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	<title>Malga Sasso Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>Malga Sasso Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Il ricordo di chi viene dimenticato: la strage di Malga Sasso</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/il-ricordo-di-chi-viene-dimenticato-la-strage-di-malga-sasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Conci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 15:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[Brennero]]></category>
		<category><![CDATA[Malga Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/malga-sasso-alto-adige-9-settembre-1966-attentato-terroristico-al-distaccamento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/malga-sasso-alto-adige-9-settembre-1966-attentato-terroristico-al-distaccamento-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/malga-sasso-alto-adige-9-settembre-1966-attentato-terroristico-al-distaccamento-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il 9 settembre di 56 anni fa si consumava in una casermetta, non lontana dal Brennero, la triste fine di tre giovani ragazzi, anch’essi vittime dell’odio terrorista che dilagava in quegli anni in tutto l’Alto Adige. Chi se lo sarebbe mai aspettato che la mano assassina potesse arrivare fin lì? In cima ai monti, vicino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/malga-sasso-alto-adige-9-settembre-1966-attentato-terroristico-al-distaccamento-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/malga-sasso-alto-adige-9-settembre-1966-attentato-terroristico-al-distaccamento-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/malga-sasso-alto-adige-9-settembre-1966-attentato-terroristico-al-distaccamento-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify">Il <strong>9 settembre di 56 anni fa si consumava in una casermetta, non lontana dal Brennero, la triste fine di tre giovani ragazzi</strong>, anch’essi vittime dell’odio terrorista che dilagava in quegli anni in tutto l’Alto Adige.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Chi se lo sarebbe mai aspettato che la mano assassina potesse arrivare fin lì?</strong> In cima ai monti, vicino al confine, in luoghi dove la natura fa da padrone. <strong>Questo probabilmente lo pensavano anche Franco, Herbert e Martino</strong>; i tre giovani che in quella giornata prestavano servizio nella caserma della Guardia di Finanza di Malga Sasso.</p>
<p style="text-align: justify">Franco, trapanese di nascita, era il più “anziano” (28 anni) ed il più alto in grado. Herbert invece, originario della Val di Vizze prestava servizio “a casa sua” potremmo dire. Mentre Martino, appena ventenne, probabilmente si doveva ancora abituare al clima alpino freddo e pungente, ben diverso da sole della costa Smeralda al quale lui era abituato in quanto sassarese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La mattina del 9 settembre però tutto finì, un esplosione, un boato che riecheggia nella vallata; e poi più nulla. Non si sentì più nessuna voce fra gli echi dei monti, soltanto silenzio.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Le tracce portarono gli inquirenti a seguire la pista del terrorismo pan-austriaco, <strong>furono dichiarati colpevoli i terroristi Richard Kofler, Alois Larch e Alois Rainer, fu inoltre riconosciuto il contributo di Georg Klotz, che però morì poco prima della sentenza da latitante in Austria.</strong></p>
<p style="text-align: justify">I finanzieri furono insigniti dell’onorificenza di “vittime del terrorismo”, e alla memoria dei tre giovani fu eretto nel 2001 un cippo a Malga Sasso. <strong>Ad oggi le associazioni figlie del Bas continuano ad affermare con assoluta certezza che l’esplosione è stata dovuta ad una fuoriuscita di gas, e questo è come ucciderli due volte.</strong></p>
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		<title>Malga Sasso, Urzì (FdI): un pensiero commosso per le tre vittime innocenti dell&#8217;odio secessionista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 11:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Malga Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero commosso]]></category>
		<category><![CDATA[urzì]]></category>
		<category><![CDATA[vittime innocenti dell'odio secessionista]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il 9 settembre del 1966 a Malga Sasso, 40 minuti di cammino dal Brennero, la mano assassina dei terroristi secessionisti del Befreiungsausschuss Südtirol colpì la piccola caserma della Guardia di Finanza dove prestavano servizio il vicebrigadiere Herbert Volgger, prima vittima di lingua tedesca della cruenta stagione delle bombe in Alto Adige, il finanziere Martino Cossu [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/09/alessandrourzi.it_-e1537373707769-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;"><strong>Il 9 settembre del 1966 a Malga Sasso</strong>, 40 minuti di cammino dal Brennero, <strong>la mano assassina dei terroristi secessionisti del Befreiungsausschuss Südtirol colpì la piccola caserma della Guardia di Finanza</strong> dove prestavano servizio il vicebrigadiere <strong>Herbert Volgger</strong>, prima vittima di lingua tedesca della cruenta stagione delle bombe in Alto Adige, il finanziere <strong>Martino Cossu</strong> ed il tenente <strong>Franco Petrucci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esplosione dei <strong>25 chilogrammi di tritolo</strong> nascosti dai terroristi in un’intercapedine ed<strong> il conseguente crollo di parte della caserma non lasciò loro scampo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>In occasione del 56° anniversario di questo vile e brutale attentato</em> –<strong> ha detto il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì</strong> &#8211;  <em>il pensiero commosso come ogni anno va alle tre giovani ed innocenti vittime dell’odio separatista e alle loro famiglie colpite duramente negli affetti più cari. Ricordare è nostro dovere perché quella delle bombe è la pagina più cupa e triste della storia dell’Alto Adige. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ancora oggi troppi  sono coloro che indicano  la lotta armata come male necessario sulla strada dell’autonomia, quando invece fu solo ostacolo verso la realizzazione di quel modello di convivenza pacifica e costruttiva che tutti oggi ci invidiano.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Le bombe non hanno colore e quelle fatte esplodere in Alto Adige non sono diverse da quelle piazzate nel resto del Paese. I terroristi restano terroristi, gli assassini restano assassini: coloro che  sparsero sangue  e terrore in Alto Adige non furono dei  “combattenti per la libertà” come oggi qualcuno, anche tra chi governa questa provincia, vorrebbe farli passare, ma solo degli assassini. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Purtroppo lo facciamo notare ogni anno nel totale disinteresse delle Istituzioni,  in Alto Adige si continuano a ricordare con tutti gli onori coloro che alimentarono la stagione del terrore in Alto Adige provocando morti e feriti con le loro azioni criminose, ma non vi è una lapide o una stele per poter ricordare le vittime della ferocia secessionista</em>.” <strong>Così in una nota stampa il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì</strong>.</p>
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