Laives
Truffa con spoofing ai danni di un pensionato: denunciate due persone
A quest’ennesima vicenda, la parola fine è arrivata denunciando due persone dopo un’articolata indagine portata avanti dai Carabinieri della Stazione di Laives, facendo luce su una sofisticata truffa ai danni di un pensionato settantenne del posto.
I militari raccontano che l’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata lo scorso 6 marzo, quando la vittima li ha contattati raccontato d’essere stata chiamata al telefono da persone spacciate per operatori di un rinomato circuito bancario.
Servendosi poi del cosiddetto “spoofing”, i truffatori sono riusciti a far apparire sul display un numero apparentemente riconducibile al Comando provinciale dei Carabinieri di Bolzano.
Nel corso della telefonata, uno degli interlocutori si è finto un ufficiale dell’Arma, convincendo l’uomo (con una costruzione credibile e ben orchestrata) della necessità di mettere al sicuro i propri risparmi per via di tentativi di truffa in corso sul conto corrente.
Il pensionato è stato quindi indotto ad andare nella filiale della propria banca ed effettuare un bonifico istantaneo di 29.800 euro su un conto indicato dai truffatori. Appena fatto l’accredito, il denaro è stato rapidamente frammentato e trasferito su altri conti correnti, nel tentativo d’ostacolarne la tracciabilità.
Una volta contattate, le forze dell’ordine dicono d’essersi mobilitate immediatamente, avviando le indagini tramite accertamenti tecnici e bancari, riuscendo a ricostruire il viaggio del denaro e dunque risalire ai due carnefici, un 34enne residente nel Lazio e un 41enne pugliese, individuati e deferiti in stato di libertà e segnalati all’Autorità giudiziaria di Bolzano.
“Questo episodio dimostra quanto le moderne tecniche di truffa possano risultare particolarmente insidiose, poiché i malintenzionati sfruttano strumenti tecnologici per simulare contatti ufficiali e carpire la fiducia delle vittime” afferma Federico Seracini, Comandante della Compagnia Carabinieri di Egna.
“È fondamentale ricordare che né le banche né le forze dell’ordine richiedono mai di effettuare bonifici o operazioni urgenti su conti correnti – aggiunge –. In presenza di richieste sospette è indispensabile interrompere immediatamente la conversazione e contattare da un telefono cellulare e non da quello di casa.”
“Il numero ufficiale dell’istituto di credito o il 112 oppure recarsi di persona presso un ufficio di polizia o al proprio istituto di credito chiedendo assistenza – conclude Seracini –. La tempestiva segnalazione di situazioni sospette rappresenta uno strumento essenziale per prevenire e contrastare tali fenomeni.”
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