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Sinner piega Djokovic e scrive la storia: sarà finale da urlo con Alcaraz

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Jannik Sinner doma Novak Djokovic in tre set e conquista la sua prima finale al Roland Garros, dove ad attenderlo c’è Carlos Alcaraz. Un duello generazionale che promette spettacolo: per la prima volta nella storia, i due migliori giocatori del ranking si sfideranno nell’atto conclusivo di uno Slam. Il punteggio è eloquente: 6-4, 7-5, 7-6(3) in 3 ore e 13 minuti, con l’azzurro che ha dominato il campo e il serbo che, a 38 anni, ha dovuto arrendersi alla nuova era del tennis.

“Con Sinner in giro, lo Slam numero 25 per Djokovic resta un sogno”, è il messaggio che sembra emergere chiaro da una semifinale intensa, ma mai davvero in discussione. Dopo 49 anni, un italiano torna in finale sulla terra rossa di Parigi, da quel leggendario 1976 firmato Adriano Panatta. Per Sinner, che sarà numero uno del mondo anche dopo Wimbledon, si tratta della terza finale Slam consecutiva e della quarta in carriera, eguagliando Nicola Pietrangeli. La sua striscia di imbattibilità nei tornei Major sale a 20 partite: un traguardo raggiunto in passato solo da Borg e McEnroe.

Sullo Chatrier il vento ha soffiato forte, ma non abbastanza da spostare l’inerzia del match. Djokovic, infastidito dalla scelta di non chiudere il tetto, ha provato a spezzare il ritmo con smorzate e gioco corto, ma “oggi il ritmo era troppo alto per me”, avrebbe potuto ammettere. Il primo set si è deciso con un break fulmineo sul 2-2: Sinner ha collezionato otto punti consecutivi, dominando da fondo campo con un rovescio impenetrabile. Djokovic ha lottato con esperienza, ma senza armi sufficienti.

Il secondo parziale ha visto l’azzurro sprecare l’occasione di chiudere sul 5-4, ma subito dopo ha rimesso le cose a posto, sfruttando un passaggio a vuoto del serbo. Due ace chirurgici hanno sigillato il 7-5, a dispetto di una percentuale di prime in campo tutt’altro che brillante. “Non è stato il mio miglior dritto, ma ho fatto il necessario”, avrebbe potuto dire Sinner, che ha mostrato una maturità tattica impressionante.

Nel terzo set Djokovic ha provato il tutto per tutto. Sul 5-4 ha avuto due set point, ma Sinner li ha cancellati con colpi da campione. Un game infinito, un punto contestato, tensione alle stelle, ma alla fine è stato tie-break. E lì, Sinner ha alzato il livello ancora una volta. Il “Djoker” ha replicato con ironia un vecchio errore di Nadal, sbagliando uno smash clamoroso. Poi, quattro match point per Jannik: al secondo, la corsa si è chiusa.

È la 47esima vittoria nelle ultime 49 partite per l’altoatesino, che ha perso solo da Alcaraz da Cincinnati a oggi. E proprio lo spagnolo sarà il suo ultimo ostacolo verso il titolo. Domenica, la prima finale Slam della storia tra due giocatori nati dopo il 2000 promette di riscrivere i confini del tennis moderno.

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