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Sinner travolge Tien e conquista Pechino: 21° titolo ATP e sorpasso vicino su Alcaraz

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Jannik Sinner torna a ruggire sui campi del circuito ATP con una prestazione impeccabile che lo incorona campione dell’ATP 500 di Pechino. In finale il numero 2 del mondo ha dominato il 19enne statunitense Learner Tien con un netto 6-2 6-2, impiegando appena un’ora e 12 minuti per aggiudicarsi il 21° titolo della sua carriera, il terzo in un 2025 già memorabile.

Il trionfo nella capitale cinese permette all’altoatesino di accorciare le distanze nel ranking mondiale su Carlos Alcaraz, attualmente numero 1. Grazie ai 170 punti guadagnati – frutto del miglioramento rispetto alla finale persa l’anno precedente – Sinner sale a 10.950 punti ATP, avvicinandosi ai 11.540 dello spagnolo, che a Tokyo ha vinto ma senza incrementare il suo bottino a causa del titolo difeso da Pechino 2024.

Il match non ha lasciato spazio a dubbi: Sinner ha letteralmente annientato Tien, rivelazione del torneo e protagonista di una cavalcata sorprendente che lo ha visto eliminare, tra gli altri, Cerundolo, Cobolli, Musetti e Medvedev. Ma la sua prima finale nel circuito maggiore gli ha giocato un brutto scherzo: l’americano di origini vietnamite ha subito un break già nel primo game, iniziando con un doppio fallo. Da quel momento, il dominio dell’azzurro è stato totale.

Sinner non ha concesso nemmeno una palla break nel primo set, chiuso con autorità in poco più di mezz’ora. Il secondo parziale ha offerto qualche illusoria resistenza da parte di Tien, che ha avuto una chance di rientrare ma si è visto annullare la prima palla break del match da un Sinner implacabile. Poi è stato ancora monologo: break nel quinto game e cinque giochi consecutivi per chiudere il match con lo stesso punteggio del primo.

I numeri confermano la superiorità dell’azzurro: 10 ace, 66% di prime in campo, 77% di punti vinti con la prima e 56% con la seconda. Una prova di forza al servizio e una solidità da fondocampo che hanno lasciato pochissimo margine all’avversario. Nessun fronzolo, solo concretezza: il trademark Sinner.

Il 2025 del campione di San Candido, nonostante i tre mesi di stop per la sospensione legata al caso Clostebol, è già tra i più esaltanti della sua carriera. Tre titoli, tra cui due Slam (Australian Open e Wimbledon), e sette finali raggiunte su otto tornei disputati. L’unico inciampo? L’uscita al secondo turno di Halle.

“Non sono più numero 1, è diverso: ora sono a caccia”, aveva dichiarato Sinner meno di un mese fa a Flushing Meadows. A giudicare da quanto visto a Pechino, la caccia al vertice è più che mai aperta. E Jannik ha già messo nel mirino la vetta.

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