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	<title>pericoli Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<title>pericoli Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<item>
		<title>La Protezione civile invita la popolazione a fare attenzione ai pericoli legati ai corsi d’acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 11:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Attenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/corsi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/corsi-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/corsi-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La Protezione civile sottolinea i pericoli connessi con la balneazione in un fiume, un torrente o un lago. &#8220;In generale è di fondamentale importanza sviluppare la consapevolezza dei pericoli. Questo vale anche per la permanenza nei pressi di acque libere. È importante non ignorare i pericoli soprattutto se sul posto non esiste un controllo della balneazione &#8220;, sottolinea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/corsi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/corsi-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/corsi-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">La <strong>Protezione civile </strong>sottolinea i pericoli connessi con la <strong>balneazione in un fiume, un torrente o un lago</strong>. &#8220;<em>In generale è di fondamentale importanza sviluppare la consapevolezza dei pericoli. Questo vale anche per la permanenza nei pressi di acque libere. È importante non ignorare i pericoli soprattutto se sul posto non esiste un controllo della balneazione</em> &#8220;, sottolinea l’assessore alla Protezione civile, <strong>Arnold Schuler</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, <strong>ieri sera</strong> (22 agosto) i vigili del fuoco del Corpo permanente di Bolzano hanno dovuto <strong>portare a riva alcuni giovani che erano rimasti bloccati, a causa dell’aumento del livello dell’acqua</strong>, su di un isolotto al centro del <strong>fiume Talvera</strong> a Sud del ponte di Sant’Antonio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ignorare i pericoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcune raccomandazioni della Protezione civile: osservare i divieti di balneazione locali e informarsi in anticipo su pericoli particolari, non nuotare da soli e non perdere di vista i bambini, non nuotare sotto l&#8217;effetto di sostanze psicotrope o dopo il tramonto, non tuffarsi in acque sconosciute e valutare correttamente le proprie forze, fare attenzione alla corrente e alla temperatura dell&#8217;acqua, non nuotare vicino a ponti, dighe o briglie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non campeggiare mai su rive, isole o nel letto di un torrente</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È inoltre vietato campeggiare sulle rive di torrenti, fiumi o su isole in acque correnti. È inoltre vietato campeggiare sul letto di un torrente, anche se è in secca o l’acqua è scarsa come è avvenuto di recente nella valle Ciamin nel Comune di Tires.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, <strong>le condizioni possono cambiare anche in maniera repentina</strong>, ad esempio a causa di un temporale o se vengono aperte le paratie, e in questo caso il letto del torrente può diventare una trappola mortale.</p>
<p style="text-align: justify;">I gestori delle centrali elettriche devono<strong> garantire la sicurezza</strong> nel corso inferiore del fiume e segnalare con <strong>appositi cartelli</strong> il pericolo di rapido innalzamento dell&#8217;acqua.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-254333" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/WarnschildTalferStAnton-FotoMarieClara.jpg" alt="" width="800" height="1069" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/WarnschildTalferStAnton-FotoMarieClara.jpg 800w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/WarnschildTalferStAnton-FotoMarieClara-225x300.jpg 225w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/WarnschildTalferStAnton-FotoMarieClara-766x1024.jpg 766w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2023/08/WarnschildTalferStAnton-FotoMarieClara-768x1026.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
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		<item>
		<title>CELLULARI &#038; CO: conoscerli meglio per difendersi</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/cellulari-co-conoscerli-meglio-per-difendersi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 15:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[buon uso]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per l'uso]]></category>
		<category><![CDATA[dispositivi elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[pericoli]]></category>
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		<category><![CDATA[salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[sar]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Chi di noi non possiede una connessione Internet?! Quello che spesso ci chiediamo è: il cellulare e gli altri dispositivi elettronici sono nostri amici o no? Quanto sono pericolosi per la nostra salute? Pensiamo al telefonino: è costantemente con noi. Lo usiamo per tutto: lavoro, studio, relazioni sociali&#8230; attenzione però: un suo uso eccessivo può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/11/moto360-m8-radioactive-hero-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Chi di noi non possiede una <strong>connessione Internet</strong>?!</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che spesso ci chiediamo è: il cellulare e gli altri <strong>dispositivi elettronici</strong> sono nostri amici o no? Quanto sono pericolosi per la nostra <strong>salute</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo al telefonino: è costantemente con noi. Lo usiamo per tutto: lavoro, studio, relazioni sociali&#8230; attenzione però: un suo uso eccessivo può essere pericoloso per la salute (fisica e mentale).</p>
<p style="text-align: justify;">Tenerlo addosso per tutto il giorno ci espone a <strong>radiazioni quasi continue</strong> poiché vengono emesse anche quando non si sta effettuando una chiamata o mandando messaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Utile è sapere che non tutti i telefoni emettono lo stesso livello di radiazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapevate che esiste un valore che misura la quantità di <strong>radiofrequenze</strong> che assorbiamo mentre usiamo il cellulare?</p>
<p style="text-align: justify;">Se no&#8230; tranquilli: siete in buona compagnia. Si chiama <strong>SAR</strong> (“Specific Absorption Rate”=“Tasso di Assorbimento Specifico”).</p>
<p style="text-align: justify;">In teoria, sulle confezioni di vendita degli smartphone dovrebbe essere indicato, ma purtroppo non sempre è così.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo però trovarlo con una semplice ricerca in Internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercate un nuovo smartphone? Un consiglio: anche se non è un indicatore perfetto, <strong>scegliete il modello con minore tasso di assorbimento specifico</strong> (Sar). In Europa il limite di sicurezza del valore SAR è di <strong>2 W/kg</strong> in un campione di 10 grammi di tessuto (in questo caso, l&#8217;orecchio).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il parere dei pediatri italiani</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, l’uso dei cellulari si sta trasformando in un abuso e gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo consigliano di vietare l’utilizzo dei telefonini prima dei 10 anni. Secondo alcuni studi infatti, l&#8217;utilizzo costante e prolungato del cellulare da parte dei bambini può portare a isolamento, aggressività, perdita di concentrazione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Tecnologie buone” o “tecnologie cattive”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è aperto e vivo. La ricchezza di materiale, studi, informazioni e opinioni dimostra quanto questo confronto sia vivace ed ancora in evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Necessaria è l’educazione all’<strong>utilizzo consapevole</strong> e ai rischi che si corrono, specie quando si utilizzano le nuove tecnologie in maniera poco assennata e puramente passiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;educazione sulle abilità sociali, emotive e cognitive del digitale, che deve essere prima di tutto rivolta agli adulti e, di conseguenza, ai più piccoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologicamente parlando, si è visto che l’uso di <strong>App pensate appositamente per l’infanzia</strong> può stimolare abilità importanti, come: creatività, competenze di coordinazione visuo-motoria, capacità di problem solving (Centro per la salute del Bambino, 2016).</p>
<p style="text-align: justify;">Televisione, tablet, smartphone diventano quindi utili al divertimento e allo svago quando <strong>utilizzati positivamente</strong> e come mezzo di condivisione con i genitori. Nonostante tutto ciò, esistono anche rischi nel proporre a bambini troppo piccoli l’utilizzo di strumenti digitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi anni di vita, il cervello del bambino è estremamente plastico e lo sviluppo neuronale risente di tutte le informazioni ambientali, sia benefiche che nocive, cui il bambino è esposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione all&#8217;<strong>imitazione</strong>. I bambini la sviluppano nel primo anno di vita ed è un mezzo per le prime conoscenze e competenze: essa è ciò che guida l’esperienza di vita dei nostri figli. Non a caso, i comportamenti agiti dai modelli di imitazione (genitori, insegnanti, etc) pongono le basi per i comportamenti che metteranno in atto i bambini stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini e ragazzi di oggi sono “<strong>multitasking</strong>”: riescono a destreggiarsi nello stesso momento tra dispositivi con funzionalità diverse, dando ad ognuno di essi l’attenzione necessaria per un buon utilizzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Italia è al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti</strong> e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più: l’uso si sta trasformando in abuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio di poter avere a disposizione così tanti mezzi tecnologici è la dipendenza digitale, ad oggi una delle dipendenze più comuni tra i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disturbo da abuso della rete telematica, o Internet Addiction Disorder (IAD), ha riscosso particolare attenzione da parte della comunità scientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">La dipendenza da internet è un problema sempre più rilevante, soprattutto tra i giovani. Le ripercussioni si riscontrano nella vita personale, professionale o scolastica.</p>
<p style="text-align: justify;">In psicologia, si può parlare di dipendenza IAD quando la maggior parte del tempo e delle energie vengono spesi nell’utilizzo della rete, creando in tal modo menomazioni forti e disfunzionali nelle principali e fondamentali aree esistenziali, come quella personale, relazionale, scolastica, familiare, affettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i maggiori pericoli emersi dall&#8217;abuso dei media digitali, c’è l’”analfabetismo emotivo”(Goleman, 2011) cioè: l’incapacità di riconoscere le emozioni che si prova e ad attribuire correttamente le emozioni altrui. Non è tanto l&#8217;uso, quanto l’abuso che deve preoccupare il genitore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stare troppe ore al pc fa male?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trascorrere troppo tempo davanti al pc può portare alla comparsa di diversi sintomi. Sono questi che devono metterci in allarme e spingere a chiederci cos’è che non va.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli effetti più comuni, anche fra gli adulti, ci sono: stanchezza agli occhi, mal di schiena, mal di testa, un maggiore senso di solitudine. Non solo, a risentirne sono anche ansia e stress, che aumentano. Se al pc si lavora, poi, l’effetto è assicurato!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ripetendoci..Brevi consigli sull’uso del telefono cellulare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ridurre l’uso del telefono e dei dispositivi wireless. Preferisci la rete di telefonia fissa a casa e in ufficio. I bambini fino a 10 anni non dovrebbero usare i telefoni cellulari.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizza il cellulare solo quando la ricezione è buona (quando è bassa vengono emesse più radiazioni per poter ricevere il segnale), evita di tenere il telefono vicino al corpo, usa un auricolare, spegni il cellulare di notte e non tenerlo vicino al letto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo è un contributo per La Voce di Bolzano della psicologa e psicoterapeuta <strong>Martina Valentini</strong> sul tema dei pericoli potenziali per la salute dei dispositivi elettronici e della dipendenza psicologica dalla tecnologia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A mille all&#8217;ora: il fascino del rischio alla guida</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/a-mille-all-ora-il-fascino-del-rischio-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 13:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hi Tech e Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[aggressività]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/traffic-car-wheel-driving-vehicle-steering-wheel-594799-pxhere.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/traffic-car-wheel-driving-vehicle-steering-wheel-594799-pxhere.com_-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/traffic-car-wheel-driving-vehicle-steering-wheel-594799-pxhere.com_-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Come mai amiamo il rischio e tendiamo a crederci invincibili, o gli unici a cui quel tipo di disastro o fatalità non accadrà mai? Robert W Kates, professore di geografia alla Clark University nel Massachusetts, voleva capire in che modo e con quanta precisione sappiamo valutare i rischi posti dal mondo naturale. Si deve a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/traffic-car-wheel-driving-vehicle-steering-wheel-594799-pxhere.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/traffic-car-wheel-driving-vehicle-steering-wheel-594799-pxhere.com_-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/traffic-car-wheel-driving-vehicle-steering-wheel-594799-pxhere.com_-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Come mai amiamo il <strong>rischio</strong> e tendiamo a crederci invincibili, o gli unici a cui quel tipo di disastro o fatalità non accadrà mai? Robert W Kates, professore di geografia alla Clark University nel Massachusetts, voleva capire in che modo e con quanta precisione sappiamo <strong>valutare</strong> i rischi posti dal mondo naturale. Si deve a lui la definizione &#8220;<em>la prigione dell&#8217;esperienza</em>&#8221; per spiegare perché siamo così poco avveduti nel valutare le minacce, preferendo una <strong>visione ottimistica</strong> nonostante, o forse a causa, delle nostre <strong>precedenti esperienze</strong>. Ad esempio, osservando i residenti sulla costa orientale degli Stati Uniti, Kate ha scoperto che il 90% di loro aveva subito tempeste ed uragani, ma solo il 66% di loro si aspettava che si ripetessero in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra ricerca ha rilevato che gli <strong>agricoltori</strong>, tendono a reprimere le loro esperienze di passate siccità, e adottano irreali <strong>atteggiamenti di ottimismo,</strong> sulle probabilità di futuri periodi di siccità. Gli agricoltori, si comportano come i giocatori d&#8217;azzardo: la siccità è l’avversario da battere e loro l’avrebbero battuta, riuscendo a sopravvivere nonostante tutto. <strong>Negare l&#8217;esistenza di pericoli</strong>, è una prassi comune, la saggezza popolare dice che &#8220;<em>il fulmine non colpisce mai due volte nello stesso luogo</em>&#8220;. Confidare in poteri superiori, immaginando o convincendoci che determinati pericoli stiano diventando meno frequenti nel tempo, anche quando le prove dimostrano l&#8217;esatto opposto, è un atteggiamento assai comune.</p>
<p style="text-align: justify;">E con il movimento degli occhi che cerchiamo di <strong>prevedere cosa sta per succedere</strong>, senza visione periferica il pericolo non sussiste . Se 100.000 anni fa, i nostri antenati attraversavano la savana alla ricerca di prede, cercando di evitare i predatori, gli scenari attuali sono molto diversi, soprattutto <strong>quando siamo alla guida</strong>. Il nostro cervello selezioni gli avvenimenti registrandoli in <strong>aree diverse</strong>, come molto importanti e poco importanti. Questa selezione viene chiamata “<strong>Applicazione dei priori di scena</strong>. “</p>
<p style="text-align: justify;">E’ scientificamente provato che puoi vedere un veicolo, ma non elaborare ciò che stai vedendo, anche se sei estremamente esperto. La nostra attenzione tende ad essere <strong>attratta da cose grandi</strong> e voluminose come automobili e camion, molto più che da cose piccole come le moto o le biciclette. Guardiamo a destra e a sinistra a un incrocio per qualcosa come 200 millisecondi. I motocicli costituiscono solo una minima parte del traffico, circa il 2%, quindi non ci aspettiamo di vederli per il 98% delle volte. La consuetudine di guidare in queste condizioni, conferma questa “<strong>rarità di presenza</strong>” e rafforza la nostra incapacità di vedere le motociclette &#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-145113 size-full" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/pedestrian-person-black-and-white-road-traffic-street-41323-pxhere.com_-1.jpg" alt="" width="1280" height="455" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/pedestrian-person-black-and-white-road-traffic-street-41323-pxhere.com_-1.jpg 1280w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/pedestrian-person-black-and-white-road-traffic-street-41323-pxhere.com_-1-300x107.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/pedestrian-person-black-and-white-road-traffic-street-41323-pxhere.com_-1-768x273.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2018/10/pedestrian-person-black-and-white-road-traffic-street-41323-pxhere.com_-1-1024x364.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per superare questo problema, nel 2002, il governo del Regno Unito ha introdotto un <strong>test di percezione del rischio</strong> nel test teorico per auto e moto. Funziona tramite un pulsante di arresto temporizzato, per misurare le risposte dei neo-conducenti, con video-simulatori. L&#8217;11% dei guidatori, sottoposti al test, ha confermato di aver bisogno di molto impegno per migliorare l’attenzione alla guida ed evitarne i rischi. Il test, tuttavia, ha confermato che il <strong>problema coinvolge anche drivers esperti come quelli dei corpi di polizia</strong>, che frenano troppo tardi, esattamente come i normali conducenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se la loro preparazione fisica è maggiore, ed i loro fisici rispondono molto più rapidamente dei driver standard, sono più consapevoli del rischio, ma <strong>ritardano la frenata</strong> fino all’ultimo istante. I produttori di automobili hanno affrontato il problema sviluppando <strong>tecnologie per aiutare la percezione del rischio.</strong> La Volkswagen Touareg, ha sviluppato un sistema di Night Vision, dotato di una telecamera a infrarossi che individua pedoni, ciclisti e animali selvatici di medie dimensioni, da 10 a 130 metri e avvisa il conducente, oltre ad un sistema Front-Assist per evitare collisioni, che utilizza sensori radar, per misurare la distanza e la velocità di veicoli o oggetti di fronte all’auto, e possono attivare la frenata, se viene giudicata in rotta di collisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vale anche per i piloti di aerei, per i quali la capacità di individuare <strong>pericoli e rischi</strong>, è chiaramente un <strong>problema di vita o di morte</strong>. Hanno aiuti da parte della tecnologia e del radar, ma restano umani. Il problema è che noi umani non ci siamo molto evoluti dal periodo della savana. Quando si tratta di raccogliere ed elaborare le informazioni, i nostri <strong>limiti</strong> sono quelli del <strong>sistema della memoria umana</strong>, e della <strong>velocità di elaborazione</strong> delle informazioni. Il nostro cervello reagisce catturando frammenti che sarebbero interessanti, anche se spesso <strong>in macchina ci facciamo distrarre</strong> dall&#8217;ambiente, e disturbiamo il flusso di notizie necessarie alla nostra sicurezza.</p>
<p>I successi delle procedure di sicurezza per i piloti sono basati sulla <strong>riduzione delle interferenze</strong>. <strong>L&#8217;aggressività o la maleducazione</strong> possono influenzare seriamente le nostre capacità cognitive, è sorprendente come in presenza di aggressività saremo meno capaci di gestire le informazioni. Quindi una semplice fila nel traffico o in autostrada, in presenza di un eccesso di aggressività può rivelarsi sconvolgente, e decisamente pericolosa. Perciò accettate un piccolo consiglio, non stuzzicate od innervosite l’autista.</p>
<p style="text-align: justify;">I sistemi di <strong>guida autonoma</strong> attualmente in sperimentazione, non stanno dando ancora un grado di affidabilità sufficiente. Anche se gestiti da computer, che non sono stimolati da miliardi di sollecitazioni esterne come il cervello umano, funzionano correttamente solo a basse velocità. Sono influenzati dagli ostacoli e rallentano troppo in caso di pedoni o ciclisti, che entrano nel raggio d’azione dei sensori. Molto corretto nei loro confronti, ma non in grado di sviluppare una <strong>decente velocità urbana</strong>. La risposta, a breve termine, sembra quella di utilizzare una tecnologia che aiuti la percezione umana piuttosto che sostituirla.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove auto dispongono di sistemi di assistenza al guidatore, dotati di alta tecnologia, tra cui l’<strong>avviso di collisione, frenata autonoma e allarmi sul punto cieco</strong>. Tutto questo però, non potrà mai impedire alle suocere di urlare contro di voi se non si aspettavano una frenata brusca, di brontolare se pensano che dobbiate frenare prima, lamentarsi della musica che avete scelto o del colore della tappezzeria. Fortunatamente, la <strong>psicologia cognitiva è dalla vostra parte ed anche il volante</strong>.</p>
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