Bressanone
Bosco ripariale di Bressanone, l’Svp respinge l’audizione
La trattazione in Consiglio provinciale della mozione del Team K “La strategia per la sostenibilità impone di preservare le foreste ripariali” era stata sospesa perché dalla maggioranza era giunta la proposta di un’audizione di un gruppo di esperti sul tema.
Oggi, in seconda commissione, l’Svp ha deciso di fare marcia indietro, con la motivazione di “non voler interferire in una procedura amministrativa del Comune di Bressanone ancora in corso”.
Il problema è noto: il disboscamento della foresta ripariale nella zona industriale di Bressanone. Dopo diversi tentativi nel Consiglio comunale brissinese, nel dicembre 2022 il Team K ha portato la questione in Consiglio provinciale e in quell’occasione Franz Ploner aveva fatto notare che nel gennaio 2020 il Comune di Bressanone aveva indicato il bosco come zona industriale, quando la legge provinciale sulla conservazione della natura vieta il disboscamento dei boschi ripariali.
Nella seduta del Consiglio provinciale del primo dicembre 2022, la mozione è stata trattata e sospesa con il consenso dell’assessora provinciale competente Maria Hochgruber Kuenzer. Franz Ploner aveva accettato la sospensione perché nella seconda commissione legislativa sarebbe stata proposta l’audizione di una commissione di esperti, per ottenere informazioni scientifiche e quindi oggettive.
Uno studio – scientificamente fondato – commissionato dal Comune di Bressanone, è stato citato in Consiglio provinciale da alcuni consiglieri Svp della valle Isarco, oltre che dal sindaco Brunner. Sebbene questo studio sia stato finanziato con i soldi dei contribuenti, ancora oggi non viene pubblicato con la scusa che sarebbe “per uso interno“.
“Il nuovo rifiuto a interrompere l’abbattimento del bosco ripariale dimostra ancora una volta che nella Svp di sostenibilità si parla solo, per poi spazzare via aree naturali per far posto a un’azienda. Discorso analogo si può fare per la costante promessa di trasparenza: non pubblicare studi finanziati con fondi pubblici è l’esatto contrario“, commenta il consigliere Franz Ploner.
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