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Italia & Estero

Italia, Paese di mare ma non di nuotatori: solo il 57% sa nuotare in sicurezza

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E’ curioso come solo il 57% degli italiani sappia nuotare in sicurezza. Una percentuale bassa per un Italia che è una nazionale a vocazione balneare, ma il limite è dato dallo scarso numero di bambini e ragazzi che praticano il nuoto.

I numeri sono però importanti: 192 mila sono i pernottamenti in località di lago e di mare: il 42% del totale. La costa marina si sviluppa per 8 mila chilometri, ma contro il 57% di chi sa nuotare bene, c’è un 27,6% che lo sa fare in modo limitato e un 18,7% che proprio non sa nuotare. A prevalere sono i nuotatori occasionali: solo l’1,8% nuota almeno una volta a settimana, il 4,1% lo fa almeno una volta al mese, il 20,1% nuota alcune volte nel corso dell’anno, il 45,2% solo in occasione delle vacanze infine il 28,8% non nuota mai.

Si diceva dei pochi bambini che nuotano: il 42,8% ha imparato grazie all’insegnamento dei familiari o di amici, il 40,2% è stato autodidatta e solo il 13,1% ha frequentato un corso privato: il 9% da bambino ed il 4,1% da adulto. Interessante come sia il 3,9% ad aver imparato a nuotare nell’ambito scolastico anche se la scuola non si dimostra molto sensibile a questo proposito. Nel complesso la relazione con l’acqua è positiva ( il 43,4% lo considera un piacere, il 5,5 si dichiara appassionato) seppur il 24,4% si dichiari cauto, il 12,9% abbia paura ed il 5,8% sia indifferente.

Dall’indagine promossa da Federalberghi, emerge anche come il 57,1% si consideri a proprio agio solo se i piedi toccano il fondale, il 54,2% lo è in piscina, il 36,6% al fiume, il 36,5% al lago ed il 30,6% in barca o in gommone. Pur in contesto nel quale chi sa nuotare veramente bene è una minoranza, solo il 41,2% dei genitori controlla da vicino i figli minori quando entrano nel mare, nel lago o in piscina. Il 34,2% li sorvegliano a distanza, il 18,6% non lo ritiene necessario ed il 5,9% si affida alla sorveglianza di terzi.

A cura di Daniele Peretti

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