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Bolzano

Finestrino dell’auto rotto: cosa fare subito e come funziona la sostituzione del vetro laterale

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Torni al parcheggio e trovi il sedile coperto di piccoli pezzi di vetro. Il finestrino non c’è più. Può essere stato un tentativo di furto, un atto vandalico, un sasso schizzato da un tosaerba o, più banalmente, un alzacristallo che ha ceduto. In ogni caso la prima reazione è la stessa: e adesso?

Le cose da fare sono poche, ma l’ordine conta.

Prima di tutto: foto e, se serve, denuncia

Prima di toccare qualsiasi cosa, fate qualche foto all’auto, al vetro rotto e all’interno dell’abitacolo. Serviranno all’assicurazione, e a volte anche a voi per ricordare cosa c’era sul sedile.

Se si tratta di un furto o di un atto vandalico, la denuncia ai Carabinieri o alla Polizia è indispensabile. Senza denuncia la compagnia non rimborsa né il vetro né gli oggetti rubati, quando la polizza li copre. Conviene preparare un elenco preciso di cosa manca: documenti, dispositivi elettronici, chiavi di casa. Se tra gli oggetti rubati ci sono documenti con l’indirizzo e le chiavi, valutate seriamente di cambiare la serratura.

Come proteggere l’abitacolo nel frattempo

Il vetro laterale si frantuma in centinaia di pezzetti che finiscono ovunque: sotto i sedili, nelle guide, dentro i portaoggetti. Meglio rimuoverli con un aspirapolvere piuttosto che con le mani, anche se sono arrotondati e tagliano poco. Controllate anche la guarnizione in cima alla portiera, dove restano spesso incastrati.

Per chiudere l’apertura basta un telo di plastica spesso fissato con nastro adesivo da carrozzeria. Il nastro da imballaggio comune, lasciato al sole, può segnare la vernice quando lo si toglie. È una soluzione provvisoria: tiene fuori pioggia e neve per un giorno o due, non di più, e non scoraggia nessuno che voglia entrare. A Bolzano, tra autunno e inverno, lasciare l’auto aperta qualche notte con l’umidità che entra significa anche ritrovarsi vetri appannati e tappetini bagnati per settimane.

Si può guidare così? Per brevi tratti, con prudenza, sì. Il problema è la visibilità: se il vetro mancante è quello del conducente, il telo di plastica copre in parte la vista verso lo specchietto esterno, e i cambi di corsia diventano un azzardo. Il telo, inoltre, in velocità sbatte e tende a staccarsi. Meglio limitarsi al tragitto fino all’officina o fino a casa, evitando superstrade e tangenziali. Se l’auto è parcheggiata lontano e il meteo è brutto, a volte conviene lasciarla dov’è, ben coperta, e organizzarsi per la sostituzione il giorno dopo piuttosto che affrontare chilometri sotto la pioggia con un finestrino di plastica.

Perché il vetro laterale non si può riparare

Chi ha già riparato una scheggiatura sul parabrezza a volte chiede se si può fare lo stesso sul finestrino. Quasi sempre no, e il motivo sta nel tipo di vetro.

Il parabrezza è stratificato: due lastre con una pellicola in mezzo, che tiene insieme i frammenti. I finestrini laterali, nella maggior parte delle auto, sono invece in vetro temperato. È un vetro trattato termicamente per essere molto più resistente agli urti, ma quando cede si rompe tutto insieme, in tanti piccoli frammenti dai bordi smussati. È una scelta di sicurezza: in un incidente quei pezzi fanno molto meno male di schegge appuntite. Il rovescio della medaglia è che non resta niente da riparare.

Alcune auto più recenti, soprattutto di fascia alta, montano laterali stratificati per ridurre il rumore o rendere più difficile l’effrazione. In quel caso il vetro si crepa ma resta al suo posto. Anche qui, comunque, la soluzione è la sostituzione.

Come si svolge la sostituzione

Per un finestrino mobile, il lavoro segue più o meno sempre gli stessi passaggi. Si smonta il pannello interno della portiera, si tolgono tutti i frammenti rimasti dentro e si controlla il meccanismo dell’alzacristallo. Poi si monta il vetro nuovo, lo si fissa al meccanismo e si regola la corsa, in modo che chiuda bene contro le guarnizioni senza fischi né infiltrazioni.

La pulizia interna è la parte che fa la differenza tra un lavoro fatto bene e uno fatto in fretta. I pezzetti di vetro rimasti nella portiera, nel tempo, producono rumori fastidiosi a ogni buca e possono rovinare il motorino dell’alzacristallo.

Se il ricambio è disponibile, la sostituzione richiede in genere un paio d’ore. Per una spiegazione più dettagliata di tempi e modalità si può consultare la pagina sulla sostituzione dei vetri laterali dell’auto di un’officina specializzata in cristalli. I vetri fissi, come i piccoli deflettori posteriori, e il lunotto sono un discorso a parte: spesso sono incollati alla carrozzeria e richiedono più tempo.

Ricambio originale o equivalente?

Oltre ai vetri originali della casa automobilistica esistono ricambi equivalenti prodotti da altre aziende, di solito più economici. Un buon equivalente non ha nulla da invidiare all’originale, purché sia omologato. Il modo per verificarlo è guardare l’angolo del vetro: deve esserci il marchio di omologazione europeo, una E cerchiata seguita da un numero. Se manca, meglio lasciar perdere.

Cosa copre l’assicurazione

La garanzia cristalli, quando è inclusa nella polizza, copre di solito anche i finestrini laterali, oltre al parabrezza e al lunotto. Se il vetro è stato rotto durante un furto o un atto vandalico, il danno può rientrare anche in quelle garanzie, sempre con la denuncia. Franchigie e massimali variano molto da contratto a contratto, quindi vale la pena controllarli prima di autorizzare il lavoro.

Qualche abitudine per evitare che succeda

La maggior parte dei finestrini rotti per furto ha una causa semplice: qualcosa di visibile dentro l’auto. Una borsa sul sedile, uno zaino, anche solo il cavo del caricatore che fa pensare a un telefono nel cassetto. Lasciare l’abitacolo completamente vuoto è la protezione più efficace. Non è un’ipotesi di scuola: anche su queste pagine abbiamo raccontato di chi ha spaccato il finestrino di un’auto per rubare ed è stato incastrato da una dashcam.

D’inverno c’è un’ultima accortezza, che chi vive in Alto Adige impara presto. Quando la guarnizione è ghiacciata, il vetro resta incollato. Se si prova ad abbassarlo con forza, il motorino spinge contro il ghiaccio e può uscire dal binario o rompersi. Meglio aspettare qualche minuto che l’abitacolo si scaldi. Si parte un po’ più tardi, ma con il finestrino ancora al suo posto.

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