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Fuochi del Sacro Cuore, notte di spettacolo e allerta: 40 chiamate ai vigili del fuoco in Alto Adige

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Una notte di luci, tradizione e qualche apprensione. I suggestivi falò del Sacro Cuore hanno punteggiato le creste delle montagne altoatesine nella serata di ieri, mantenendo viva una consuetudine secolare che unisce fede, identità e memoria storica. Ma mentre i roghi ardevano in alto, circa 40 segnalazioni sono arrivate ai vigili del fuoco, che per tutta la notte sono rimasti operativi per monitorare la situazione.

La tradizione, che affonda le radici nel 1796, ricorda il voto solenne fatto da Andreas Hofer, leader del popolo tirolese, durante l’avanzata delle truppe francesi. Ogni anno, al calar del sole, le montagne si infiammano con simboli sacri e patriottici: croci, cuori e catene di fuochi accesi lungo le dorsali alpine, visibili anche a grande distanza.

“Fortunatamente, a parte un incendio a San Cassiano, non si sono registrati danni gravi”, hanno fatto sapere i vigili del fuoco. È stato infatti il tetto di una casa disabitata a prendere fuoco, colpito da scintille provenienti da un falò nelle vicinanze. Le fiamme hanno richiesto l’intervento diretto dei pompieri, ma la situazione è stata riportata sotto controllo senza conseguenze per le persone.

In altri casi, gli operatori si sono limitati a spegnere residui di braci che rischiavano di sfuggire al controllo. “Nella maggior parte delle situazioni, gli organizzatori hanno osservato tutte le misure di sicurezza e si erano preparati anche per eventuali emergenze”, hanno sottolineato i vigili del fuoco, riconoscendo la collaborazione e la responsabilità di chi ha partecipato all’evento.

La notte dei fuochi del Sacro Cuore si è conclusa senza gravi incidenti, ma non senza tensione, in un equilibrio delicato tra la bellezza della tradizione e l’attenzione necessaria per garantirne la sicurezza.

10:33

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