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Bolzano

Tragedia senza colpe: la morte del piccolo Muhammad fu un incidente

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Una tragedia sconvolgente, ma senza colpevoli. Si è conclusa con una richiesta di archiviazione l’indagine sulla morte del piccolo Muhammad Hussain, il bambino di tre anni deceduto il 26 dicembre 2024 dopo essere stato ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale di Bolzano.

Tutto ha avuto inizio il 23 dicembre, quando i Carabinieri sono intervenuti presso l’abitazione della famiglia del minore per un incidente domestico. Le condizioni del piccolo apparivano subito critiche, tanto da richiederne il trasferimento immediato nel reparto di terapia intensiva. I medici avevano riscontrato lesioni multiple, alcune delle quali precedenti a quelle alla testa, e incompatibili – secondo i primi riscontri – con una semplice caduta accidentale. “Verosimilmente provocate da percosse e maltrattamenti”, era stato il giudizio iniziale del personale sanitario, che ha fatto scattare un’indagine approfondita.

In un clima di forte tensione emotiva, la madre – presente al momento dell’incidente – era stata iscritta nel registro degli indagati. Sono stati ascoltati parenti, vicini di casa, insegnanti e medici che avevano avuto in cura il bambino, ma nessuno ha riferito elementi sospetti o riconducibili a situazioni di abuso.

Il 30 dicembre è stato effettuato l’esame autoptico, alla presenza anche dei consulenti della difesa. La relazione preliminare, redatta il 2 gennaio 2025, ha indicato come causa del decesso “un grave traumatismo cranio-encefalico con ampio sanguinamento sottodurale”, escludendo l’ipotesi di “una morte avvenuta per asfissia meccanica violenta”.

Le conferme decisive sono arrivate ad aprile 2025, quando il patologo forense incaricato dalla procura ha depositato una dettagliata relazione. Secondo quanto emerso, il piccolo Muhammad è morto a causa delle “conseguenze fisiopatologiche terminali di un gravissimo traumatismo contusivo cranio-encefalico”, provocato da un impatto violento che ha causato un’estesa emorragia cerebrale, portando infine alla morte encefalica.

L’analisi medico-legale ha chiarito anche la dinamica dell’evento: “Compatibile con un impatto ad alta energia della fronte contro superfici rigide, seguito da una caduta all’indietro con impatto della nuca al suolo”. Le altre lesioni presenti sul corpo del bambino sono risultate in gran parte iatrogene, ovvero causate dagli interventi di emergenza, mentre i segni residui erano di lieve entità e compatibili con normali giochi infantili. Nessun indizio, dunque, di maltrattamenti o violenze.

Alla luce dei risultati dell’autopsia, delle testimonianze raccolte e degli accertamenti tecnici, la procura ha escluso ogni responsabilità penale. Non è stato ravvisato alcun elemento che indichi maltrattamenti, né colpe imputabili alla madre o ad altri familiari. La notizia di reato è stata ritenuta infondata e la richiesta di archiviazione è stata formalmente presentata.

Una vita spezzata da un tragico incidente, che ha lasciato dietro di sé dolore, sospetti e un’indagine profonda, ma che non ha rivelato alcun crimine.

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