Bolzano
Muser tornato dal Perù: dieci giorni tra missioni, povertà e progetti sostenuti dall’Alto Adige
“Di questo viaggio emozionante attraverso il Perù mi rimarranno impressi soprattutto i volti, le persone e le loro storie.” Questa l’immagine più potente con cui Ivo Muser, vescovo di Bolzano-Bressanone porta con sé i dieci giorni di viaggio in Perù da cui è tornato ieri.
Un viaggio percorrendo migliaia di chilometri attraversando la capitale Lima e le città di Chimbote, Huaraz, Chacas, Zaña e Chiclayo, assieme a una delegazione diocesana e alla responsabile dell’Ufficio missionario Irene Obexer.
Un viaggio fra parrocchie, stazioni missionarie e strutture sociali, incontrando bambini, giovani, anziani, malati, persone con disabilità e molti dei missionari, anche altoatesini, che da anni lavorano nel Paese sudamericano, servito anche per vedere da vicino cos’è stato fatto con i contributi arrivati dall’Alto Adige.
Negli ultimi anni, infatti, la Chiesa altoatesina entro i confini di questa nazione ha sostenuto una ventina di progetti, investendo circa trecento mila euro. Già, ma per fare cosa?
Dagli uffici della curia si apprende di un centro per persone non vedenti, di una scuola materna, di una casa d’accoglienza per donne, d’interventi per l’agricoltura e l’irrigazione, mezzi e macchinari e per iniziative nel campo dell’istruzione. Oltre all’assistenza alle persone con disabilità e per la tutela ambientale.
“In un viaggio missionario così, è sempre importante verificare se il contributo arriva effettivamente a destinazione e cosa si riesce a realizzare” spiega Obexer, facendo presente che in alcuni casi, la delegazione ha potuto vedere con i propri occhi il risultato di quei finanziamenti.
Ad esempio a Chorrillos, periferia di Lima, la parrocchia “Cristo Misionero del Padre” è estesa in un territorio di circa cento mila persone, distribuite in tredici comunità. Qui il contributo è di venticinque mila euro e servirà costruire otto nuove sale riunioni. Nella parrocchia lavorano circa cinquecento collaboratori pastorali e 150 catechisti.
A Huaraz, invece, la delegazione ha visitato il centro “Lucia Lintner”, dedicato alla memoria della missionaria laica altoatesina Luzi Lintner, dove oggi vengono offerte opportunità di formazione e lavoro.
Nelle Ande, Muser e gli altri componenti della delegazione hanno incontrato anche Matteo Prinoth, originario di Ortisei e da circa trent’anni in Perù. Nei laboratori di Operazione Mato Grosso accompagna i giovani nell’apprendimento della lavorazione del legno e della pietra, del mosaico e della pittura.
Non è mancato il confronto con le difficoltà che il Paese continua ad affrontare. Il missionario comboniano e accompagnatore della delegazione, Padre Juan Goicochea, ha puntato l’attenzione soprattutto sull’aumento della criminalità, il rischio di una stagione delle piogge particolarmente intensa legata a “El Niño” e una povertà ancora diffusa.
Un’altra parte del viaggio è stata dedicata alla memoria dei numerosi missionari altoatesini che hanno lavorato in Perù nei decenni passati, in particolare dei comboniani. Una presenza che, in forme diverse, ancor oggi continua attraverso le persone e i progetti incontrati.
A Chiclayo, città dal legame particolarmente stretto con la storia recente della Chiesa cattolica, Muser ha incontrato il vescovo Edinson Edgardo Farfán Córdova e celebrato con lui la messa in cattedrale. E’ la diocesi nella quale Robert Francis Prevost, oggi papa Leone XIV, è stato vescovo dal 2015 al 2023.
“Ciò che conta è trattare bene le persone e accoglierle con dignità e rispetto” la sottolineatura del vescovo, dicendo pure d’essere rimasto colpito soprattutto dal modo in cui i peruviani “prendono in mano la propria vita e cercano di trarne il meglio.”
“Viaggi come questo esprimono il nostro essere cattolici – rammenta –. Apparteniamo a un’unica Chiesa, possiamo imparare gli uni dagli altri e siamo chiamati a dare e ricevere.”
“Penso con gratitudine alle tante persone che abbiamo incontrato in questi giorni e che ci hanno accolto” conclude Muser, ringraziando anche gli altoatesini, sostenitori dell’attività missionaria. “Molte conversazioni, incontri e impressioni mi accompagneranno ancora a lungo.”
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