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Coronavirus, morto a Bergamo un operatore del 118: aveva 46 anni e una famiglia

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Diego Bianco aveva 46 anni, una moglie e un figlio di 8. Era tra i 700 operatori sanitari, soccorritori, oss, medici e infermieri che prestando servizio sono rimasti infetti.

Per essere più precisi, Diego era un operatore tecnico della Soreu Alpina ed autista-soccorritore della A.A.T. di Bergamo.

Ed morto proprio lì, in quella Bergamo focolaio massimo in Italia per il Covid-19, cercando di aiutare le persone finite nell’inferno del contagio.

Dopo una settimana di febbre è deceduto in casa. Era molto malato e lo aveva capito: «Mi sento come se mi avesse tirato sotto un camion», aveva detto a un collega. La morte è avvenuta ancora prima che arrivasse l’esito del tampone.

I colleghi lo ricordano come un professionista preparato e attento alla propria salute, non aveva malattie pregresse e non era avanti con l’età.

Siamo abituati a lottare contro la malattia e l’emergenza – spiega il il responsabile del 118 di Bergamo Raniero Frizzini – ma una cosa del genere non l’avevamo mai vissuta. A una certa ora le telefonate si calmano ma poi tutto ricomincia. E l’angoscia è tanta. Sembra di non riuscire a starle dietro“.

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