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Bolzano Provincia

Emergenza personale sanitario in Alto Adige: ospedali sotto organico

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La sanità altoatesina affronta una crisi di organico che rischia di compromettere servizi essenziali negli ospedali provinciali. I dati ufficiali indicano un totale di 160 posti vacanti tra infermieri e operatori sociosanitari, con ripercussioni particolarmente gravi in reparti ad alta intensità assistenziale.

Secondo la risposta fornita dall’assessore alla sanità in Consiglio regionale, mancano **123 infermieri e 37 OSS**, una carenza che si concentra soprattutto nelle aree operative più delicate: sale operatorie, centrale di sterilizzazione, Terapia intensiva e Anestesia, dove risultano scoperti **51,2 posti**.

La distribuzione territoriale evidenzia criticità marcate nei due poli ospedalieri maggiori: a Bolzano sono registrate **74,2 posizioni scoperte per infermieri** e ulteriori vuoti nel settore della pediatria infermieristica, mentre a Merano mancano **34 infermieri** con quasi dieci posti di infermiere pediatrica ancora vacanti.

Il fenomeno non è limitato alla provincia ma si inserisce in un quadro nazionale preoccupante: le proiezioni stimano una carenza di infermieri compresa tra **60.000 e 100.000 unità entro il 2030**, aggravata da un’anzianità media elevata della categoria professionale — circa la metà degli infermieri ha più di 50 anni e la fascia dei 21-25 anni rappresenta solo una piccola quota del totale.

Tra le misure annunciate a livello centrale, il Ministero della Salute ha previsto l’assunzione di fino a **20.000 infermieri in più rispetto al normale turnover**, lasciando però alle Regioni la responsabilità di tradurre l’impegno in contratti concreti attraverso le proprie capacità finanziarie. Questo assetto pone l’accento sulla necessità di politiche regionali più decise per il reclutamento e per incentivi al ricambio generazionale.

Gli ospedali altoatesini richiedono interventi mirati e tempestivi per evitare che la riduzione del personale comprometta la qualità e la sicurezza delle cure, soprattutto nei reparti critici. Senza un piano strutturato di assunzioni, formazione e fidelizzazione delle nuove leve, la sostenibilità del sistema sanitario locale rimane a rischio.

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