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	<title>impianti sciistici alto adige Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>impianti sciistici alto adige Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Riaperture impianti sciistici, Esercenti Funiviari: &#8220;Decisioni basate sui fatti. In caso di chiusure, ci aspettiamo il ristoro danni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 09:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Esercenti Funiviari dell’Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Helmut Sartori]]></category>
		<category><![CDATA[impianti sciistici alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Riaperture impianti sciistici alto adige]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/11/south-tyrol-4552497_1280-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/11/south-tyrol-4552497_1280-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/11/south-tyrol-4552497_1280-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il presidente del Consiglio Conte stringe sulle possibili aperture degli impianti sciistici in Italia scatenando le proteste degli addetti ai lavori. A livello locale, l’Associazione degli Esercenti Funiviari dell’Alto Adige si aspetta &#8220;una decisione equa e basata sui fatti&#8221;. Parliamo di una realtà le cui imprese associate impiegano complessivamente 2.200 persone e che realizzano quasi [&#8230;]]]></description>
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<div class="column">
<p style="text-align: justify;">Il presidente del Consiglio Conte stringe sulle possibili aperture degli impianti sciistici in Italia scatenando le proteste degli addetti ai lavori. A livello locale, l’<strong>Associazione degli Esercenti Funiviari dell’Alto Adige</strong> si aspetta &#8220;una decisione equa e basata sui fatti&#8221;. Parliamo di una realtà le cui imprese associate impiegano complessivamente <strong>2.200 persone</strong> e che realizzano quasi il 90 per cento del loro fatturato totale di circa <strong>370 milioni di euro in inverno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come spiega il Presidente <strong>Helmut Sartori</strong>, l&#8217;associazione già diverse settimane fa ha inviato alle istituzioni politiche delle <strong>linee guida per un protocollo di sicurezza</strong>, che prevedono un <strong>limite massimo relativo agli ospiti e una riduzione del 50 per cento della capacità di trasporto di funivie e impianti di risalita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Sartori, è possibile <strong>rafforzare l’acquisto degli skipass online e in anticipo invece che presso le casse</strong>. Grazie al tetto massimo riferito al numero degli ospiti e della ridotta capacità di trasporto degli impianti, le code agli impianti di risalita possono in gran parte essere evitate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei ristoranti e nei rifugi si applicano le stesse misure precauzionali in vigore in tutte le altre strutture ricettive, mentre <strong>l&#8217;après ski in questa stagione non sarà possibile</strong>. Sugli impianti di risalita chiusi sarà inoltre <strong>obbligatorio indossare la mascherina chirurgica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>In questo modo gli esercenti funiviari soddisfano <strong>tutti i requisiti di sicurezza che si applicano anche al trasporto pubblico locale</strong>, con la principale differenza che i viaggi in funivia e seggiovia sono significativamente più brevi rispetto a quelli in autobus, treno o aereo</em>”, spiega il presidente.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività prettamente sportiva si svolge in ogni caso <strong>all&#8217;aperto</strong>, sulle piste da sci, che a loro volta offrono agli sciatori molto spazio, considerato ancora una volta il tetto massimo riferito alle presenze e la ridotta capacità di trasporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli esercenti funiviari non sostengono che l&#8217;attività sciistica debba essere consentita in ogni caso per garantire la sopravvivenza economica, ma piuttosto mettono <strong>in primo piano la sicurezza e la salute degli ospiti e accettano consapevolmente entrate economiche ridotte</strong>. Proprio per questo l&#8217;associazione si aspetta che le istituzioni politiche decidano in base ai fatti oggettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Se il governo nazionale rispetto a questi fatti oggettivi ci spiega che il problema non è lo sci, ma tutto quello gira attorno, allora <strong>è lecito chiedersi perché le persone possano usare autobus, treni e aerei e muoversi liberamente nelle città e nei centri commerciali.</strong> Ovviamente anche in questi casi ci sono da rispettare dei requisiti di sicurezza, solo che in questi casi questi vengono anche accettati</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>E se gli impianti di risalita, che rappresentano un pilastro dell&#8217;economia altoatesina in inverno, devono restare chiusi nonostante il rispetto dei protocolli di sicurezza a causa di un divieto nazionale o europeo, allora <strong>alla politica spetterà individuare una soluzione adeguata per un ristoro dei risultanti danni economici</strong></em>&#8220;, conclude&#8221;.</p>
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<p style="text-align: justify;">
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		<title>Riapertura degli impianti sciistici, Kompatscher: &#8220;Prematuro parlare di date, ma importante definire i criteri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2020 07:02:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Arno kompatscher riaperture]]></category>
		<category><![CDATA[impianti sciistici alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[riapertura impianti sciistici]]></category>
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<p style="text-align: justify;">Approvate ieri (23 novembre) in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome le <strong>linee guida</strong> per la riapertura delle <strong>piste da sci</strong>. “<em>E’ sicuramente prematuro parlare di possibili date</em> &#8211; afferma il presidente <strong>Arno Kompatscher</strong> al termine della riunione -, <em>per quello occorre attendere l’andamento epidemiologico, ma è opportuno definire già ora i criteri con cui si arriverà alla riapertura in modo che sia tutto pronto</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel protocollo viene definita quale misura preliminare la necessità di limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un <strong>tetto massimo di skipass giornalieri</strong> vendibili, determinato in base alle caratteristiche del comprensorio sciistico, e con criteri omogenei che saranno definiti in accordo con i rappresentati di categoria e le Asl competenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel documento si forniscono indicazioni sui monitoraggi necessari, sulla formazione del personale degli impianti, sulla sanificazione delle strutture, la creazione di percorsi che garantiscano il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, la possibilità di acquistare gli skipass online per evitare le code. Le <strong>seggiovie</strong> potranno essere utilizzate al <strong>100%</strong> della portata massima, mentre per le cabinovie e le funivie è prevista la riduzione del 50%.</p>
<p style="text-align: justify;">Su tutti gli impianti è <strong>obbligatorio l’uso della mascherina chirurgica</strong>. La possibilità di riaprire gli impianti a fune è correlata all’andamento epidemiologico nei territori.<span class="apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">La proposta approvata dalle regioni sarà oggetto di confronto con l’esecutivo. A seguito delle indiscrezioni uscite sugli organi di stampa nazionali, che allontanano <em>sine die</em> la prospettiva di una stagione invernale, “<em>le Regioni hanno chiesto al governo un incontro &#8211; chiarisce il presidente Kompatscher &#8211; per ribadire la necessità del loro coinvolgimento nei prossimi passi. E’ poi molto importante che si diano <strong>prospettive</strong> agli operatori del settore, i quali, in caso di mancata riapertura, avrebbero danni incalcolabili</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Sono state previste</em> &#8211; afferma l’assessore <strong>Daniel Alfreider</strong> &#8211; <em>molte misure di <strong>sicurezza</strong> come la riduzione della capienza degli impianti e l’introduzione di servizi digitali. Gli impianti a fune dovrebbero essere trattati come il trasporto pubblico locale con l’obiettivo di garantire spostamenti sicuri</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, aggiunge l&#8217;assessore &#8220;<em>la sicurezza viene prima di tutto. Non appena tutto sarà regolamentato e<span class="apple-converted-space">  </span>ci saranno le condizioni per riaprire, si dovrà farlo perché questo è un settore centrale per l&#8217;economia al quale sono collegati molti posti di lavoro. Le linee guida sono state redatte dai rappresentanti di Alto Adige, Trentino, Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="label label-default" title="Author" aria-label="Author">fgo</span></p>
</div>
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