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Sinner domina Djokovic e scrive la storia: ora la rivincita con Alcaraz
Londra – Jannik Sinner ha spazzato via Novak Djokovic con un secco 6-3 6-3 6-4, conquistando la finale di Wimbledon per la prima volta in carriera e completando il suo personale Grande Slam di superfici. Dopo cemento e terra, anche l’erba si arrende al numero uno del mondo, che centra così la quarta finale Slam consecutiva, confermando una crescita ormai inarrestabile.
Djokovic, sette volte re di Wimbledon, non si fermava prima della finale dal 2018. Ma stavolta, contro questo Sinner, non c’è stata partita. Il serbo ha provato a reagire nel terzo set, approfittando di un leggero calo dell’azzurro e strappandogli il servizio per salire 3-0. È stato il solo momento di suspense in una partita a senso unico. Il pubblico ha provato a spingere il campione di 24 Slam, “urlava al suo box” sul cambio campo del 3-2, ma l’urlo si è perso nel vuoto. Sinner ha subito rimesso le cose a posto, brekkando nel quinto game e chiudendo in un’ora e 55 minuti di tennis chirurgico: 73% di prime in campo, 12 ace, 36 vincenti.
Il saluto a rete è stato rapido, quasi simbolico: un passaggio di testimone tra generazioni. Djokovic ha lasciato il campo tra gli applausi, battuto da una versione evoluta di sé stesso, una sorta di Sinner 2.0 che corre, serve e colpisce con una precisione da software aggiornato. “Ho servito molto bene, mi sentivo bene e sono soddisfatto del servizio. Nei momenti importanti ho giocato molto bene, cinque anni fa qui non riuscivo a muovermi, ora mi sento migliorato”, ha detto Jannik. “Io e il mio team abbiamo lavorato tanto, ora cerchiamo di andare avanti, sempre col sorriso.”
Ora lo attende Carlos Alcaraz, per una finale che sa di rivincita e di destino. Sarà il remake della sfida epica del Roland Garros, quando l’italiano si era portato avanti di due set prima della rimonta furiosa dello spagnolo. E sarà ancora Sinner-Alcaraz, il duello che sta riscrivendo la nuova era del tennis mondiale. “Non posso crederci, non avrei immaginato da bambino che avrei raggiunto una finale qui. Farlo davanti a voi e a mio padre, arrivato con mio fratello, è ancora più speciale”, ha commentato visibilmente emozionato.
Sulla sfida imminente con Carlitos, Jannik non si nasconde: “Non so cosa aspettarmi… ride. Avete visto com’è andata l’ultima volta. Quindi, chi lo sa come va. Speriamo sia un bel match, lui è un giocatore che conosco, ci siamo affrontati ormai un po’ di volte e cerchiamo di spingerci sempre al limite. Non so se lui è migliorato rispetto a Parigi, non credo che sia possibile. L’importante è che sia un bel match.”
Il giardino dei re attende il suo nuovo sovrano. Sinner ha già conquistato l’erba, ora vuole la corona.
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