Connect with us

Bolzano Provincia

Svolta nel giallo dell’A22: il corpo decapitato è di Mustafa Sahin

Pubblicato

-

Condividi questo articolo

Era rimasto senza nome per quasi 17 anni, il corpo chiuso in uno scatolone e abbandonato lungo la corsia sud dell’A22, vicino all’abitato di Chiusa, il 21 febbraio 2008.

Rifacendosi a quanto divulgato dall’Ansa, si tratterebbe di Mustafa Sahin, 20enne cittadino tedesco di origini turche.

L’inquietante verità è emersa solo in queste ore, grazie a una confessione arrivata dalla Germania.

Ripercorrendo la sinossi della vicenda, ad uccidere il giovane fu il suocero, Alfonso Porpora, siciliano classe 1964 che lo strangolò nel garage di casa a Sontheim an der Brenz, il 13 febbraio 2008.

Poi, sempre secondo quanto dichiarato dallo stesso Porpora, caricò il corpo in auto e lo trasportò in Italia, abbandonandolo tra Roma e Napoli. La testa di Sahin, però, non è mai stata ritrovata.

La svolta è arrivata solo anni dopo, decidendo di confessare. Da lì, i pezzi del puzzle sono stati assemblati dagli inquirenti del Baden-Württemberg e quindi contattato la Procura di Bolzano.

Confrontando le foto del cadavere, sempre rifacendosi alle informazioni divulgate dall’Ansa, è stata la moglie di Sahin, figlia dello stesso omicida, a riconoscere i vestiti e le mani del marito.

A confermare definitivamente l’identità è stato il test del DNA, confrontato con quello dei figli della coppia e dei genitori della vittima.

A rendere pubblica la notizia è stato però il procuratore Axel Bisignano, parlando di uno dei “cold case” più emblematici dell’Alto Adige. Una storia dai contorni oscuri, che oggi trova finalmente un nome ed una verità, anche se rimane ancora senza un perché.

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

più letti