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Alto Adige

Soccorso alpino, occhio al ghiaccio in montagna e mai senza ramponcini

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Il Soccorso alpino lancia un nuovo allarme per le condizioni invernali in montagna, dove il ghiaccio rappresenta in queste settimane uno dei principali fattori di rischio.

La scarsa presenza di neve sta spingendo molti escursionisti a scegliere itinerari a piedi, ma sentieri e strade forestali possono trasformarsi facilmente in trappole scivolose, anche se appaiono semplici e familiari.

Il monito arriva dopo il tragico incidente avvenuto in valle Aurina, dove un turista lombardo di 53 anni ha perso la vita scivolando su una strada ghiacciata e precipitando per decine di metri. Episodi simili, sottolineano i tecnici del soccorso, dimostrano quanto una caduta apparentemente banale possa avere conseguenze gravissime su superfici gelate.

Secondo il presidente del Soccorso alpino del Cai Alto Adige, Alberto Covi, in assenza di neve compatta il ghiaccio resta spesso invisibile ma estremamente insidioso: una volta persa l’aderenza, fermarsi su un pendio può diventare impossibile. Anche di recente, in Val di Vizze, un escursionista è scivolato su un sentiero e si è salvato solo grazie alla presenza di un vecchio accumulo di neve.

A rendere il quadro ancora più critico sono le basse temperature – sotto i meno 10 gradi intorno ai 2.000 metri – e le giornate corte, che riducono il margine di sicurezza soprattutto per chi si muove da solo. Il consiglio degli esperti è chiaro: pianificare con attenzione, rientrare prima del buio e non rinunciare mai all’equipaggiamento adeguato.

In particolare, i ramponcini vengono indicati come uno strumento semplice ma fondamentale: costano poco, occupano poco spazio nello zaino e possono fare la differenza tra una gita sicura e un incidente grave. In montagna, ricordano dal Soccorso alpino, la prudenza resta la migliore forma di prevenzione.

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