Alto Adige
Grosso giro di fatture false, sequestrati 1,3 milioni a tre aziende dalla GdF di Bolzano
La Guardia di Finanza di Bolzano, nelle scorse settimane, ha sottoposto a sequestro disponibilità finanziarie pari a 1.300.000 euro, giacenti su conti correnti intestati a tre società appartenenti allo stesso gruppo aziendale, attive nel commercio di prodotti petroliferi.
Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica di Bolzano, è il risultato di una complessa indagine di polizia giudiziaria scaturita da una verifica fiscale avviata dalle Fiamme Gialle nei confronti di una delle tre società coinvolte, con sede a Bolzano.
Gli accertamenti fiscali hanno permesso di smascherare un elaborato sistema truffaldino, attuato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture false, confluite nella contabilità della società sottoposta a verifica e delle altre due aziende ad essa collegate, ubicate in Veneto.
Questo artificioso e complesso scambio di fatture false avveniva, solo apparentemente, tra aziende tra loro diverse. In realtà, le compagini societarie erano riconducibili a una sola persona (ultranovantenne) originaria di Belluno, che le gestiva, di fatto, per il tramite della figlia, anch’essa di Belluno.
La frode, realizzata mediante vari “trucchi”, quali ad esempio la falsificazione dei documenti o l’indicazione, nei libri contabili, di corrispettivi di vendita e di IVA per importi inferiori a quelli effettivi, ha consentito addirittura di far emergere crediti tributari in capo alle società, che, tramite il meccanismo della compensazione, venivano utilizzati per pagare altre imposte.
Il vorticoso giro di fatture false, secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bolzano, ha generato un’evasione all’IVA pari a 1.400.000 di euro, con la conseguente segnalazione alla Procura della Repubblica di sei persone (tre della provincia di Belluno e tre della provincia di Padova), ritenute responsabili, in concorso fra loro, dei reati “dichiarazione fraudolenta” e di “emissione di fatture per operazioni inesistenti”.
Il G.I.P. del Tribunale di Bolzano, condividendo il quadro probatorio ricostruito dai Finanzieri, ha quindi emesso il decreto di sequestro preventivo che ha portato a sequestrare, presso vari istituti bancari del nord Italia, le suddette somme di denaro, che costituiscono il profitto dei reati contestati.
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