente a CNA nazionale, condivide l’indicazione del Governo di <strong>prorogare a tutto il 2023 il Superbonus 110%</strong>, una misura che sta dimostrando di essere un volano per la ripresa economica.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Sarebbe incomprensibile tuttavia</em> – avverte la Confederazione regionale &#8211; <em><strong>limitare la proroga soltanto a condomini e edifici di edilizia popolare</strong>, escludendo tutte le singole unità immobiliari e gli edifici funzionalmente indipendenti, così come non prorogare il bonus facciate</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la Confederazione “<em>ridurre le misure di incentivazione per la <strong>riqualificazione energetica</strong> e la <strong>valorizzazione del patrimonio immobiliare</strong> contrasta con l’orientamento di una manovra espansiva per sostenere e consolidare la crescita annunciata dal Governo e che trova conferma nel documento programmatico di bilancio approvato ieri dal Consiglio dei Ministri</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’ipotesi di limitare la platea dei beneficiari del Superbonus finirebbe per penalizzare soprattutto le piccole e medie imprese</em> &#8211; afferma il direttore di <strong>CNA-SHV Alto Adige</strong> e membro del board di Casaclima di Bolzano, <strong>Gianni Sarti</strong> -.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>I dati a livello provinciale parlano di centinaia di lavori avviati in questi mesi per quanto riguarda le unità singole, mentre sono solo poche decine gli interventi previsti per quanto riguarda i condomini, per i quali l’iter di approvazione dei lavori, come sappiamo, è più complesso e necessita il coinvolgimento di tutti i proprietari.  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non prorogare il <strong>bonus facciate</strong>, invece, significherebbe rinunciare a un’opportunità che sta dimostrando di centrare il duplice obiettivo di stimolo all’economia e di strumento efficace per rendere più belle strade e piazze del nostro Paese</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre a proposito di Superbonus 110%, CNA-SHV Alto Adige evidenzia che sta dando buoni risultati la piattaforma messa a punto su iniziativa della Provincia di Bolzano presso il <strong>Noi Techpark</strong> in collaborazione con tutti gli stakeholder tra i quali Agenzia Casa Clima, Euregio Plus (Società di gestione risparmio a capitale pubblico) e le associazioni degli amministratori condominiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo semplifica e velocizza i meccanismi tecnici e fiscali per aziende e cittadini, consentendo alle piccole imprese di cedere il credito d’imposta ad <strong>Euregio Plus</strong> e di ricevere senza decurtazioni il pagamento delle prestazione effettuate.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’impegno profuso dal sistema CNA territoriale per creare meccanismi virtuosi di applicazione del Superbonus</em> – aggiunge il presidente regionale <strong>Claudio Corrarati</strong> –<em> verrebbe depotenziato da provvedimenti governativi poco utili al duplice obiettivo: da un lato il risanamento energetico degli immobili vetusti, dall’altro il rilancio dell’edilizia, in particolare quella che dà lavoro alle PMI. Chiediamo al Governo di ripensare questi provvedimenti</em>”.</p>
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		<title>Edilizia libera, in provincia ancora tutto fermo. Sarti (Cna): &#8220;Cittadini costretti ancora a lunghe trafile burocratiche&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/edilizia-libera-in-provincia-ancora-tutto-fermo-sarti-cna-cittadini-costretti-ancora-a-lunghe-trafile-burocratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 14:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Corrarati]]></category>
		<category><![CDATA[cna alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia libera]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni sarti]]></category>
		<category><![CDATA[trafile burocratiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/Sarti--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/Sarti--150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/Sarti--80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />A niente sono serviti fino ad ora i numerosi incontri con le autorità politiche e i ripetuti appelli. Per piccoli interventi come sostituire una caldaia, installare un condizionatore o realizzare una pergotenda i cittadini della provincia di Bolzano, al contrario di quel che avviene nel resto dello Stivale, devono ancora armarsi di pazienza e affrontare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/Sarti--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/Sarti--150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/Sarti--80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">A niente sono serviti fino ad ora i numerosi incontri con le autorità politiche e i ripetuti appelli. <strong>Per piccoli interventi come sostituire una caldaia, installare un condizionatore o realizzare una pergotenda i cittadini della provincia di Bolzano, al contrario di quel che avviene nel resto dello Stivale, devono ancora armarsi di pazienza e affrontare lunghe pratiche edilizie.</strong> Questo nonostante l’<strong>edilizia libera</strong>, che consente a cittadini ed imprese di effettuare piccoli lavori di edilizia senza lunghi iter burocratici, sia stata introdotta in Italia già nel 2001, resa operativa nel 2016 e nonostante che nel 2018 sia stato pubblicato il glossario contenenti tutte le opere eseguibili senza titolo edilizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le disposizioni, che sono passate attraverso la conferenza Stato-Regioni e Province Autonome, infatti, sono state recepite solo in minima parte dalla Provincia di Bolzano</strong> <strong>e, di conseguenza, non vengono applicate dai Comuni. Risultato: anche per piccoli interventi, è necessario rivolgersi ad un tecnico abilitato e affrontare i conseguenti tempi e costi con il rischio, oltretutto, di vedersi rigettata la domanda dal Comune.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A questo quadro va aggiunto il recente aggiornamento del Regolamento edilizio del Comune di Bolzano che non ha certo migliorato la situazione. Nel capoluogo altoatesino, ad esempio, è previsto che tutti gli impianti tecnologici esterni agli edifici che superano le dimensioni di 60 x 80 x 30 cm siano considerati “costruzioni” e quindi debbano essere sottoposti all’intero<strong> iter burocratico</strong> (progetto-pratica edilizia-autorizzazione comunale).</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Si tratta di pratiche che fanno rallentare notevolmente l’attività degli uffici comunali, oltre che far perdere tempo prezioso e denaro a cittadini e imprese</em>” così il direttore di CNA Alto Adige <strong>Gianni Sarti</strong> che aggiunge: “<em>Ci sfuggono le ragioni di tale inerzia, dato che non è certo con queste limitazioni che si salvaguarda l’ambiente o la regolarità urbanistica del territorio</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">CNA Alto Adige intende tornare con forte determinazione sul tema e<strong> chiede un nuovo confronto con Provincia e Comuni</strong>. “<em>Non sempre, come in questo caso, la via altoatesina, resa possibile dall’Autonomia, si dimostra la scelta migliore. Mentre nel resto d’Italia si punta a sburocratizzare, <strong>in provincia di Bolzano si segue da tempo una strada miope che ci danneggia</strong></em>”, così il presidente di CNA Trentino Alto Adige <strong>Claudio Corrarati</strong>. “<em>Questa persistente mancata applicazione della normativa nazionale si configura ormai come un perdurante danno economico per tutti</em>”, conclude Sarti.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ristori per i parrucchieri, Cna: &#8220;La Provincia chiarisca la situazione&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/ristori-per-i-parrucchieri-cna-la-provincia-chiarisca-la-situazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2020 12:12:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Corrarati]]></category>
		<category><![CDATA[cna-shv]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni sarti]]></category>
		<category><![CDATA[parrucchieri Alto Adige covid]]></category>
		<category><![CDATA[ristori parrucchieri alto adige]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/12/Acconciatori-CNA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/12/Acconciatori-CNA-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/12/Acconciatori-CNA-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Insistere con l’azione di persuasione affinché il disegno di legge Ristori, in discussione alla Camera dei Deputati in vista di una rapida approvazione, venga modificato, inserendo anche i parrucchieri altoatesini (quasi 750 aziende e oltre 1.500 occupati), i cui ristori sono stati “divorati” dalla stratificazione normativa tra Stato e Provincia Autonoma. In alternativa, se l’esito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/12/Acconciatori-CNA-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/12/Acconciatori-CNA-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/12/Acconciatori-CNA-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Insistere con l’azione di persuasione affinché il disegno di <strong>legge Ristori</strong>, in discussione alla Camera dei Deputati in vista di una rapida approvazione, venga modificato, <strong>inserendo anche i parrucchieri altoatesini</strong> (quasi 750 aziende e oltre 1.500 occupati), i cui ristori sono stati “divorati” dalla stratificazione normativa tra Stato e Provincia Autonoma.</p>
<p style="text-align: justify;">In alternativa, se l’esito fosse negativo, comunicare prima possibile alla categoria se, come anticipato dall’assessore all’Economia, Philipp Achammer, in una recente conferenza stampa, verranno attivate <strong>misure di ristoro della categoria a carico della Provincia Autonoma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono le <strong>due richieste</strong> contenute nella lettera inviata al presidente della Provincia, Arno Kompatscher, e all’assessore Philipp Achammer dal presidente di CNA-SHV, <strong>Claudio Corrarati</strong>, e dal direttore <strong>Gianni Sarti</strong>, dopo un confronto con il portavoce di Federacconciatori, Sandro Stefanati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CNA-SHV e Federacconciatori</strong> segnalano, ancora una volta, il malcontento nella categoria dei parrucchieri, barbieri, acconciatori (codice Ateco 96.02.01), che “<em>continua a non figurare nel testo del disegno di legge di conversione del DL Ristori n. 137 del 28 ottobre 2020, approvato dal Senato e, in queste ore, in discussione alla Camera per la definitiva approvazione in tempi – a quanto pare &#8211; molto rapidi</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La categoria è stata sospesa dall’attività a causa dell’emergenza sanitaria con ordinanza provinciale del 3 novembre 2020, prima a Bolzano e subito dopo in tutto l’Alto Adige, e riaperta dal 30 novembre con ordinanza provinciale n. 73 del 27 novembre. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo mese di sospensione, i parrucchieri, barbieri, acconciatori <strong>non hanno ricevuto ristori statali</strong> perché, come ormai noto ed evidenziato anche da CNA Nazionale al premier Conte e al ministro Patuanelli, il Dpcm del 3 novembre, che fa da cornice ai provvedimenti sanitari in Italia, <strong>prevedeva per le zone rosse, come l’Alto Adige, la chiusura dei centri estetici e di altri servizi alla persona, ma non dei parrucchieri.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, nel disegno di legge adesso alla Camera, l’elenco dei codici Ateco beneficiari di ristori comprende anche i codici 96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza, 96.02.03 Servizi di manicure e pedicure, 96.09.02 Attività di tatuaggio e piercing, 96.09.04 Servizi di cura degli animali da compagnia, 96.09.09 Altre attività di servizi per la persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui nasce la richiesta di CNA-SHV e Federacconciatori di avere al più presto una <strong>risposta</strong> sui ristori. Il presidente Corrarati e il portavoce Stefanati concludono: “Riteniamo di essere vittima di una situazione kafkiana, creata dal doppio livello normativo statale-provinciale. Un’assunzione piena di responsabilità da parte della Provincia è quanto mai necessaria”.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Immobili produttivi inutilizzati, le proposte di CNA-SHV</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/immobili-produttivi-inutilizzati-le-proposte-di-cna-shv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2020 11:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Corrarati]]></category>
		<category><![CDATA[cna-shv]]></category>
		<category><![CDATA[economia alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni sarti]]></category>
		<category><![CDATA[Immobili produttivi inutilizzati]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/08/zona-produttiva-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/08/zona-produttiva-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/08/zona-produttiva-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />“Rendere produttivi gli insediamenti produttivi. Sembra una tautologia, ma di fatto una consistente parte di questi immobili, sempre più vetusta, rimane abbandonata e di fatto improduttiva in quanto non più richiesta dal mercato”. Lo affermano Claudio Corrarati, presidente della CNA-SHV, e Gianni Sarti, direttore dell’associazione e responsabile degli insediamenti produttivi, che hanno avviato un confronto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/08/zona-produttiva-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/08/zona-produttiva-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/08/zona-produttiva-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">“<em>Rendere produttivi gli insediamenti produttivi. Sembra una tautologia, ma di fatto una consistente parte di questi immobili, sempre più vetusta, rimane abbandonata e di fatto improduttiva in quanto non più richiesta dal mercato</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo affermano <strong>Claudio Corrarati</strong>, presidente della CNA-SHV, e <strong>Gianni Sarti,</strong> direttore dell’associazione e responsabile degli insediamenti produttivi, che hanno avviato un confronto su questo tema con la Provincia, in particolare per Bolzano e i centri di fondovalle che hanno scarsità di suolo disponibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cause di questa situazione sono molteplici: non solo la <strong>crisi economica</strong> e l’<strong>elevato costo dei terreni</strong>, ma anche la notevole <strong>tassazione in caso di acquisto dell’immobile</strong> (tassa ipocatastale del 4% sul valore di ogni compravendita, IMI sui capannoni, Iva al 22%, non deducibilità fiscale dei terreni); e inoltre le difficoltà di accesso al credito bancario, i recenti obblighi urbanistici (Casaclima A per uffici ed alloggi di servizio, nuove normative antincendio e antisismica, conformità degli impianti, R.I.E. per le aree scoperte).</p>
<p style="text-align: justify;">E non da ultimo la <strong>vetustà dei fabbricati esistenti</strong> e la conseguente necessità di metterli a norma prima del loro eventuale riuso.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Siamo ormai in una fase</em> – sottolineano Corrarati e Sarti &#8211; <em>in cui i commercialisti delle imprese e <strong>le banche sconsigliano spesso i loro clienti di investire nella costruzione o acquisto di una nuova sede</strong>, a causa delle suddette problematiche ma anche della difficoltà di vendere a prezzi remunerativi gli immobili una volta raggiunta l’età pensionabile, data la carente domanda di mercato ed i persistenti vincoli provinciali sulle aree assegnate dagli enti pubblici</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molte aziende si apre a questo punto un <strong>bivio</strong>: o rimanere nella vecchia sede operativa, rinunciando perciò ad un certo tipo di sviluppo dell’attività e rischiando di rimanere progressivamente ai margini del proprio settore, oppure rivolgersi al mercato degli affitti.  Ma trovare locali in affitto che siano in regola con le normative ed a costi accettabili non è facile.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali soluzioni? “<em>A nostro avviso</em> – affermano i vertici di CNA-SHV &#8211; <em>è necessario cercare di <strong>trasformare la crisi in opportunità</strong>: l’idea può essere quella di individuare proprietari di immobili produttivi dismessi o sottoutilizzati, disposti a sottoporli ad interventi di riuso e di adeguamento alle attuali esigenze produttive, o anche terziarie, per poi porli nella disponibilità di aziende che non hanno la possibilità o l’intenzione di investire nella proprietà della sede e che pertanto cercano soluzioni in affitto.  </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vi sono infatti ormai diverse situazioni imprenditoriali che sono di fatto o per scelta estranee all’acquisizione immobiliare: dalle ditte individuali sottocapitalizzate alle società di capitali con frequenti cambi della dirigenza, che pertanto preferiscono perseguire il “core business” della loro attività piuttosto che impegnare risorse finanziarie nell’investimento immobiliare</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa possibile soluzione alternativa, che potrebbe rilanciare alcune parti delle zone produttive dando loro nuova vita, può essere resa attrattiva anche dalle recenti forme contrattuali che hanno implementato la tradizionale formula della locazione.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Pensiamo ad esempio al cosiddetto <strong>“rent to buy”</strong> declinato in tutte le variabili consentite dalle recenti leggi</em> – argomentano Corrarati e Sarti &#8211; <em>in base al quale una parte del canone viene considerata quale affitto e la restante parte quale acconto sulla futura opzione di acquisto che il locatario può esercitare al termine della locazione. Naturalmente in quest’ottica gli enti pubblici, Provincia e Comune, dovrebbero accompagnare questo “nuovo corso” con adeguati interventi di sostegno. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Ad esempio, da parte della Provincia un censimento degli edifici e delle volumetrie dismesse o sottoutilizzate nelle diverse zone produttive e da parte dei Comuni un canale burocratico semplificato dedicato alle pratiche autorizzative necessarie per gli interventi edilizi di trasformazione e adeguamento dei fabbricati</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto, da parte della Provincia – secondo CNA-SHV &#8211; si renderebbe necessaria per questo tipo di interventi la reintroduzione dei contributi, sotto forma di fondo perduto oppure di sgravi fiscali. Anche perché una simile strategia sarebbe perfettamente in linea con il programma politico dell’amministrazione provinciale, vale a dire con il contenimento dell’uso del suolo ed il “<strong>costruire nel costruito</strong>”, principale obiettivo della nuova legge urbanistica provinciale “<em>Territorio e Paesaggio</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Progetto Sinfonia Ipes, impresa padovana non versa le spettanze ai creditori bolzanini</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/progetto-sinfonia-ipes-impresa-padovana-non-versa-le-spettanze-ai-creditori-bolzanini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Dec 2019 12:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige economia]]></category>
		<category><![CDATA[appalti alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Corrarati]]></category>
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		<category><![CDATA[procedure appalti]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Sinfonia ipes]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-150x150.jpeg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-300x300.jpeg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-80x80.jpeg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />&#8220;Non è stato Natale per tutti. Come spesso accade, un&#8217;azienda del settore costruzioni, impegnata in un subappalto nel cantiere del Progetto Sinfonia dell&#8217;Ipes, non ha incassato quanto le spetta perché l&#8217;impresa che ha vinto l&#8217;appalto è in concordato preventivo e la stazione appaltante non è in condizione di applicare il pagamento diretto ai subappaltatori&#8220;. Claudio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-150x150.jpeg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-300x300.jpeg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/937767__no-name_-80x80.jpeg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Non è stato Natale per tutti. Come spesso accade, un&#8217;azienda del settore costruzioni, impegnata in un subappalto nel cantiere del <strong>Progetto Sinfonia dell&#8217;Ipes</strong>, non ha incassato quanto le spetta perché l&#8217;impresa che ha vinto l&#8217;appalto è in concordato preventivo e la stazione appaltante non è in condizione di applicare il pagamento diretto ai subappaltatori</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Claudio Corrarati, presidente di CNA-SHV, all&#8217;indomani del 25 dicembre denuncia l&#8217;<strong>ennesima situazione spiacevole nel settore degli appalti pubblici</strong>, dove a farne le spese sono quasi sempre le micro e piccole aziende artigiane.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Non possiamo continuare</em> &#8211; prosegue Corrarati &#8211; <em>con <strong>gare d&#8217;appalto vinte da aziende di fuori provincia al massimo ribasso</strong>, anche perché le nostre ditte, che applicano contratti regolari e devono far fronte al carovita dell&#8217;Alto Adige, non possono permettersi certi sconti. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Aziende di fuori provincia che poi, sistematicamente, non riescono a far quadrare i conti e vanno in <strong>concordato preventivo</strong>, congelando una montagna di debiti. Soldi che i subappaltatori non riescono a farsi anticipare dalle banche, non possono farsi pagare dalle ditte appaltanti e nemmeno dagli enti pubblici, <strong>nonostante la norma provinciale che prevede il pagamento diretto ai subappaltatori</strong></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso in questione si riferisce ad un appalto di ristrutturazione e risanamento energetico di un condominio a Bolzano, nell&#8217;ambito del Progetto Sinfonia. La <strong>stazione appaltante è l&#8217;Ipes</strong>. I lavori prevedevano anche il rifacimento degli appartamenti all&#8217;interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;azienda, associata CNA-SHV, ha ottenuto in subappalto nel 2018 l&#8217;incarico per la pavimentazione dall&#8217;impresa padovana che ha vinto la gara. I lavori sono stati eseguiti nei primi due mesi del 2019, la <strong>fattura di 12.600 euro</strong> è stata emessa a marzo 2019 e mai saldata.</p>
<p style="text-align: justify;">A nulla sono serviti i solleciti. A settembre, la ditta padovana ha comunicato che non avrebbe pagato i creditori perché aveva avviato la procedura concorsuale.</p>
<p style="text-align: justify;">CNA-SHV Costruzioni, incaricata dall&#8217;associato, ha provveduto a sentire il responsabile del procedimento dell&#8217;Ipes, l&#8217;azienda padovana, il direttore dei lavori. Ha affidato incarico a un legale di fiducia per assistere l&#8217;impresa nella procedura concorsuale: sono previsti <strong>120 giorni di tempo per comporre l&#8217;elenco dei creditori</strong>, non solo a Bolzano, ma in tutti i cantieri in cui l&#8217;impresa padovana è coinvolta.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L&#8217;Ipes</em> &#8211; spiega <strong>Gianni Sarti</strong>, funzionario CNA-SHV che sta seguendo il caso &#8211; <em>afferma che non può pagare direttamente i subappaltatori perché, in presenza di procedura concorsuale, è prioritario verificare tutti i crediti esistenti</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo CNA-SHV l&#8217;unica soluzione è che tutte le stazioni appaltanti dell&#8217;Alto Adige applichino la <strong>suddivisione degli appalti in lotti,</strong> riducendo al minimo il rischio di mandati pagamenti ai subappaltatori. E che, inoltre, affidino i lavori non al massimo ribasso, ma tenendo conto del rapporto qualità/prezzo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sconto in fattura, l’abolizione è parziale. CNA: “PMI penalizzate, favoriti i big dell’energia”</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/sconto-in-fattura-labolizione-e-parziale-cna-pmi-penalizzate-favoriti-i-big-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione sconto in fattura]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige economia]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Corrarati]]></category>
		<category><![CDATA[CNA Installazione e Impianti]]></category>
		<category><![CDATA[cna-shv]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni sarti]]></category>
		<category><![CDATA[pmi penalizzate]]></category>
		<category><![CDATA[sconto in fattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />CNA Trentino Alto Adige, in particolare le categorie di impiantisti, edilizi e serramentisti, esprime soddisfazione per l’abrogazione, anche se parziale, dello sconto in fattura contenuta nella Legge di Bilancio 2020. Nella serata di ieri il Senato ha approvato, con voto di fiducia, il maxi emendamento contiene sia l’abrogazione dell’art. 10 del DL Crescita, e quindi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/12/Sconto-in-fattura-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">CNA Trentino Alto Adige, in particolare le <strong>categorie di impiantisti, edilizi e serramentisti</strong>, esprime soddisfazione per l’abrogazione, anche se parziale, dello sconto in fattura contenuta nella Legge di Bilancio 2020.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella serata di ieri il Senato ha approvato, con voto di fiducia, il maxi emendamento contiene sia l’<strong>abrogazione dell’art. 10 del DL Crescita</strong>, e quindi dello sconto in fattura (paragrafo 192), sia la reintroduzione dello stesso per i lavori condominiali di importo superiore ai 200.000 euro (paragrafo 70).</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’essere riusciti ad ottenere l’abrogazione dello sconto in fattura per i lavori di importo inferiore ai 200.000 euro è il positivo risultato del nostro coerente impegno per garantire i legittimi interessi ed i diritti delle piccole imprese – </em>commenta <strong>Claudio Corrarati</strong>, Presidente di CNA Trentino Alto Adige –<em> È un grande successo che però non può farci chiudere gli occhi circa il pericolo che l’abrogazione non totale dello sconto in fattura comporta. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per la CNA è intollerabile il principio che una impresa sia chiamata a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica e, in pratica, di fare da banca al proprio cliente o ad un altro soggetto. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Inoltre, dobbiamo considerare il principale effetto dello sconto in fattura e cioè la <strong>costituzione di due mercati</strong>: uno per le PMI; uno per i grandi lavori, che con lo sconto in fattura saranno preclusi alle piccole imprese anche se si dovessero consorziare o riunire in raggruppamenti temporanei in quanto non potranno mai avere, neanche in consorzio o in ATI, la capienza fiscale necessaria a concedere lo sconto ai propri clienti e l’altro aperto a tutti</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <strong>Gianni Sarti</strong>, referente di CNA Installazione e Impianti regionale e esperto di risanamenti di edifici, nei fatti “<em>l’aver istituito un tetto (200.000 euro) oltre il quale si applica lo sconto in fattura impedisce alle piccole imprese di crescere, relegandole in una sorta di riserva indiana  e continua a lasciare <strong>campo libero ai grandi player energetici che potranno continuare a godere di quella posizione di vantaggio competitivo</strong>, createsi a favore dei soggetti che operano sia nella distribuzione che nella vendita di energia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per CNA Installazione Impianti regionale “<em><strong>lo sconto in fattura, anche se limitato ai lavori superiori ai 200.000 euro continua ad essere uno strumento discriminatorio che penalizza le vere imprese dell’impiantistica e dei serramenti, è un regalo ingiustificato ai grandi operatori e, come ha riconosciuto in più occasioni l’Autorità Antitrust, altera la concorrenza danneggiando il mercato ed i consumatori</strong>. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È evidente che è stata compiuta una scelta di campo per<strong> favorire i colossi dell’energia e le grandi multiutility</strong>, tutti soggetti che non svolgono direttamente i lavori di riqualificazione energetica, mettendo nelle loro mani un grande mercato rappresentato da oltre un milione di condomini. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ed è per questo che i nostri <strong>ricorsi alla Commissione Europea, all’Antitrust ed al TAR</strong> proseguiranno il loro iter sino a raggiungere il nostro obiettivo finale: l’abolizione totale dello sconto in fattura</em>”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sblocca-cantieri, Cna: &#8220;Impedisce di riciclare vari tipi di rifiuti&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/sblocca-cantieri-cna-impedisce-di-riciclare-vari-tipi-di-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 06:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[cna trentino alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Direttiva Europea sui rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni sarti]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[sblocca cantieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />“L’intento voleva essere positivo ma, nei fatti, una norma poco chiara contenuta nel decreto sblocca cantieri rischia di tenere bloccata l’economia circolare. C’è un lungo elenco di rifiuti che potrebbero essere esclusi dal processo di riciclo, rimanendo fuori dalla disciplina del cosiddetto end of waste che definisce i criteri in base ai quali un rifiuto può diventare nuovamente risorsa. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/06/Sblocca-cantieri-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">“<em>L’intento voleva essere positivo ma, nei fatti, una norma poco chiara contenuta nel decreto sblocca cantieri rischia di tenere bloccata l’economia circolare. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>C’è un lungo elenco di rifiuti che potrebbero essere esclusi dal processo di riciclo, rimanendo fuori dalla disciplina del cosiddetto end of waste che definisce i criteri in base ai quali un rifiuto può diventare nuovamente risorsa. </em><em>Un intervento delle Province di Trento e Bolzano sul governo è necessario per fare chiarezza</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo afferma <strong>Gianni Sarti</strong>, responsabile delle tematiche ambientali di CNA Trentino Alto Adige.</p>
<p style="text-align: justify;">Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, inerti, pneumatici, rifiuti da spazzamento strade, vetroresina e oli esausti. Sono solo alcune tipologie di rifiuto che rischiano di essere escluse dalla norma sull’end of waste e quindi dalle opportunità di riciclo con gravi problemi nel ciclo di gestione e inevitabili aumenti dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, il tutto a discapito dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’Italia, in particolare la nostra regione, può mostrare risultati positivi rispetto agli obiettivi di riciclo</em> – prosegue Sarti &#8211; <em>uno dei cardini dell’economia circolare. Ma da oltre un anno il sistema delle imprese, chi smaltisce i rifiuti e chi li produce, è alle prese con una situazione ai limiti del caos per effetto dalla <strong>sentenza del Consiglio di Stato 1229/2018</strong> che è intervenuta su uno dei tanti terreni in cui si intrecciano norme europee e nazionali e si sovrappongono competenze statali, regionali e delle Province autonome</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il codice ambientale, che ha recepito le disposizioni comunitarie sulla <strong>cessazione della qualifica di rifiuto</strong>, prevede di stabilire i criteri di end of waste per specifiche tipologie di rifiuto attraverso riferimenti europei e, in mancanza di questi, con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un percorso che, però, è risultato estremamente lungo, considerando le poche fattispecie disciplinate sia con regolamento comunitario (rottami di metalli, rame e vetro) che con decreti nazionali (al momento della sentenza si aveva solo quello sul combustibile solido secondario-Css; nel frattempo sono andati avanti i decreti sul fresato d’asfalto e sui pannolini).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, gli impianti hanno potuto operare grazie al <strong>ruolo delle Regioni e delle Province autonome</strong> che hanno rilasciato le autorizzazioni “caso per caso” laddove non erano stati individuati specifici criteri a livello comunitario e nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la sentenza del Consiglio di Stato c’era stato lo stop per molti impianti con l’autorizzazione in scadenza, se non rientravano in quelle pochissime tipologie definite dall’UE e dal ministro dell’Ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"> “<em>Il Consiglio di Stato</em> – chiarisce Sarti &#8211; <em>ha stabilito in sostanza che le autorizzazioni non possono essere rilasciate dalle Regioni in assenza di criteri stabiliti a livello centrale; una sentenza che non ha alcun appiglio normativo e che, al contrario, viene smentita dalla nuova <strong>Direttiva Europea sui rifiuti</strong> che l’Italia dovrà recepire entro il 2020</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni rappresentative delle imprese hanno chiesto in coro un intervento legislativo per superare l’emergenza. Con la conversione del dl sblocca cantieri è stata approvata una norma correttiva.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Lodevole l’intenzione</em> – commenta il vicesegretario CNA Trentino Alto Adige, <strong>Gianni Sarti</strong> &#8211; <em>ma l’effetto concreto rischia di essere poco più che trascurabile. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La via più semplice ed efficace sarebbe stata quella indicata da CNA: introdurre una <strong>norma transitoria</strong> in base alla quale le Regioni e le Province autonome possono continuare ad autorizzare caso per caso in attesa della puntuale definizione da parte dello Stato. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La modifica introdotta con lo sblocca cantieri, che è diventato legge, invece prevede la possibilità transitoria ma limitatamente a quanto disciplinato da un <strong>decreto di 20 anni fa</strong>. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Solo le tipologie di rifiuto e le tecnologie previste in un decreto del 1998 potranno essere autorizzate dalle Regioni. Un salto nel passato e un’occasione sprecata</em>”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Decreto Sicurezza, nuovi adempimenti per i cantieri</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/decreto-sicurezza-nuovi-adempimenti-per-i-cantieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Nov 2018 08:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[cna competitività e ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni sarti]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi adempimenti cantieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Nuovi adempimenti per i cantieri sono previsti con l&#8217;introduzione del cosiddetto &#8220;Decreto Sicurezza&#8220;. CNA Competitività e Ambiente del Trentino Alto Adige informa che il decreto legge 113 del 4 ottobre 2018, ha introdotto un ulteriore adempimento a carico del committente o del responsabile dei lavori modificando l’art. 99, comma 1 del D.Lgs. 81/2008. “Il citato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/cantieri-edili1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Nuovi adempimenti per i cantieri sono previsti con l&#8217;introduzione del cosiddetto &#8220;<strong>Decreto Sicurezza</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">CNA Competitività e Ambiente del Trentino Alto Adige informa che il decreto legge 113 del 4 ottobre 2018, ha introdotto un ulteriore adempimento a carico del committente o del responsabile dei lavori modificando l<strong>’art. 99</strong>, comma 1 del D.Lgs. 81/2008.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Il citato articolo</em> – spiega <strong>Gianni Sarti</strong> dell’Ufficio Ambiente della CNA regionale &#8211; <em>prevedeva che, prima dell’inizio dei lavori di un cantiere temporaneo o mobile, il committente o il responsabile dei lavori inviasse una notifica preliminare all’unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro nei casi previsti dallo stesso art. 99 e in particolare: nel caso in cui fosse prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non in contemporanea; nel caso in cui nel cantiere operasse un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro fosse non inferiore a 200 uomini-giorno</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’art. 26 del Decreto Sicurezza, lasciando inalterato il resto dell’articolo 99, introduce l’<strong>obbligo di invio della notifica anche al Prefetto</strong> a partire dalla data di entrata in vigore del decreto e quindi dal 5 ottobre 2018. L’eventuale omessa notifica dei lavori comporta la sospensione dell’efficacia del titolo abilitativo, così come previsto al comma 10, art. 90 del D.Lgs. 81/2008.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Ricordiamo inoltre</em> – prosegue Sarti &#8211; <em>che copia della notifica deve essere <strong>affissa in modo visibile presso il cantiere e messa a disposizione dell’Organo di vigilanza territorialmente competente</strong>. Il Decreto Sicurezza ha iniziato l’iter di conversione in Legge da qualche giorno e dovrà essere convertito entro il 3 dicembre</em>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-148680" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/sarti.jpg" alt="" width="1588" height="1191" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/sarti.jpg 1400w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/sarti-300x225.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/sarti-768x576.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/sarti-1024x768.jpg 1024w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/sarti-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 1588px) 100vw, 1588px" /></p>
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