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Bolzano Provincia

Sicurezza prima di tutto: il TAR revoca la sospensiva, via libera all’abbattimento dei lupi a Malga Furgles

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La tutela dell’incolumità pubblica e la protezione delle attività economiche in montagna tornano al centro delle decisioni giudiziarie. Il Presidente del TAR di Bolzano ha revocato la sospensiva che, nei giorni scorsi, aveva temporaneamente bloccato l’autorizzazione all’abbattimento di due lupi responsabili di predazioni a Malga Furgles. Con questo provvedimento, l’amministrazione provinciale ottiene l’autorizzazione a intervenire tempestivamente, anche se l’udienza collegiale resta fissata per il prossimo 9 settembre.

La decisione arriva al termine di un’analisi dettagliata, durante la quale il TAR ha convocato la Provincia autonoma di Bolzano e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per acquisire ulteriori elementi. Alla luce della documentazione prodotta, il giudice ha ritenuto non sussistenti le condizioni per mantenere la sospensiva, legittimando così l’immediata esecuzione del provvedimento.

Un passo importante per la Provincia, che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una crescente preoccupazione da parte degli allevatori e dei residenti delle aree montane, colpiti da predazioni sempre più frequenti. In particolare, a Malga Furgles si sono verificati episodi in cui diverse pecore sono state sbranate, una situazione che ha messo a rischio la sostenibilità del pascolo in quota.

Le associazioni animaliste (LAV, LNDC Animal Protection ed ENPA) hanno reagito duramente alla decisione del TAR, definendo l’abbattimento “un atto violento”. Tuttavia, la Provincia ribadisce che l’intervento selettivo è previsto dalla normativa vigente e rappresenta una misura eccezionale, adottata solo in casi concreti e documentati. L’obiettivo non è la persecuzione del lupo, ma il bilanciamento tra la conservazione della fauna selvatica e la sicurezza delle attività agricole tradizionali.

Le stesse autorità sottolineano che la gestione dei grandi predatori deve essere basata su criteri scientifici e su un’analisi oggettiva dei rischi. La presenza del lupo in Alto Adige, se non regolamentata, può compromettere drasticamente il lavoro degli allevatori, già messo alla prova dalle difficili condizioni dei pascoli di montagna.

A preoccupare la Provincia è anche la strumentalizzazione del caso da parte delle associazioni, che hanno annunciato un imminente ricorso al Consiglio di Stato e una diffida al presidente Arno Kompatscher e al Corpo forestale provinciale. “Noi non lasceremo nulla di intentato” hanno dichiarato, mentre la macchina amministrativa si prepara a difendere in ogni sede la propria posizione.

Resta fermo, comunque, l’impegno della Provincia a operare nel rispetto delle regole, con interventi mirati e proporzionati, a tutela della coesistenza tra lupo e uomo, ma senza mettere in secondo piano la sicurezza degli allevamenti e il diritto al lavoro di chi vive e lavora in montagna. La revoca della sospensiva non è un segnale di ostilità verso la fauna selvatica, ma un atto di responsabilità e pragmatismo in risposta a una situazione concreta e urgente.

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