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	<title>psicologia coronavirus Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>psicologia coronavirus Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<item>
		<title>Metti il crimine in quarantena: truffe adescamenti e impulsività violenta</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/dalla-realta-allonline-alla-violenza-in-casa-come-cambiano-i-reati-al-tempo-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 08:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento reati coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Michele piccolin]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia coronavirus]]></category>
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		<category><![CDATA[reati telematici]]></category>
		<category><![CDATA[truffe online]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-19-alle-20.08.04-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-19-alle-20.08.04-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-19-alle-20.08.04-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Come ha colpito le attività umane lecite, la pandemia che stiamo attraversando ha lasciato il suo segno indelebile anche sulle attività illecite, sui reati. In una recente pubblicazione il Ministero degli Interni ha confermato che con il contenimento degli spostamenti sono diminuiti i reati commessi sul territorio per i quali si registra un calo addirittura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-19-alle-20.08.04-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-19-alle-20.08.04-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-19-alle-20.08.04-80x80.png 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Come ha colpito le attività umane lecite, la <strong>pandemia</strong> che stiamo attraversando ha lasciato il suo segno indelebile anche sulle attività illecite, sui <strong>reati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In una recente pubblicazione il Ministero degli Interni ha confermato che con il contenimento degli spostamenti sono <strong>diminuiti i reati</strong> commessi sul territorio per i quali si registra un calo addirittura del 64,2% nel mese di marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, la diminuzione più rilevante riguarda lo <strong>sfruttamento della prostituzione</strong> (-77%), le <strong>violenze sessuali</strong> (-69%), <strong>i furti in genere</strong> (-67,4%), i <strong>furti in abitazione</strong> (-72,5%), i <strong>furti con destrezza</strong> (-75,8%), le <strong>rapine in uffici postali</strong> (-73,7%).</p>
<p style="text-align: justify;">La spiegazione va ricercata nelle importanti modificazioni comportamentali imposte dalle normative a tutela della salute pubblica. <strong>Normative che obbligano la gente in casa, lasciano crollare l’interazione sociale, impongono la serrata a tantissimi esercizi rendendo così assai arduo delinquere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Solo le rapine in farmacie e supermercati, come anche i reati legati agli stupefacenti, non mostrano flessioni così ampie e questo per questioni di opportunità o per la presenza di fortissimi elementi di tipo motivazionale, psicologico e sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un discorso a parte meritano poi i <strong>reati di maltrattamento in famiglia</strong> che, pur evidenziando sulla carta un calo del 43,6%, destano allarme e preoccupazione tra gli addetti ai lavori. In questo genere di reati più che in altri un calo statistico delle denunce può infatti non essere collega alla presenza di condizioni di serenità e legalità più diffuse.</p>
<p style="text-align: justify;">La convivenza forzata, la riduzione degli introiti economici familiari, l’inattività, la propensione al consumo di alcolici o sostanze come via di fuga dalla quotidianità, la fragilità emotiva fatta di ansie e paure che il virus porta con sé, rimangono infatti elementi in grado di appesantire il carico di stress psichico sulle persone, creando <strong>terreno fertile per liti, diverbi e problematiche</strong> che, qualora coinvolgano soggetti inclini alla violenza, possono prendere pieghe orribili.</p>
<p style="text-align: justify;">Giova quindi ribadire come sussistano in merito precise direttive ministeriali tese a <strong>garantire alle vittime di maltrattamenti in famiglia anche durante questa gravissima emergenza sanitaria l&#8217;ospitalità nelle apposite strutture.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sempre con riferimento alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione è importante citare il significativo <strong>aumento che la Polizia Postale ha registrato in tempo di pandemia relativamente ai reati di adescamento minori per via telematica. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’utilizzo massiccio delle tecnologie telematiche proprio di questo lungo periodo di isolamento sociale, l’ingannevole sensazione di protezione che l’assenza di vicinanza fisica può dare, l&#8217;attitudine dei più giovani a pubblicare in rete larga parte della loro vita privata, la ricerca di una fisicità sempre più spinta e glamour, la noia e la voglia di sensazioni forti, stanno facendo esplodere in soggetti che presentano determinate inclinazioni una corsa alla <strong>virtualizzazione dei territori di caccia alle piccole vittime.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tramite l’utilizzo più o meno cosciente e mirato di tecniche di ingegneria sociale e facendo presa principalmente su caratteristiche e fragilità psicologiche delle vittime, soprattutto <strong>ragazze tra i 12 e i 18 anni</strong>, pedofili e child molester puntano ad assicurarsene l’amicizia passando poi alla richiesta di foto o video intimi per progettare, in molti casi, un futuro incontro faccia a faccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane importante in queste circostanze ricordare come, anche qualora non vi sia stato un abuso fisico, il prolungato coinvolgimento di minori in <strong>dinamiche di sessualizzazione impropria</strong>, con tutto il loro carico di segretezza, colpa, manipolatività e minaccia, può risultare oltremodo deleterio per il sereno sviluppo psichico di un minore, andando a costituirsi quale vero e proprio danno psichico.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste infine un’ ulteriore tipologia particolarmente abbietta di reati che fa leva sull’aumentata fragilità psicologica delle persone: <strong>quella delle truffe e delle circonvenzioni on line. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questi reati trovano rinnovato vigore e diffusione sfruttando alcuni meccanismi psichici che si attivano in situazioni di pericolo ed emergenza e che ci vedono più propensi ad aderire a richieste che percepiamo giungerci da fonti asseritamente autorevoli, o che fanno <strong>leva su sentimenti positivi di compassione, solidarietà e aiuto</strong> o che, con la scusa dello stato d’emergenza, spingono a non considerare nel dettaglio quanto viene richiesto e ad agire immediatamente anche in maniera approssimata ed impulsiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione quindi a <strong>mail che giungono da banche o istituti di credito. Prudenza con le comunicazioni che richiedono aiuti o versamenti a fantomatiche fondazioni benefiche. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cautela nel download di documenti che sedicenti istituzioni autorevoli vi fanno cortesemente pervenire e che invece possono rivelarsi programmi atti a prendere il controllo del vostro computer e dei vostri dati più sensibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo per La Voce di Bolzano è del dottor <strong>Michele Piccolin</strong>, psicologo, perfezionato in psicologia e neuropsicologia forense e consigliere Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Videogiochi in quarantena, lo psicologo: &#8220;Serve una supervisione costante dei genitori&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/videogiochi-in-quarantena-lo-psicologo-serve-una-supervisione-costante-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 13:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti videogiochi quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[alice panicciari]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi in quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/videogiochi-quarantena-e1585662113329-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/videogiochi-quarantena-e1585662113329-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/videogiochi-quarantena-e1585662113329-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />In questo periodo di isolamento e quarantena per molti ragazzi i videogiochi potrebbero diventare il passatempo primario, andando a sottrarre tempo alle attività scolastiche o ad altri svaghi altrettanto piacevoli e creativi. E’ importante, soprattutto in questo momento, che i genitori siano vicini ai figli e concordino insieme a loro delle regole chiare di utilizzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/videogiochi-quarantena-e1585662113329-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/videogiochi-quarantena-e1585662113329-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/04/videogiochi-quarantena-e1585662113329-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">In questo periodo di isolamento e quarantena per molti ragazzi i videogiochi potrebbero diventare il passatempo primario, andando a sottrarre tempo alle attività scolastiche o ad altri svaghi altrettanto piacevoli e creativi.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ importante, soprattutto in questo momento, che i genitori siano vicini ai figli e concordino insieme a loro delle regole chiare di utilizzo per evitare di incorrere in rischi.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ma quali sono i pericoli di un utilizzo eccessivo e non controllato dei videogiochi?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Se prendiamo ad esempio Fortnite, uno dei giochi più popolari degli ultimi anni, notiamo subito che alla base ci sia una forma evidente di<b> aggressività</b>, in quanto lo scopo è quello di eliminare, con l’uso delle armi, gli altri concorrenti. Sebbene studi e ricerche longitudinali abbiano dato risultati contrastanti circa l’eventuale influenza negativa dei giochi violenti sui comportamenti dei minori, è necessario riflettere sul fatto che <b>esporre i ragazzi a scene cruente possa renderli meno sensibili a filmati violenti, andando di fatto a normalizzare atti di prepotenza</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">I videogiochi sono stati ideati per attivare <b>meccanismi di azione-ricompensa </b>andando a stimolare il sistema dopaminergico, responsabile dei comportamenti di<b> dipendenza. </b>Tutto questo è possibile attraverso la creazione di brevi sessioni di gioco che permettono, in un tempo limitato, di raggiungere l’obiettivo ed ottenere così una ricompensa immediata. Il giocatore attiva, in questo modo, una corsa continua a raggiungere i livelli successivi, perdendo di vista la percezione del tempo e il contatto con la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo si aggiunge il <b>rischio di adescamento di minori</b> da parte di malintenzionati. Molti videogiochi danno, infatti, la possibilità ai giocatori di comunicare tra di loro durante le sessioni di gioco per mezzo di chat, audio e video, permettendo così avvicinamenti ingannevoli nei confronti dei minori.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Come possono i genitori aiutare i propri figli ad un utilizzo moderato e più consapevole dei videogiochi?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Occorre prima di tutto<b> stabilire limiti di tempo </b>di utilizzo del videogioco facendo rispettare i tempi stabiliti, e prevedendo la perdita di un privilegio (ad es. utilizzo del cellulare o guardare la tv) nel caso in cui la regola non sia stata rispettata.</p>
<p style="text-align: justify;">Un problema che si pone spesso nel limitare il tempo è che <b>i videogiochi funzionano a piattaforme da raggiungere</b> e, una volta entrati in un livello, bisogna aspettare di raggiungere il traguardo per poter salvare il gioco. In questo caso si può avere un po’ di flessibilità, a patto che il gioco termini immediatamente dopo il salvataggio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna, inoltre, tener conto che alcune fasce di tempo sono altamente sconsigliate come ad esempio prima di andare a dormire, in quanto il gioco potrebbe influire sulla qualità del sonno.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ importante che<b> il genitore sia informato sui contenuti del videogioco e controlli l’età minima consentita</b>. Può essere utile chiedersi che immagini presenta il gioco, se prevede scenari violenti, che tipo di linguaggio utilizzano i personaggi e quali messaggi positivi o negati veicola indirettamente. I ragazzi, lasciati da soli davanti al computer, infatti, non sono spesso in grado di comprendere i significati profondi che il programmatore ha tentato di dare all’ambientazione e hanno bisogno di un adulto vicino che supervisioni e dia il giusto significato alle scene. E’ bene spiegare che nella vita reale l’uso della violenza è inaccettabile e che ha conseguenze negative e dannose.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Prima di acquistare un videogioco nuovo il genitore può affidarsi ai descrittori della classificazione PEGI</b>, che informa attraverso alcuni codici i contenuti e il limite di età.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamoci sempre<b> che i ragazzi ci osservano e che siamo per loro un valido modello di comportamento. </b>Se anche il genitore condivide la passione per i videogiochi è bene che si attenga alle stesse regole che impone al figlio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo per La Voce di Bolzano è della Dott.ssa <strong>Alice Panicciari</strong>, psicologa dell’infanzia e adolescenza, esperta in Psicologia Scolastica e Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Svolge da anni consulenze alle famiglie, lavora nelle scuole all’interno dello sportello di ascolto psicologico “Parliamone” e segue alcuni progetti di prevenzione e formazione per il personale docente. <span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lutto ai tempi del Coronavirus: quei cari deceduti che non possiamo salutare</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/il-lutto-ai-tempi-del-coronavirus-quei-cari-deceduti-che-non-possiamo-salutare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 16:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[lutto coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Michele piccolin]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo elaborazione lutto]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Nadia-Toffa-la-mano-sulla-bara-bianca-meteoweek.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Nadia-Toffa-la-mano-sulla-bara-bianca-meteoweek.com_-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Nadia-Toffa-la-mano-sulla-bara-bianca-meteoweek.com_-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />In questi giorni strani, irreali, impauriti e spaesati c’è un gruppo di persone che, forse più di altri, rimane privato della possibilità di dar voce alle proprie emozioni e alla propria interiorità in maniera consona e adeguata.  Il riferimento è a tutte quelle persone che hanno dovuto prendere atto del decesso di un loro congiunto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Nadia-Toffa-la-mano-sulla-bara-bianca-meteoweek.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Nadia-Toffa-la-mano-sulla-bara-bianca-meteoweek.com_-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Nadia-Toffa-la-mano-sulla-bara-bianca-meteoweek.com_-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">In questi giorni strani, irreali, impauriti e spaesati c’è un gruppo di persone che, forse più di altri, rimane privato della possibilità di dar voce alle proprie emozioni e alla propria interiorità in maniera consona e adeguata.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Il riferimento è a tutte quelle persone che hanno dovuto prendere atto del decesso di un loro congiunto e che, per gli effetti riconducibili al contenimento del <strong>virus COVID 19</strong>, non hanno potuto essergli vicino. Immaginiamo una persona infettata, che viene allontanata dai propri cari, a loro volta isolati e messi in quarantena, e che poi purtroppo decede. Difficile, quasi impossibile, diventa ora poter procedere ad un normale funerale.</p>
<p style="text-align: justify;">In diverse città d’Italia sono infatti <strong>sospesi i rosari e strettamente contingentati i funerali in chiesa. Abolite le cerimonie di commiato e di consegna delle ceneri, ostacolate le esequie civili e religiose, rese ardue le benedizioni presso gli Ospedali e le Strutture sanitarie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, non sono molti quelli che tra noi non hanno mai fatto esperienza del dolore che segue il decesso di una persona cara; è un dolore che fa parte della natura umana, un dolore che nonostante le singole particolari declinazioni che ognuno di noi può darvi, è da sempre gestito e spesso reso più lieve e comprensibile attraverso l’utilizzo dei riti funebri.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cerimonie funebri rappresentano infatti uno dei <strong>riti che scandiscono il lutto e la sua elaborazione nella psiche degli individui</strong> ed è per questo che la loro pesante modificazione, causata della diffusione di questo maledetto virus, può costituirsi come un fattore traumatico e psicolesivo per chi ne deve fare esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un funerale, con tutti i suoi dettagli e significati sociali, è infatti un rito di passaggio che consente di dare una svolta a livello emotivo, di accommiatarsi e di iniziare ognuno con i suoi tempi la rielaborazione del lutto. Un funerale è utile, a livello simbolico, anche a <strong>condividere il dolore della perdita tra tutte le persone collegate al defunto</strong>, <strong>a rendere più sopportabile il dolore per i singoli e sublimare la perdita nel ricordo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In mancanza di esso, e al peggio in associazione all’impossibilità non legata alla nostra volontà di assistere i cari malati durante i loro ultimi giorni, aumentano purtroppo i fattori di rischio per sviluppare condizioni di lutto complicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Dette condizioni richiedono a maggior ragione un <strong>aiuto psicologico professionale per rielaborare la sofferenza e le difficoltà</strong> che un decesso porta con sé. Un aiuto che, nel rispetto delle specificità di ognuno, cerchi di riaprire la strada alla vita, alla forza e alla gioia, individuando una serie di accorgimenti per elaborare il lutto e manifestare le emozioni che esso suscita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo per La Voce di Bolzano è del dottor <strong>Michele Piccolin</strong>, psicologo, perfezionato in psicologia e neuropsicologia forense e consigliere Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coronavirus: come stare vicino ai nostri cari, affetti da problematiche dementigene</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/coronavirus-come-stare-vicino-ai-nostri-cari-affetti-da-problematiche-dementigene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 07:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Michele piccolin]]></category>
		<category><![CDATA[patologie dementigene]]></category>
		<category><![CDATA[patologie dementigene emergenza coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia emergenza pandemia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedibolzano.it/?p=190387</guid>

					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/hand-2906458_1920-500x333-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/hand-2906458_1920-500x333-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/hand-2906458_1920-500x333-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />In questi giorni di emergenza, preoccupazione e convivenza a tratti forzata, vivere accanto ad una persona con demenza può comportare dei disagi più complessi che per molte altre fasce della popolazione. Le persone affette da problematiche dementigene di rilievo sono infatti particolarmente vulnerabili a condizioni di stress o a modificazioni importanti del loro ambiente quotidiano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/hand-2906458_1920-500x333-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/hand-2906458_1920-500x333-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/hand-2906458_1920-500x333-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">In questi giorni di emergenza, preoccupazione e convivenza a tratti forzata, vivere accanto ad una persona con demenza può comportare dei disagi più complessi che per molte altre fasce della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone affette da problematiche dementigene di rilievo sono infatti <b>particolarmente vulnerabili</b> a condizioni di stress o a modificazioni importanti del loro ambiente quotidiano e necessitano quindi di maggior protezione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre le persone con demenza sono prevalentemente di età superiore ai 65 anni, appartenenti quindi alla fascia di età con più vittime causate dal Covid-19. Hanno quindi <b>maggiori probabilità di contrarre la malattia </b>perché meno in grado di adottare le misure necessarie a proteggersi e a ridurre il rischio di contagio tra chi gli sta intorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-190390 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Invecchiamento-Cognitivo_-come-prevenire-e-rallentare-la-demenza-1.png" alt="" width="329" height="185" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Invecchiamento-Cognitivo_-come-prevenire-e-rallentare-la-demenza-1.png 1920w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Invecchiamento-Cognitivo_-come-prevenire-e-rallentare-la-demenza-1-300x169.png 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Invecchiamento-Cognitivo_-come-prevenire-e-rallentare-la-demenza-1-1024x576.png 1024w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Invecchiamento-Cognitivo_-come-prevenire-e-rallentare-la-demenza-1-768x432.png 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/Invecchiamento-Cognitivo_-come-prevenire-e-rallentare-la-demenza-1-1536x864.png 1536w" sizes="auto, (max-width: 329px) 100vw, 329px" />Per questo, se anche tu stai accudendo a casa una Persona affetta da decadimento cognitivo ecco alcuni semplici consigli, forniti da A.I.T.O. e dall’Ordine Psicologi del Veneto, da adottare in questi giorni:</p>
<p style="text-align: justify;">Valuta se è veramente necessario<b> </b>informare il tuo Caro della situazione di epidemia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ in grado di comprendere appieno ciò che sta accadendo e di tenerlo a mente? E di agire di conseguenza? In caso contrario, può essere utile <b>preservarlo</b> da informazioni che potrebbero spaventarlo ad agitarlo, rendendo ancor più difficile l’applicazione delle norme di protezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo essere certi che la Persona con demenza ricordi le norme igieniche e comportamentali prescritte, pertanto è utile <b>lavare le mani insieme</b> a lei, ad intervalli di tempo regolari. In caso di difficoltà o reticenza, usa toni calmi e pacati e spiega cosa si sta facendo.</p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito si potrebbe posizionare un <strong>poster con il disegno dell’attività vicino ai lavandini</strong> e coinvolgere la Persona in attività distraenti perché il lavaggio sia sufficientemente lungo. È consigliato inoltre di mostrare come lavare le mani in maniera accurata, al meglio svolgendo l’attività spesso e utilizzando un detergente con una fragranza gradita e conosciuta.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-190391 alignright" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/igiene-anziani.jpg" alt="" width="343" height="229" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/igiene-anziani.jpg 1600w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/igiene-anziani-300x200.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/igiene-anziani-1024x683.jpg 1024w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/igiene-anziani-768x512.jpg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/igiene-anziani-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px" />Nel caso in cui la persona provi <strong>disagio a contatto con l’acqua corrente</strong>, utilizza soluzioni alcoliche o salviette imbevute di soluzioni alcoliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Può accadere che la Persona non si renda conto di avere dei sintomi non visibili dall’esterno: mal di gola, dolori, qualche linea di febbre. Pertanto è importante <b>misurare la temperatura</b> almeno una volta al giorno, in modo rapido e discreto (es. con termometro digitale). Utile anche chiedere più spesso alla Persona come si sente, stando però attenti a non esagerare preoccupandola.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo che uno stato di malessere fisico o di dolore può essere manifestato non a parole, ma attraverso il comportamento. Presta attenzione a espressioni di dolore, irrequietezza, strofinamenti delle mani sul corpo, andatura più instabile ed in caso si manifestino, misura la febbre. Se superiore a 37,5° contatta il tuo Medico di famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in condizioni di salute può essere difficile trascorrere la giornata in casa, pertanto proviamo ad <b>occupare il tempo</b> con attività piacevoli e lente. Per il resto è importante mantenere il più possibile la solita routine tra cui sonno sufficiente, alimentazione sana ed esercizio fisico. È quindi raccomandato permettere di alzarsi al solito orario, svolgere le attività di preparazione mattutina, andare a dormire alla solita ora, ecc..</p>
<p style="text-align: justify;">Presta ancora più cura al lavaggio e all’igiene di ambienti, stoviglie e vestiti, lavandoli a temperature superiori a 60°. In generale non permettere al disordine e all’incuria di sopraffare Te e i tuoi cari, causando confusione, apatia e depressività anche a livello psicologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Fai in modo che il tuo caro <b>si idrati</b> a sufficienza. Ricordati che può non avvertire la sete e non si attiva per bere da solo. Per quanto possibile favorisci un minimo di <b>attività fisica</b>. L’esercizio fisico può aiutare a rafforzare le funzioni immunitarie del corpo e avere benefìci mentali ed emotivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Restare a casa non deve coincidere con l’isolamento sociale, perciò curiamo <b>rapporti e amicizie</b> adattandole alla nuova condizione. Proviamo a accompagnare la Persona nell’utilizzo anche di risorse online, seguiamo ad esempio la messa sul computer e organizziamo chiamate o videochiamate con parenti e amici.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-190392 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/03/anziani-terza-eta-comunita-santegidio.jpg" alt="" width="301" height="201" />Cerchiamo di dimostrare <b>affetto e vicinanza</b> in modo meno fisico; semmai toccando la persona sui vestiti e non sul viso o sule mani, igienizzando preventivamente le nostre mani.</p>
<p style="text-align: justify;">Evitiamo di mettere mascherine se non si hanno sintomi o fattori di rischio, perché ciò potrebbe spaventare la Persona inutilmente, rendendo più difficile l’interazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Durante la giornata si possono poi proporre attività che la persona trova piacevoli e coinvolgenti, come preparare assieme qualcosa da mangiare, riparare qualcosa, curare una pianta o un animale, disegnare o fare un album di ricordi, recitare una preghiera, ecc. Non dimenticare di concedersi le giuste <b>pause</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamoci inoltre che l’eventualità di un possibile contagio è reale, sia per noi curanti che per i nostri cari affetti da demenze, e che essa porta con se una perdita più o meno protratta dei <b>riferimenti personali e ambientali</b> della persona indementita</p>
<p style="text-align: justify;">Si suggerisce quindi di preparare una <b>lista di informazioni</b> essenziali sulla persona.</p>
<p style="text-align: justify;">In tale documento potrebbe essere utile inserire notizie utili a ricreare un senso di familiarità per la Persona, come ad esempio il modo in cui la persona preferisce essere chiamata, i nomi di familiari e migliori amici, gli eventuali animali domestici, gli hobby o gli interessi passati e presenti, le abitudini del sonno e del comportamento, informazioni sulla sua abilità nelle attività quotidiane, eventuali disturbi comportamentali ricorrenti oltre all’utilizzo di protesi acustiche e visive.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, se la Persona si trova ricoverata in una residenza sanitaria che, nel rispetto della normativa, ha limitato o estinto le visite dei familiari, il nostro caro che non ha la percezione dell’emergenza <b>potrebbe sentirsi abbandonato</b>. Potrebbe perciò essere utile chiedere alla struttura come poter contattare il familiare e la possibilità di effettuare <b>telefonate</b>, <b>videochiamate</b>, eventualmente fissando un appuntamento telefonico negli orari indicati dagli operatori.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">In queste occasioni può essere utile ripetere alla Persona che i familiari non l’hanno abbandonata e che invece di fare visite di persona, devono incontrarla in modalità telematica per tutelare la sua sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, è opportuno ricordare che in caso di dubbi o difficoltà, è sempre possibile contattare <b>ASAA </b>ai numeri verdi predisposti e che quando questa emergenza sarà stata superata riprenderanno con rinnovato vigore le attività, gli incontri e le iniziative che riempiono di vita le giornate dei nostri cari e di gioia e leggerezza il cuore di chi gli assiste.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il contributo per La Voce di Bolzano è del dottor <strong>Michele Piccolin</strong>, psicologo, perfezionato in psicologia e neuropsicologia forense e consigliere Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano.</p>
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		<title>C’era una volta il Coronavirus… il virus spiegato ai bambini</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/cera-una-volta-il-coronavirus-il-virus-spiegato-ai-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 14:54:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[alice panicciari]]></category>
		<category><![CDATA[alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus bambini]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia dell'età evolutiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Molti genitori preoccupati mi chiedono come possano rassicurare i propri figli in merito alle misure drastiche che ha preso il Governo italiano per limitare la diffusione del virus. Una prima considerazione da fare è che il bambino va informato su tutto quello che sta accadendo per non lasciarlo libero ad interpretazioni personali prive di fondamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus-1-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus-1-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Molti genitori preoccupati mi chiedono come possano rassicurare i propri figli in merito alle misure drastiche che ha preso il Governo italiano per limitare la diffusione del virus.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima considerazione da fare è che <strong>il bambino va informato</strong> su tutto quello che sta accadendo per non lasciarlo libero ad interpretazioni personali prive di fondamento e va accompagnato all’elaborazione del vissuto emotivo utilizzando <strong>toni pacati e rassicuranti</strong>, pertanto è importante che il genitore stesso abbia superato la percezione di paura e pericolo e sia visibilmente tranquillo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">In seguito, è bene capire quali siano le <strong>false credenze del bambino</strong> che, ad esempio, potrebbe pensare che il virus uccida indistintamente tutti, alimentato anche dallo stato di allerta e di paura già diffuso nel Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Al bambino si può spiegare che il Coronavirus è un virus ancora <strong>poco conosciuto e invisibile</strong>, così piccolo che lo si può vedere solo al microscopio e che si diffonde rapidamente tra le persone. Questo significa che è più facile ammalarsi e, per evitare troppi contagi e quindi di sovraccaricare le strutture e gli operatori sanitari, bisogna adottare delle misure di prevenzione: evitare luoghi affollati come scuole, limitare l’utilizzo di mezzi pubblici, lavarsi bene le mani, tossire e starnutire nel cavo del gomito, usare fazzoletti di carta e cestinarli subito dopo, non toccarsi la faccia con le mani sporche e non mettersele in bocca.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ importante, quindi, riconoscere al proprio figlio che <strong>è normale avere paura</strong> per una cosa che fa male e non è visibile, con la conseguente frustrazione di non poterla controllare, ma sottolineare anche che nella maggior parte dei casi <strong>i sintomi sono lievi e simili ad un’influenza</strong>: fa tossire, starnutire, dà febbre e non richiede nemmeno l’ospedalizzazione. Per quanto riguarda i bambini, i pediatri riferiscono che sembrerebbero essere più resistenti alla malattia con pochissimi casi registrati.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">E’ bene spiegare, inoltre, che purtroppo <strong>c’è una piccola percentuale che si aggira attorno al 2% di persone colpite che muore</strong>, e che questo vuol dire che di tutti gli ammalati due persone su 100 perdono la vita, ma anche evidenziare che tra i malati sembrerebbero non esserci praticamente bambini, evidenziando la loro capacità naturale di resistere all’attacco del virus.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Infine, si può ricordare al bambino che <strong>l’Italia ha un buon sistema sanitario</strong> tale da poter rispondere in modo adeguato a questa epidemia e che se tutti assieme rispettiamo piccole accortezze possiamo sconfiggere al più presto questo fastidioso virus.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il contributo per La Voce di Bolzano è della dottoressa <strong>Alice Panicciari</strong>, Psicologa dell’età evolutiva, esperta in Psicologia Scolastica e Disturbi Specifici dell’Apprendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Svolge da anni consulenze alle famiglie, lavora come Psicologa Scolastica e svolge progetti d’intervento e formativi all’interno delle scuole.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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