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Bolzano Provincia

Stipendi reali in calo: in dieci anni -8,5% nel privato e -4,5% nel pubblico

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Continua il calo delle paghe dei lavoratori altoatesini, così come poco a poco si sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, mettendo a rischio la tenuta economica del territorio.

In sintesi è quanto traspare dall’ultimo rapporto dell’Istituto provinciale di statistica (Ipl), nel lanciare il chiaro allarme che negli ultimi dieci anni il settore privato ha perso in termini reali l’8,5% del valore delle retribuzioni. Nel pubblico invece, la contrazione è stata del 4,5% negli ultimi cinque anni.

Per il direttore dell’Ipl, Stefan Perini, la riduzione starebbe interessando tutte le fasce d’età, i livelli di qualificazione e i tipi di contratto.

Cosa significa? Che i giovani sotto i 30 anni hanno perso l’8,6% del potere d’acquisto e i lavoratori tra i 30 e i 40 anni il 7,2%. Tra le categorie professionali, invece, la flessione per i dirigenti è dell’1,2%. Gli impiegati risultano i più penalizzati con un -8,5%.

Il calo più marcato si sarebbe comunque verificato negli ultimi anni, in coincidenza all’impennata dell’inflazione tra il 2022 e il 2023, periodo in cui nonostante la carenza di manodopera non si sono registrati adeguati aumenti dei salari nominali.

“Non è un problema di singole categorie, ma una questione che coinvolge tutti. Serve un’azione strutturale, non interventi parziali, per restituire valore al lavoro e dignità ai salari” la sottolineatura del presidente dell’Ipl Stefano Mellarini.

Per l’anno che verrà, l’Ipl indica come priorità il sostegno ai lavoratori a basso reddito e la promozione di una crescita salariale nei settori a retribuzioni tradizionalmente modeste, per rilanciare i consumi e la competitività dell’intero sistema economico dell’Alto Adige.

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