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Bolzano Provincia

Fiducia tradita e milioni: la maxi-truffa, il consulente fa ammissioni

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Un ex consulente finanziario ha confessato di aver presentato ai propri clienti rendicontazioni false, nascondendo perdite e inventando investimenti per anni. L’episodio, riportato l’11 novembre 2025, ha messo sotto i riflettori la provincia di Bolzano e sollevato interrogativi sui meccanismi di controllo interni alle banche.

Secondo quanto emerso, la vicenda riguarda circa una decina di clienti, prevalentemente persone anziane o professionisti che non disponevano di strumenti come l’home banking per verificare in autonomia l’andamento dei portafogli. Il consulente avrebbe utilizzato fogli Excel per creare rendicontazioni fittizie e far risultare investimenti inesistenti, approfittando della fiducia costruita negli anni.

Le cifre legate alla truffa risultano al momento controverse: alcune fonti parlano di un danno complessivo accertato di circa 131 milioni di euro, mentre altre indicazioni investigative suggeriscono che il danno reale potrebbe essere molto più contenuto, attorno a due milioni. Questa discrepanza nelle stime è uno dei punti che gli inquirenti stanno cercando di chiarire.

Il movente addotto dal consulente nella sua confessione sarebbe legato ai premi di produzione riconosciuti dall’istituto bancario: presentando rendicontazioni apparentemente positive, il professionista avrebbe ottenuto benefici economici personali, a discapito della trasparenza verso i clienti. Gli avvocati delle persone coinvolte contestano la banca, sostenendo che non siano stati esercitati adeguati controlli sull’operato del consulente.

La durata della possibile frode è un altro elemento che allarma: secondo alcune ricostruzioni, le manipolazioni potrebbero essere andate avanti per un periodo compreso tra dieci e quindici anni senza essere rilevate. Una simile tempistica solleva dubbi significativi sui sistemi di controllo interno e sulla supervisione della clientela più vulnerabile.

La Guardia di Finanza ha aperto accertamenti per definire il perimetro della maxi-truffa e verificare se oltre al consulente siano coinvolte altre persone o responsabilità. Le indagini includono anche l’esame delle procedure e dei controlli attuati dalla banca nell’ambito della gestione dei portafogli e della rendicontazione.

Per i risparmiatori della provincia di Bolzano, la vicenda contiene alcune lezioni pratiche. È consigliabile verificare con regolarità la documentazione ricevuta dalla propria banca, chiedere copie ufficiali dei rendiconti, attivare — se possibile — l’accesso online per monitorare i movimenti e, in presenza di dubbi, rivolgersi tempestivamente a un legale o alle associazioni dei consumatori locali. Anche la comunicazione con la filiale e la richiesta di chiarimenti scritti possono aiutare a creare una traccia utile in caso di contestazioni.

La notizia ha avuto ripercussioni nella comunità locale: clienti coinvolti, familiari e professionisti del territorio seguono con preoccupazione l’evolversi delle indagini. Le autorità competenti promettono di chiarire la reale entità del danno e il ruolo degli eventuali altri soggetti coinvolti.

In attesa degli esiti delle verifiche della Guardia di Finanza, rimangono aperte domande sui controlli bancari e sulla tutela dei clienti più fragili, tema che ora torna al centro dell’attenzione pubblica in Alto Adige.

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