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	<title>riscaldamento globale Archivi - La voce di Bolzano</title>
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	<description>Quotidiano online indipendente</description>
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	<title>riscaldamento globale Archivi - La voce di Bolzano</title>
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		<title>Trentino-Alto Adige affronta gli impatti del cambiamento climatico su ecosistema e infrastrutture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione BZ]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 14:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[meteo]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2024/01/montagne-neve-trentino-e1705501589271-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2024/01/montagne-neve-trentino-e1705501589271-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2024/01/montagne-neve-trentino-e1705501589271-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il Trentino-Alto Adige è testimone degli effetti drammatici del cambiamento climatico sull&#8217;ecosistema locale e le sue infrastrutture. Studi recenti prevedono un aumento medio delle temperature di 1°C entro il 2050, salendo fino a 3°C alla fine del secolo, rappresentando un campanello d&#8217;allarme per la regione alpina. Negli ultimi 200 anni, si è registrata una perdita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2024/01/montagne-neve-trentino-e1705501589271-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2024/01/montagne-neve-trentino-e1705501589271-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2024/01/montagne-neve-trentino-e1705501589271-80x80.jpg 80w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Il Trentino-Alto Adige è testimone degli effetti drammatici del cambiamento climatico sull&#8217;ecosistema locale e le sue infrastrutture. Studi recenti prevedono un aumento medio delle temperature di 1°C entro il 2050, salendo fino a 3°C alla fine del secolo, rappresentando un campanello d&#8217;allarme per la regione alpina.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 200 anni, si è registrata una perdita del 70% della massa glaciale, evidenziando l&#8217;accelerazione del fenomeno nelle ultime decadi. Inoltre, il Trentino-Alto Adige ha sperimentato un incremento delle precipitazioni fino al 24% negli ultimi 30 anni, modificando profondamente i modelli climatici storici della regione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Centro Studi per il Cambiamento Climatico, supportato da Greenway Group Srl e Ecogest Spa, ha rilevato che la provincia di Bolzano ha vissuto nel 2022 l&#8217;anno più caldo dal 1850, con ondate di calore straordinarie e un numero eccezionale di incendi forestali che hanno interessato oltre 22 ettari di territorio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La riduzione della durata e dell&#8217;altezza media della copertura nevosa, unita all&#8217;innalzamento dell&#8217;altitudine delle nevicate, rappresenta un altro segnale della crisi climatica. Il ghiacciaio della Marmolada è solo un esempio del ritiro dei ghiacciai, con una regressione di 1,2 km da quando ha iniziato a essere monitorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Le infrastrutture della regione stanno già subendo danni a causa dei cambiamenti climatici, e la manutenzione stradale diventa sempre più critica. Per affrontare queste sfide, le autorità stanno considerando soluzioni tecnologiche come telecamere di traffico online, stazioni meteorologiche, sensori di carico stradale e sistemi telematici avanzati per la regolazione del traffico.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, la scelta di piante autoctone e l&#8217;adozione di nuove tecnologie per la manutenzione del verde, incluso l&#8217;uso di droni e il monitoraggio continuo, sono tra le strategie proposte per mitigare l&#8217;impatto del cambiamento climatico e prolungare la vita delle infrastrutture.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Trentino-Alto Adige si trova quindi di fronte alla necessità di trasformare la diagnosi in azioni concrete, sfruttando innovazioni scientifiche e tecniche e l&#8217;esperienza accumulata per affrontare un&#8217;emergenza climatica di portata globale.</p>
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		<item>
		<title>Colloqui di Dobbiaco. Allevamenti intensivi, alimentazione e riscaldamento globale: la lotta ai cambiamenti climatici si fa in tavola</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/colloqui-di-dobbiaco-allevamenti-intensivi-alimentazione-e-riscaldamento-globale-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici-si-fa-in-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 12:19:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente Natura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Colloqui di Dobbiaco]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-150x150.jpeg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-300x300.jpeg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-768x768.jpeg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-80x80.jpeg 80w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer.jpeg 800w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />L&#8217;intervento di Giulia Innocenzi, attivista, giornalista televisiva e autrice: &#8220;Questo modello dobbiamo lasciarcelo alle spalle. Soprattutto oggi, quando stiamo parlando di abbassare le temperature nelle case a 20-19°C e spegnere il riscaldamento negli uffici pubblici. Pensiamo anche alla siccità che abbiamo sofferto quest&#8217;estate: gli allevamenti intensivi sono tra i più grandi utilizzatori di acqua e nessuno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-150x150.jpeg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-300x300.jpeg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-768x768.jpeg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer-80x80.jpeg 80w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Daniel-Felderer.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento di <strong>Giulia Innocenzi</strong>, attivista, giornalista televisiva e autrice: &#8220;<em>Questo modello dobbiamo lasciarcelo alle spalle. Soprattutto oggi, quando stiamo parlando di abbassare le temperature nelle case a 20-19°C e spegnere il riscaldamento negli uffici pubblici. Pensiamo anche alla siccità che abbiamo sofferto quest&#8217;estate: gli allevamenti intensivi sono tra i più grandi utilizzatori di acqua e nessuno dice niente&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra gli ospiti anche Martin Lintner</strong>, docente di teologia morale e spirituale allo Studio teologico accademico di Bressanone, <strong>Tanja Busse</strong>, autrice e giornalista, <strong>Fabian Scheidler</strong>, scrittore e drammaturgo tedesco, <strong>Ludwig Huber</strong>, zoologo e biologo cognitivo comparato, <strong>Günther Rabensteiner</strong>, presidente dell&#8217;Associazione Cacciatori dell&#8217;Alto Adige, e<strong> Daniel Felderer</strong>, blogger vegano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Nei media, e anche nella politica, i cambiamenti climatici sono legati soltanto ai combustibili fossili e ai trasporti. Se però pensiamo che gli allevamenti intensivi contribuiscono di più del complessivo settore dei trasporti, qualcuno mi dovrebbe spiegare perché li continuiamo a finanziare con soldi pubblici&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sarà anche Giulia Innocenzi, attivista, giornalista televisiva e autrice, tra gli ospiti della<strong> 33^ edizione dei Colloqui di Dobbiaco,</strong> laboratorio d&#8217;idee per una svolta ecologica che tornerà da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre nel centro altoatesino.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno a Dobbiaco <strong>si parlerà del ruolo dell&#8217;etica animale nel dibattito sulla sostenibilità</strong>, indagando le violente contraddizioni nel rapporto che intercorre fra uomini e animali: coccoliamo i nostri animali domestici, ma mettiamo le bistecche sulla griglia per cena; guardiamo fantastici film sulla natura, ma sappiamo che la maggior parte degli animali da fattoria conduce una vita miserabile fino a quando non finisce nei nostri piatti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Non ci può essere una vita dignitosa per un animale in un allevamento intensivo. Questo modello</em> – <strong>prosegue la giornalista</strong> – <em>dobbiamo lasciarcelo alle spalle. Soprattutto oggi, quando stiamo parlando di abbassare le temperature nelle case a 20-19°C e spegnere il riscaldamento negli uffici pubblici. Nessuno sta menzionando gli allevamenti intensivi, dove si utilizzano risorse alimentari che potrebbero essere destinate agli umani, invece di essere convertite dagli animali in modo molto inefficiente in proteine per la nostra alimentazione. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si tratta di una dispersione enorme. Pensiamo, per esempio, alla siccità che abbiamo sofferto quest&#8217;estate: gli allevamenti intensivi sono tra i più grandi utilizzatori di acqua e nessuno dice niente&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Olanda il governo ha deciso di ridurre di circa il 25% gli allevamenti intensivi</strong>, &#8220;<em>e questo, ovviamente, ha scatenato proteste enormi da parte degli allevatori, ma è quello che va fatto e dobbiamo cominciare a raccontarlo ai cittadini. Invece continuiamo a elargire fondi pubblici agli allevatori che oggi sono in crisi. Purtroppo, questo modello non può andare avanti e bisogna cominciare a raccontare la realtà, sia per il bene degli animali che per il nostro bene e per quello del pianeta</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mettere in discussione quello che è sui nostri piatti, conclude Innocenzi</strong> <em>&#8220;è però la cosa più difficile, perché il cibo è legato alle nostre tradizioni. Qualche anno fa, quando Greta Thumberg è salita agli onori delle cronache, il fatto che fosse vegana venne raccontato con ironia, mentre venne preso sul serio il fatto che non viaggiava in aereo. Tra tutte le cose mi sembra invece quella più seria, e soprattutto la più fattibile per chiunque di noi&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Colloqui di Dobbiaco 2022. Il programma</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ai Colloqui di Dobbiaco interverrà anche Martin Lintner, docente di teologia morale e spirituale allo Studio teologico accademico di Bressanone, che presenterà il suo appello per un&#8217;etica della convivenza tra uomini e animali, coabitanti dell&#8217;unica terra, in una prospettiva cristiana. Lo scrittore e drammaturgo tedesco Fabian Scheidler analizzerà il &#8220;<em>mistero</em>&#8221; degli animali, Ludwig Huber, zoologo e biologo cognitivo comparato presso l&#8217;Università di Medicina Veterinaria di Vienna, approfondirà i punti in comune tra gli animali intelligenti, mentre con Tanja Busse, autrice e giornalista, si rifletterà sull&#8217;impatto dell&#8217;alimentazione e del consumo di carne sulla salute del pianeta. Infine, si parlerà anche di caccia – sostenibile? – con il presidente dell&#8217;Associazione Cacciatori dell&#8217;Alto Adige Günther Rabensteiner e, tra gli altri, con Daniel Felderer, blogger vegano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-238526" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Giulia-Innocenzi-Ph.-Tobia-Faverio-712x1024.jpeg" alt="" width="712" height="1024" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Giulia-Innocenzi-Ph.-Tobia-Faverio-712x1024.jpeg 712w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Giulia-Innocenzi-Ph.-Tobia-Faverio-209x300.jpeg 209w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Giulia-Innocenzi-Ph.-Tobia-Faverio-768x1105.jpeg 768w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Giulia-Innocenzi-Ph.-Tobia-Faverio.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-238527" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Ludwig-Huber-2.jpeg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Ludwig-Huber-2.jpeg 800w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Ludwig-Huber-2-300x225.jpeg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Ludwig-Huber-2-768x576.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-238528" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Tanja-Busse.jpeg" alt="" width="800" height="657" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Tanja-Busse.jpeg 800w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Tanja-Busse-300x246.jpeg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2022/09/Tanja-Busse-768x631.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La carne in Alto Adige, i Verdi: &#8220;Solo l&#8217;1% è prodotto locale&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/la-carne-in-alto-adige-i-verdi-solo-l1-e-prodotto-locale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 09:17:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Brigitte foppa]]></category>
		<category><![CDATA[carne in Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi dell'Alto Adige]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/image001-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/image001-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/image001-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />La provenienza del nostro cibo e della nostra carne interessa sempre più persone. Anche se il consumo consapevole, vegetarismo e veganismo sono in aumento, in Alto Adige viene ancora consumata e soprattutto lavorata moltissima carne. &#8220;Questo è problematico per diverse ragioni &#8211; affermano i Verdi dell&#8217;Alto Adige &#8211; . Il consumo di carne è uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/image001-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/image001-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/10/image001-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">La provenienza del nostro cibo e della nostra carne interessa sempre più persone. Anche se il consumo consapevole, vegetarismo e veganismo sono in aumento, in Alto Adige viene ancora <strong>consumata e soprattutto lavorata moltissima carne.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Questo è problematico per diverse ragioni</em> &#8211; affermano i <strong>Verdi dell&#8217;Alto Adige</strong> &#8211; . <em>Il consumo di carne è uno dei principali motori del <strong>riscaldamento globale</strong>, nella stessa dimensione della mobilità globale. L&#8217;impatto ambientale dovuto agli escrementi, ai gas, alla produzione di mangime, ecc. è enorme. Gli allevamenti di massa e i trasporti in tutto il mondo provocano <strong>sofferenze atroci agli animali</strong> e tendiamo a chiudere un occhio di fronte a questo. Anche noi in Alto Adige</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Abbiamo quindi bisogno di dati per aprire un dibattito obiettivo a livello locale</em> &#8211; dice la consigliera dei Verdi <strong>Brigitte Foppa</strong> &#8211; . <em>Volentieri pensiamo che siamo un&#8217;isola felice e che la carne che si mangia in Alto Adige viene anche dall&#8217;Alto Adige. Purtroppo, questa è un&#8217;idea completamente falsa</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco alcune cifre prendendo carne di maiale come esempio (con anno di riferimento 2019). </strong>Le cifre dell&#8217;import sono impressionanti (vedasi le interrogazioni del Gruppo Verde <a href="http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_627367.pdf">17-10-21</a> e <a href="http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_627369.pdf">18-10-21</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Maiali che vivono in Alto Adige: <strong>9.267</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Maiali macellati in Alto Adige: <strong>6.740</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo corrisponde a: <strong>674.000 kg (674 t)</strong> di carne di maiale utilizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>72.295.987 kg (2019)</strong> di carne di maiale vengono importati dall&#8217;estero. Questo significa che ogni anno <strong>723.000 maiali</strong> (morti) arrivano in Alto Adige. Questo equivale a <strong>1,5 maiale per ogni Alto Atesino/a!</strong> I maiali vengono lavorati qui (per esempio in <strong>7,5 milioni baffe intere di Speck</strong>). Mettendo in fila tutti questi maiali uno dietro l&#8217;altro, la catena si estenderebbe dal Brennero a Bari.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Significa anche che il 99% della carne di maiale che viene mangiata e lavorata in Alto Adige proviene dall&#8217;estero. A questa cifra si dovrebbe ancora sommare la carne importata da altre regioni italiane che non viene registrata. Quando si parla di km zero dobbiamo prendere atto che <strong>il maiale locale in Alto Adige (quasi) non esiste</strong></em>&#8220;, così il Gruppo Verde.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Bisogna essere onesti. Dietro la bella immagine di maiali allevati all&#8217;aperto si nasconde un&#8217;altra verità: <strong>migliaia di animali provenienti da allevamenti di massa in Germania o nei Paesi Bassi</strong> (dove vengono trattati come merci industriali) e portati al macello in trasporti spesso tortuosi. L&#8217;Alto Adige fa parte di questo meccanismo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per il clima non esiste Ferragosto, Verdi: &#8220;Anche l&#8217;Alto Adige ha bisogno di nuove strategie&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/per-il-clima-non-esiste-ferragosto-verdi-anche-lalto-adige-ha-bisogno-di-nuove-strategie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2021 07:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[nuove strategie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto dell'IPCC]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/shutterstock_415745371-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/shutterstock_415745371-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/shutterstock_415745371-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Di recente è stata pubblicata la prima parte del sesto rapporto dell&#8217;IPCC. La prognosi per il futuro è ancora più fosca del previsto. Il riscaldamento globale procederà a velocità vertiginosa e gli effetti della catastrofe climatica saranno immensi e schiaccianti. &#8220;Per quanto brutta sia questa notizia, non deve paralizzarci, ma deve motivarci a procedere verso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/shutterstock_415745371-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/shutterstock_415745371-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2021/08/shutterstock_415745371-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Di recente è stata pubblicata la prima parte del sesto <strong>rapporto dell&#8217;IPCC</strong>. La prognosi per il futuro è ancora più fosca del previsto. Il <strong>riscaldamento globale</strong> procederà a velocità vertiginosa e gli effetti della <strong>catastrofe climatica</strong> saranno immensi e schiaccianti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Per quanto brutta sia questa notizia, non deve paralizzarci, ma deve motivarci a procedere verso azioni immediate</em>&#8221; sostengono i consiglieri provinciali Verdi <strong>Foppa, Dello Sbarba e Staffler</strong>. &#8220;<em>Soprattutto quest&#8217;estate, con l&#8217;escalation di situazioni estreme anche in Europa, tutti stanno diventando consapevoli della gravità della situazione. Sono stati fatti</em> &#8211; e alcuni sono ancora in corso – <em>dei tentativi di ridurre il riscaldamento globale a dimensioni meramente economiche o ecologiche o addirittura di negarlo. La posta in gioco però è la sopravvivenza del pianeta e delle persone che lo abitano</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La catastrofe climatica è dipinta nel rapporto come una crisi totale. Questa visione richiede anche approcci complessi per affrontare la crisi. <strong>Appelli alla sostenibilità</strong> impacchettati in maniera soft sono purtroppo slogan semplicistici e privi di efficacia se non sono accompagnati da chiare istruzioni e scadenze. &#8220;<em>È proprio in questa prospettiva che qualche tempo fa abbiamo criticato il documento strategico di sviluppo sostenibile della Giunta</em>&#8220;, ribadiscono i Consiglieri provinciali Verdi. &#8220;<em>Si limita a un cauto <strong>aggiornamento del piano per il clima</strong>. Ma ricordiamo anche che l&#8217;attuale piano per il clima risale al 2011. Dieci anni, 8 dei quali sotto il Presidente Kompatscher, sono, ripetiamo, eoni di opportunità perse nella tutela del clima</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Alto Adige ha la stessa impronta di CO2 di tutti le altre regioni confinanti (perché dovrebbe essere minore?). In media,<strong> ogni persona che vive in Alto Adige emette poco meno di 7,4 tonnellate di CO2 all&#8217;anno. Entro il 2050, queste emissioni pro-capite dovrebbero essere ridotte a 1,5 tonnellate</strong>. Un obiettivo che richiede misure e sforzi che si preferisce non nominare. Quali strategie ha la provincia per raggiungere questo obiettivo? Gli abitanti dell&#8217;Alto Adige sanno che le loro emissioni di CO2 devono essere ridotte di 4/5? Come deve cambiare la vita delle persone? L&#8217;impressione è che l&#8217;Alto Adige non abbia ancora affrontato veramente la discussione sul clima. Ma sarà necessario farlo in fretta e sarà probabilmente anche doloroso.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Abitare, cibo, mobilità sono le aree tematiche del triangolo con cui si fa o non si fa la protezione del clima. Per queste aree strategiche, le generazioni future si aspettano<strong> chiare linee guida per il cambiamento</strong>. Altrimenti la futuribilità, l&#8217;intenzione di rendere il mondo a misura di nipoti e di future generazioni, rimarrà una parola bella ma vuota. Chiediamo alla Giunta provinciale di convocare al più presto un vertice sulle strategie climatiche con tutti i partner economici e sociali. La notevole consapevolezza sul problema che porta con sé il presidente di Assoimprenditori, per esempio, deve essere ampiamente ancorata. Un dibattito d&#8217;attualità, che i Verdi chiederanno in Consiglio provinciale quest&#8217;autunno, dovrebbe servire anche a questo scopo. Il tempo scorre veloce e non c&#8217;è tempo da perdere</em>&#8220;, concludono i consiglieri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>A Don Bosco tornano le proiezioni di documentari: “L’Alto Adige sotto una coltre di ghiaccio – Sulle tracce dell’ultima glaciazione”</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/a-don-bosco-tornano-le-proiezioni-di-documentari-lalto-adige-sotto-una-coltre-di-ghiaccio-sulle-tracce-dellultima-glaciazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2020 16:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[attività di monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[comunità scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[documentari]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni]]></category>
		<category><![CDATA[quartiere Don Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro dei ghiacciai]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.19.11-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.19.11-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.19.11-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Riprendono le proiezioni di documentari che, dal 2017, il Consiglio di Quartiere Don Bosco, in collaborazione col Cedocs, ha proposto a più riprese all’interno della sala polifunzionale Ortles di piazzetta Anne Frank. Tema della serata di martedì 18 febbraio (con inizio a partire dalle ore 20.15) sarà il progressivo ritiro dei ghiacciai che sta affliggendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.19.11-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.19.11-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.19.11-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Riprendono le <strong>proiezioni di documentari</strong> che, dal 2017, il <strong>Consiglio di Quartiere Don Bosco</strong>, in collaborazione col Cedocs, ha proposto a più riprese all’interno della sala polifunzionale Ortles di piazzetta Anne Frank. Tema della serata di <strong>martedì 18 febbraio</strong> (con inizio a partire dalle ore 20.15) sarà il progressivo ritiro dei ghiacciai che sta affliggendo anche il territorio altoatesino.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il Consiglio di Quartiere: “<em>In un periodo in cui il tema del <strong>riscaldamento globale</strong> e dei suoi effetti ha varcato le soglie della sola <strong>comunità scientifica</strong> conquistando sempre più spazio all’interno del dibattito pubblico, ci sembrava necessario accendere i riflettori sul tema anche all’interno del quartiere, dove, caso vuole, vi sono alcune vie intitolate proprio a montagne che stanno soffrendo l’avanzata di tale fenomeno. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il <strong>ritiro dei ghiaccia</strong>i infatti non è una problematica che riguarda solo le popolazioni di montagna o gli addetti ai lavori, ma che potrà avere un impatto a cascata su vaste aree del territorio, anche a fondovalle e in città</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-186094 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.27.53-199x300.png" alt="" width="199" height="300" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.27.53-199x300.png 199w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.27.53-681x1024.png 681w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-15-alle-17.27.53.png 760w" sizes="auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px" /></p>
<p style="text-align: justify;">La serata prenderà il via con la proiezione del filmato “<em>L’Alto Adige sotto una coltre di ghiaccio – Sulle tracce dell’ultima glaciazione</em>”, prodotto nel 2012 dal <strong>Museo di Scienze Naturali</strong> e che ripercorre le fasi alterne di avanzata e ritiro dei ghiacciai sull’arco alpino verificatesi dopo<strong> l’ultima grande era glaciale</strong> di 25.000 anni fa.</p>
<p>A seguire interverranno l’Ing. Roberto Dinale, Direttore dell’Ufficio Idrologia e dighe dell’Agenzia per la protezione civile, che, tra le altre, ha curato l’esposizione fotografica “<em>Goodbye glaciers</em>”, recentemente ospitata anche a Bolzano, e il Dott. Pietro Bruschi, Responsabile del Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige.</p>
<p style="text-align: justify;">I due esperti illustreranno i cambiamenti in corso sui ghiacciai delle nostre montagne e le <strong>attività di monitoraggio</strong> ad essi connesse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cambiamento climatico: Merano ha un piano</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/cambiamento-climatico-merano-ha-un-piano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 06:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Merano]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[comune di merano]]></category>
		<category><![CDATA[ondate di calore]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Meteorologica Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
		<category><![CDATA[zanzara tigre]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-300x300.png 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Il Comune di Merano ha integrato la propria politica di protezione del clima con una strategia per affrontare gli effetti del riscaldamento globale. Il 16 gennaio si terrà un incontro dei cittadini su questo tema. Il piano, con il nome un po&#8217; ingombrante di &#8220;Piano d&#8217;azione per l&#8217;energia sostenibile e il clima&#8221; (SECAP), è stato presentato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-150x150.png 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-300x300.png 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2020/01/imm-1-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p class="p1" style="text-align: justify;">Il <strong>Comune di Merano</strong> ha integrato la propria <strong>politica di protezione del clima</strong> con una strategia per affrontare gli effetti del <strong>riscaldamento globale</strong>. Il 16 gennaio si terrà un incontro dei cittadini su questo tema.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Il piano, con il nome un po&#8217; ingombrante di <span class="s1">&#8220;<strong>P<em>iano d&#8217;azione per l&#8217;energia sostenibile e il clima</em></strong>&#8221; (SECAP)</span>, è stato presentato lo scorso 8 di gennaio da Madeleine Rohrer, assessora all&#8217;ambiente, e da Marc Zebisch di Eurac Research.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Merano è uno dei primi comuni dell&#8217;Alto Adige, che si occupa del tema relativamente nuovo dell&#8217;adattamento al clima in un ampio spettro di settori.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">In futuro gli effetti del <strong>cambiamento climatico</strong> saranno ancora più evidenti. &#8220;<em>Se a livello globale non verranno attuate misure massicce di mitigazione del clima, secondo le nostre valutazioni a Merano, entro la fine del secolo si prevede un ulteriore riscaldamento fino a ca. 4,5 °C in estate e ca. 3,5 °C in inverno</em>&#8220;. Così dice Marc Zebisch.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">È inoltre prevedibile che eventi estremi come <strong>ondate di calore e siccità</strong> diventeranno più frequenti e che le piogge saranno ancora più intense.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il cambiamento climatico è una sfida che dobbiamo affrontare. I suoi effetti riguardano tutti noi, quindi dobbiamo mobilitarci insieme. Altrettanto importanti rimangono gli sforzi per limitare le emissioni di CO<sub>2</sub>, in modo che le conseguenze non peggiorino ulteriormente. La mitigazione del cambiamento climatico e l&#8217;adattamento ad esso sono quindi complementari e indivisibili</em>&#8220;, ha sottolineato il sindaco Paul Rösch.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il nostro obiettivo è quello di valutare accuratamente gli effetti del cambiamento climatico sulla vita a Merano. In questo modo possiamo informare i cittadini e i visitatori sui pericoli climatici e adattarci ai rischi che ne conseguono. Perché solo così Merano può rimanere una città degna di essere vissuta dal punto di vista ecologico, economico e sociale, nonostante il cambiamento climatico</em>&#8220;, ha affermato Rohrer.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><b>Anche Merano sente gli effetti del cambiamento climatico</b></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Organizzazione Meteorologica Mondiale</strong> (OMM) ha recentemente annunciato che la temperatura media per gli anni dal 2010 al 2019 è stata più alta che mai dall&#8217;inizio delle misurazioni. La concentrazione di CO<sub>2</sub> nell&#8217;atmosfera ha raggiunto un nuovo picco. Anche in Alto Adige il 2019 passerà alla storia del tempo come un anno con temperature superiori alla media: esse sono state da uno a un grado e mezzo al di sopra delle medie a lungo termine.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Le conseguenze del cambiamento climatico si fanno sentire anche a Merano.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Per questo il Comune di Merano ha lavorato più di un anno ad una <strong>strategia di adattamento</strong>. In numerose discussioni e workshops, 70 esperti del settore hanno individuato gli effetti del cambiamento climatico a Merano, ne hanno analizzato l&#8217;importanza per la città e hanno elaborato misure di adattamento.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sono stati valutati diversi rischi e fonti di pericolo per ridurre al minimo i danni futuri alla città e ai suoi abitanti.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><b>Calore, siccità, precipitazioni estreme</b></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">I <strong>principali pericoli climatici</strong> per Merano sono l&#8217;aumento delle temperature ambiente, della siccità e l&#8217;aumento di eventi meteorologici estremi, come tempeste e precipitazioni intense.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sono stati formulati tre obiettivi principali:</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">&#8211; In primo luogo <strong>ridurre il carico termico nelle aree urbane</strong>. Soprattutto nel centro della città vi sono ampie aree asfaltate e facciate di edifici che immagazzinano e rilasciano calore.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Periodi prolungati a temperature elevate risultano particolarmente pericolosi per i bambini e per le persone più sensibili.<br />
Una mappa del calore deve essere elaborata per identificare e intervenire in modo specifico sulle isole di calore in città.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">&#8211; In secondo luogo, la popolazione deve essere meglio supportata durante i periodi caldi e resa <strong>consapevole dei pericoli esistenti</strong>, anche a livello di quartiere. La sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica è uno dei compiti più urgenti.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Solo chi sa cosa sta succedendo nella propria città e nell&#8217;ambiente che lo circonda può capire le decisioni e <strong>agire di conseguenza</strong>.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Un esempio di misura piccola, ma molto concreta, è l&#8217;utilizzo di personale del Comune per aumentare il controllo e le <span class="s1">misure di prevenzione contro la <strong>zanzara tigre</strong></span>.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">&#8211; In terzo luogo, sono necessarie misure per <strong>ridurre il rischio di inondazioni</strong>. Il sistema di canali storici nell&#8217;area urbana non è più adatto alla situazione attuale e deve essere ammodernato.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">La città di Merano è attraversata da una fitta rete di canali, parzialmente sotterranei. La manutenzione e il controllo di questi canali vanno coordinati fra vari attori e referenti (Consorzi, Comune, Provincia). E’ inoltre necessario <strong>creare delle aree di ritenzione idrica</strong>, che possono essere temporaneamente allagate in caso di forti piogge.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">In totale sono state elaborate 19 misure per i sette settori seguenti: agricoltura e silvicoltura, salute, turismo, ambiente e biodiversità, acqua, edifici/utilizzo del territorio/trasporti/ protezione civile ed energia.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Sono stati coinvolti nell&#8217;elaborazione del Piano numerosi collaboratori del Comune e dell’Amministrazione provinciale, di Merano 2000, dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, dell’Azienda Servizi Municipalizzati, della Fondazione Pitsch e del Distretto sociale, dell’Ospedale e dell’Azienda di Soggiorno; inoltre hanno collaborato numerosi gruppi d&#8217;interesse, come il Bauernbund o l’Istituto Nazionale dell&#8217;Urbanistica, organizzazioni come l’Agenzia CasaClima, i Vigili del Fuoco, il soccorso alpino.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">La strategia di 100 pagine comprende anche il contributo del <span class="s1"><strong>Parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi</strong> (YPAC), che si è impegnato sullo stesso argomento nel marzo 2019 a Merano</span>.</p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><b>Incontro con i cittadini il 16 gennaio</b></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Il 16 gennaio 2020 la <strong>strategia di adattamento</strong> sarà presentata al pubblico nella Sala Civica in via Otto Huber, con inizio alle ore 20.00.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni e documenti sulla politica di protezione del clima del Comune di Merano sono disponibili <span class="s1">sul sito web del Comune di Merano</span>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cubo clima in Piazza Magnago, campagna sul CO2</title>
		<link>https://www.lavocedibolzano.it/cubo-clima-in-piazza-magnago-campagna-sul-co2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 06:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia CasaClima]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[campagna di sensibilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[codice QR]]></category>
		<category><![CDATA[Cubo clima]]></category>
		<category><![CDATA[gas serra]]></category>
		<category><![CDATA[piazza magnago]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" />Un cubo CO2 gigantesco, della misura di 8 metri circa, al centro della piazza Silvius Magnago a Bolzano. Non si tratta di un’iniziativa per i turisti legata all’imminente arrivo del Natale, bensì di una campagna di sensibilizzazione, ideata dall’Agenzia Casaclima, per mostrare da vicino il volume di una tonnellata di gas serra dannoso per il clima. L’arte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-150x150.jpg 150w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-300x300.jpg 300w, https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm-107-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p style="text-align: justify;">Un <strong>cubo CO2</strong> gigantesco, della misura di 8 metri circa, al centro della piazza Silvius Magnago a Bolzano.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta di un’iniziativa per i turisti legata all’imminente arrivo del Natale, bensì di una<strong> campagna di sensibilizzazione</strong>, ideata dall’<strong>Agenzia Casaclima</strong>, per mostrare da vicino il volume di una tonnellata di gas serra dannoso per il clima.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arte contemporanea prende dunque spunto per affrontare la delicata tematica del <strong>riscaldamento globale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dimensioni della struttura mobile, infatti, rappresentano l’equivalente di una tonnellata di <strong>anidride carbonica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cubo rimarrà installato fino a venerdì 29 novembre e vuole rappresentare una forte azione dimostrativa legata al tema del CO2, il <strong>gas serra</strong> più impattante per il clima, con oltre 37 miliardi di tonnellate emesse in tutto il mondo nel 2018, il 2,7% in più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-179736 alignleft" src="https://www.lavocedibolzano.it/wp-content/uploads/2019/11/imm2-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Il cambiamento climatico riguarda tutti noi</em> &#8211; ha sottolineato il presidente <strong>Arno Kompatscher</strong> &#8211; <em>e dobbiamo intervenire subito modificando il nostro stile di vita. Ciò non significa, però, ridurre la qualità di vita, bensì migliorarla</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pannelli per misurare la propria impronta di CO2</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Accanto al cubo esposto saranno sistemati due pannelli statici, con il <strong>codice QR</strong> da scaricare sul proprio telefono cellulare, per permettere ai visitatori di calcolare, in autonomia, la propria <strong>impronta di CO2</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>In media, ogni altoatesino emette poco meno di 7,4 tonnellate di CO2 all&#8217;anno, ma solo pochissimi di noi possono davvero pensarlo, perché la CO2 è incolore e inodore e sfugge alla percezione sensoriale diretta</em> – spiega il direttore generale dell&#8217;Agenzia CasaClima <strong>Ulrich Santa</strong> &#8211; <em>vogliamo rendere la nostra impronta di carbonio più tangibile e più consapevole, nonché le possibilità di azione che ci vengono offerte quotidianamente</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contributo di tutti alla tutela del clima</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’appello alla popolazione e ai curiosi che potranno ammirare questo gigantesco cubo è chiaro: provare a mutare il proprio comportamento e le abitudini di tutti i giorni per diminuire i bisogni energetici e le loro emissioni, dovuti alla soddisfazione e al comportamento di consumo sempre più dispendioso in termini di risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Attualmente stiamo ridisegnando il nostro <strong>piano per il clima</strong> con l&#8217;obiettivo ambizioso di ridurre le emissioni di CO2 a meno di 1,5 tonnellate l’anno entro il 2050</em> &#8211; spiega l’assessore <strong>Giuliano Vettorato</strong> – <em>anche un’azione come questa deve portare le persone sulla strada verso il <strong>KlimaLand Alto Adige</strong>: ognuno di noi può dare un contributo non trascurabile alla protezione del clima mettendo in discussione criticamente il proprio comportamento di consumatore</em>&#8220;.</p>
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