Merano
Merano e Avelengo ripartono dopo la colata: bonifica senza sosta nelle aree colpite. Impiegati decine di uomini e mezzi
Dopo la tempesta si dice e si vede che vien sempre il sereno. Con esso questa volta anche la necessità di rimboccarsi le maniche per rimettere tutto in ordine, com’è stato negli ultimi due giorni di quest’inizio settimana nelle zone fra Merano e Avelengo, domenica pomeriggio colpita da una violenta colata detritica. (qui link)
Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza hanno chiamato all’opera decine di soccorritori, impegnati senza sosta per liberare strade, abitazioni e l’alveo del torrente da fango, detriti e tronchi trascinati a valle da quell’impetuosa ondata di materiale.
Vigili del fuoco Permanenti di Bolzano e Volontari della zona, l’Ufficio Sistemazione Bacini Montani, il Servizio Strade della Provincia e le imprese di movimento terra Erdbau, Eurobeton 2000 e Schwienbacher, hanno lavorato fianco a fianco, impiegando mezzi pesanti come escavatori, pale meccaniche e autocarri per rimuovere le enormi quantità di materiale depositato e consolidare le sponde danneggiate del torrente.
La situazione più critica di quell’emergenza, scattata poco dopo e 17 (quando è esondato il Rio Val Piatta), si è registrata nella zona di via Argine di Naif e via Katzenstein, vicino al poligono di tiro di Merano. Tre edifici residenziali hanno riportato gravi danni. La massa di fango e detriti è passata tra due abitazioni, invadendo piani terra e scantinati fino a diversi metri di altezza.
Dalle numeriche si apprende che, in tutto, sono state evacuate 39 persone a Merano. Quattordici hanno già potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni dopo aver trascorso la notte da parenti. Ad Avelengo, invece, altre trenta persone, tra cui alcuni escursionisti, sono state messe in sicurezza. Il bilancio è di sei feriti lievi e tre abitazioni dichiarate inagibili.
A complicare di più la situazione sono arrivati i nuovi temporali che hanno interessato la provincia nella serata di lunedì. I Vigili del fuoco Volontari sono dovuti intervenire in numerose località per alberi caduti, allagamenti e piccoli smottamenti.
Intanto nell’area della frana il lavoro non si è mai interrotto. Nella notte fra lunedì e ieri, dalle 18 alle 6, i ponti situati nella zona di pericolo sono rimasti costantemente presidiati. Il punto di distacco della colata, a monte della strada per Avelengo, dai soccorsi si apprende che continua a essere monitorato 24 su 24 per consentire un intervento immediato in caso di nuovi movimenti del terreno.
Dalle prime ore di ieri mattina sono quindi riprese le operazioni di sgombero lungo le strade, nelle abitazioni e nell’alveo del torrente.
Nel pomeriggio il presidente della Provincia e assessore alla Protezione civile, Arno Kompatscher, accompagnato dalle sindache di Merano e Avelengo, ha effettuato un sopralluogo nelle aree colpite, incontrando i soccorritori impegnati nell’emergenza. “L’obiettivo adesso è ripristinare nel più breve tempo possibile le infrastrutture e l’alveo del torrente, rendendo le aree colpite più resilienti in vista di futuri eventi estremi” riferiscono.
“I volontari non sono pagati, non perché valgano poco, ma perché sono inestimabili – il pensiero del presidente –. Circa cento Vigili del fuoco volontari sono stati e continuano a essere impegnati ogni giorno, mettendo da parte il proprio lavoro, il tempo libero e la famiglia per aiutare chi si trova in difficoltà.”
“Insieme ai permanenti di Bolzano, all’Ufficio Bacini Montani, al Servizio Strade della Provincia, alle imprese di movimento terra e a tanti altri soccorritori, hanno lavorato senza sosta per ripristinare la sicurezza, liberare strade e abitazioni dal fango e sostenere la popolazione colpita.”
“Un sentito ringraziamento va a tutti i Vigili del fuoco, al personale degli enti coinvolti e ai numerosi operatori che da oltre 24 ore hanno lavorato con grande impegno e instancabile dedizione per affrontare questa eccezionale emergenza – la sottolineatura –. Quel sentito grazie va dunque a tutte le donne e gli uomini impegnati sul campo, alle loro famiglie e ai loro datori di lavoro, che rendono possibile questo straordinario servizio alla comunità. Aiutiamo perché c’è bisogno di aiuto.”
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