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Monte Cavallo, il lusso sale in quota: Bessone alza la voce

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Nel cuore delle montagne altoatesine, a Vipiteno, si accende una polemica che promette di scuotere il dibattito politico e ambientale dell’intera Alta Valle Isarco. Massimo Bessone, candidato sindaco con la lista civica “SìAmo Vipiteno – Wir sind Sterzing”, rompe il silenzio e lancia un deciso monito contro la possibile costruzione di un hotel di lusso da 120 stanze a 1600 metri d’altitudine, sulla cima della stazione sciistica di Monte Cavallo.

L’albergo, raggiungibile esclusivamente tramite funivia, è al centro di un progetto ancora poco noto all’opinione pubblica, ma già capace di sollevare interrogativi cruciali. “Un’iniziativa di tale portata merita una riflessione profonda”, afferma Bessone, che non nasconde preoccupazione per l’impatto ambientale e paesaggistico di una simile struttura in quota.

Il tema non è solo turistico o urbanistico: è politico, sociale, identitario. Bessone punta il dito anche contro la gestione del traffico, già gravemente compromessa dalle criticità legate all’A22 e aggravata dai lavori sul versante austriaco del Ponte Lueg. “Il traffico di passaggio invade le vie cittadine e la strada provinciale del Brennero”, denuncia, ricordando come il Tirolo abbia adottato misure di contenimento più efficaci rispetto all’Alto Adige.

Ma è sul tema della trasparenza che il candidato sindaco incalza con forza: “In caso di nostro ingresso in Consiglio comunale, chiederemo trasparenza e chiarezza su questo progetto”. In qualità di ex Assessore provinciale all’Edilizia pubblica, Bessone rivendica di aver introdotto l’obbligo di valutazione da parte di una Commissione paritetica di esperti per ogni intervento edilizio in montagna, con il coinvolgimento delle massime autorità del mondo alpino.

E qui arriva la domanda cruciale: “Sono stati interpellati il Presidente dell’AVS Georg Simeoni e il Presidente provinciale del CAI Carlo Alberto Zanella?” La loro opinione, sottolinea Bessone, sarebbe decisiva per valutare l’opportunità e la sostenibilità del progetto. “Chi meglio di loro può dire la propria sul come e se costruire in montagna?”

Il candidato non si limita a chiedere pareri tecnici: interroga direttamente il senso stesso dell’opera. È davvero necessario un altro hotel in quota? Quali sarebbero i benefici concreti per la città di Vipiteno? E la scelta di renderlo accessibile solo tramite funivia è un elemento distintivo o un rischio logistico?

“Tante domande, poche risposte”, conclude Bessone, facendo appello alla responsabilità politica di chi oggi guida il Comune. Il futuro del progetto, e forse anche quello della campagna elettorale, potrebbe giocarsi proprio su questo punto: la difesa del paesaggio alpino contro la spinta del turismo d’élite.

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