Connect with us

Bolzano

Truffa da 20 milioni: rintracciato il private banker che ha ingannato i suoi clienti

Condividi questo articolo

Il comunicato stampa della Procura di Bolzano fa luce su quanto accaduto

Pubblicato

-

Condividi questo articolo

Una truffa da venti milioni di euro, orchestrata nell’arco di quasi un decennio sotto gli occhi di un istituto bancario nazionale, ha al centro un nome noto ai clienti della filiale di Bolzano: un ex Private Banker, pensionato il 31 dicembre 2024, oggi indagato per una lunga serie di reati che vanno dalla truffa aggravata al furto pluriaggravato, fino all’intermediazione finanziaria abusiva.

Secondo quanto emerge da un comunicato ufficiale, il procedimento a suo carico è stato aperto per i reati di cui agli articoli 81 cpv., 640 e 61 n. 7 del codice penale: truffa continuata aggravata dall’aver causato un danno patrimoniale di rilevanza ai propri clienti. A questi si aggiungono anche le ipotesi di furto aggravato (artt. 624, 625 n. 2, 61 n. 11 c.p.) e violazione dell’art. 166 del D.lgs. 58/1998 per esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Dal 22 marzo 2010, l’indagato ricopriva il ruolo di Private Banker nella sede altoatesina della banca. Ma è solo al momento del suo pensionamento che le irregolarità sono emerse in maniera sistematica. Quelle che sembravano essere operazioni di ordinaria gestione patrimoniale si sono rivelate invece manovre ingannevoli, costruite ad arte per sottrarre denaro ai clienti.

Dal 2015 al 2024, secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe fornito informazioni false sull’andamento dei portafogli dei clienti, presentando rendiconti falsificati che mostravano patrimoni ben più cospicui rispetto a quelli realmente custoditi. Strumenti di questa frode sarebbero stati moduli firmati in bianco e la replicazione di firme non riconducibili ai titolari dei conti.

A oggi, sono undici le vittime accertate, tutte residenti nella provincia di Bolzano. Persone che, fidandosi del proprio consulente bancario, hanno sottoscritto documenti o lasciato che fosse lui a gestire le operazioni, ignare che dietro quelle firme si nascondesse un piano ai loro danni. L’abuso di fiducia è stato il primo strumento del raggiro.

“Le condotte distrattive messe in atto, per lo meno dall’aprile 2015 al dicembre 2024, abusando della fiducia riposta dalle persone offese nell’operato del banker, sarebbero state compiute attraverso l’utilizzo di moduli firmati in bianco da loro stessi clienti o, in alcuni casi, attraverso l’apposizione di firme risultate non conformi allo specimen di firma degli stessi”, si legge nel comunicato.

L’indagato è stato rintracciato in territorio nazionale. Le autorità hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare, sequestrando dispositivi elettronici come cellulari e computer, al momento sotto analisi da parte degli investigatori. Sono inoltre in corso accertamenti bancari per quantificare con precisione il danno subito da ciascuna vittima.

Quella che appariva come una carriera irreprensibile si è trasformata in un caso giudiziario che scuote la fiducia nel sistema bancario locale, sollevando interrogativi su come un simile schema possa essere rimasto nascosto così a lungo. Gli sviluppi dell’inchiesta – e la conta delle vittime – sono tutt’altro che conclusi.

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

più letti