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Bolzano, il lido chiude per maltempo: protestano gli abbonati

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A Bolzano torna a far discutere la gestione del Lido comunale, che anche quest’estate si trova al centro di polemiche e malumori da parte degli utenti. Tre giorni di chiusura su sei a causa del maltempo, con condizioni meteorologiche che, secondo i frequentatori, non giustificherebbero una simile interruzione del servizio. A sollevare la questione è un gruppo di abbonati che, con una serie di lettere inviate alla redazione, lamentano una gestione che definiscono “miope e poco attenta alle esigenze dei cittadini”.

“Oggi altra giornata di chiusura del Lido di Bolzano per maltempo, tre giorni su sei (tre nuvolette col sole)”, scrive uno degli utenti in una delle lettere. Quel “tre nuvolette col sole” diventa emblema di un malcontento più ampio, che non riguarda solo la chiusura temporanea della struttura ma anche la mancanza di alternative valide per chi desidera nuotare, anche in condizioni atmosferiche non ideali.

Gli abbonamenti, pagati a partire da maggio, non prevedono alcuna compensazione per i giorni di chiusura, e questo alimenta la frustrazione di chi avrebbe diritto – secondo molti – ad accedere agli impianti anche in caso di pioggia. Gli utenti si chiedono perché non venga presa in considerazione la riapertura della piscina coperta, “come avveniva qualche anno or sono”, almeno nei giorni in cui il tempo non consente l’utilizzo delle vasche all’aperto.

Una proposta che non appare irragionevole, soprattutto considerando che durante l’estate non esiste alcuna piscina pubblica alternativa per i nuotatori amatoriali, che si trovano così privati di un servizio essenziale. L’amarezza cresce anche nel confronto con le amministrazioni precedenti, non certo esenti da critiche, ma che – secondo chi scrive – avevano almeno mantenuto attivo un presidio per gli appassionati del nuoto, anche nei mesi più caldi.

“Sembrerebbe difficile far peggio dell’amministrazione precedente, ma sembra che ce la stiano mettendo tutta”, conclude amaramente uno dei firmatari. Una frase che sintetizza il clima di delusione crescente tra i cittadini, che chiedono trasparenza, attenzione e una gestione più flessibile delle strutture comunali.

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