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Codacons contro la proroga della A22: “Concessione irregolare, va annullata”

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Codacons ha presentato un’istanza formale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere l’annullamento della proroga della concessione dell’Autostrada A22. L’associazione dei consumatori ha inoltre inoltrato una serie di esposti alla Corte dei Conti, all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e alla Commissione Europea.

L’iniziativa nasce dalla sospensione della gara pubblica per l’affidamento della gestione della A22, che avrebbe dovuto chiudere una lunga fase di proroghe protrattasi per oltre un decennio. Il bando, pubblicato il 31 dicembre 2024, prevedeva la possibilità per la Società Autobrennero – promotore dell’iniziativa – di esercitare un diritto di prelazione, ma solo in presenza del parere favorevole della Commissione Europea. Tuttavia, il 22 maggio 2025, Bruxelles ha espresso “forti dubbi sulla conformità di tale clausola”, mettendo in discussione la validità della procedura.

Il Ministero ha deciso di sospendere la gara il 27 giugno 2025, facendo riferimento a un procedimento già pendente presso la Corte di Giustizia Europea, noto però “sin da prima della pubblicazione del bando stesso”. Secondo Codacons, questa sospensione avvantaggia esclusivamente il concessionario uscente, la cui gestione è scaduta ufficialmente undici anni fa.

Nel frattempo, Autobrennero ha continuato a operare grazie a proroghe ripetute, generando profitti consistenti. Nel solo 2024, la società ha registrato utili superiori a 97 milioni di euro, e oltre 800 milioni nell’arco degli ultimi undici anni. Per Codacons, questa situazione rappresenta non solo “una violazione delle direttive europee in materia di appalti e concessioni”, ma anche un danno per i consumatori, che si vedono privati di un reale confronto competitivo tra operatori, con ricadute sulla qualità del servizio.

L’associazione porta come esempio anche la concessione della A4 Brescia-Padova, in scadenza a fine 2026, per la quale “non risultano istruttorie avviate per una procedura competitiva da parte del Mit”. Codacons sottolinea che solo attraverso gare pubbliche è possibile garantire trasparenza, investimenti adeguati e sviluppo infrastrutturale a beneficio degli utenti e dei territori interessati.

L’azione legale intrapresa dall’associazione punta a rimettere al centro il rispetto delle normative comunitarie e l’equità del mercato, denunciando una gestione che, secondo Codacons, sarebbe contraria ai principi di concorrenza e buona amministrazione.

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