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Esplosione a Calenzano: trovato il corpo dell’ultimo disperso, le vittime salgono a 5

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È stato recuperato il corpo dell’ultima persona dispersa nell’esplosione del deposito Eni di Calenzano, avvenuta ieri. Con questo ritrovamento, il bilancio delle vittime sale tragicamente a cinque. (QUI link)

In mattinata erano già stati individuati due corpi nella zona della pensilina dell’area di carico, mentre proseguono le indagini per accertare le cause dell’incidente.

I feriti non gravi, trasportati ieri agli ospedali di Careggi e Prato, sono stati tutti dimessi o stanno per essere dimessi, riporta l’ansa.

Rimangono ricoverati in condizioni critiche tre pazienti: due nel centro grandi ustionati di Pisa e uno in terapia subintensiva a Careggi. Complessivamente, tra i soccorsi del 118 e chi si è recato autonomamente in ospedale, sono state curate almeno 27 persone per ferite o lesioni minori.

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha sottolineato la gravità della tragedia, evidenziando il rischio di conseguenze ancora più devastanti a causa della presenza di 20 cisterne di carburante nell’area. Il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, e il sottosegretario agli Interni, Emanuele Prisco, hanno effettuato un sopralluogo nel deposito per seguire gli sviluppi delle indagini.

A Livorno, davanti alla raffineria Eni, circa 500 lavoratori si sono riuniti per uno sciopero e un’assemblea indetta da Fim, Fiom, Uilm e il Coordinamento Rsu dell’indotto.

Durante il presidio, i sindacati hanno espresso dolore per le vittime e rabbia per la mancanza di sicurezza sul lavoro: “Non si può morire lavorando”, hanno dichiarato, definendo l’accaduto una “guerra silenziosa” che spesso attira attenzione solo dopo tragedie come questa.

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