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Merano

Rapinato un tredicenne al centro commerciale: denunciati due quindicenni

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Questa volta la denuncia in stato di libertà per rapina aggravata in concorso ha colpito due quindicenni.

A emetterla e presentarla alla Procura della Repubblica, tramite il Tribunale per i Minorenni di Bolzano, ci hanno pensato i Carabinieri della Stazione di Postal dopo accaduto nel pomeriggio del 20 aprile all’interno del Centro Commerciale Algo di Lagundo.

Ci sono diverse settimane di distanza, però si tratta del secondo episodio di questo genere se si considera quello accaduto al parco giochi di piazza San Vigilio, raccontato ieri. (qui link)

Anche all’interno di questa storia, la ricostruzione da parte dei militari dell’arma è molto chiara nel raccontare che i due adolescenti avrebbero avvicinato un tredicenne, ordinandogli di consegnare del denaro. Il ragazzo chiaramente si è rifiutato ed ha tentato d’allontanarsi. Fatto che gli è costato d’essere spintonato con violenza.

Approfittando della situazione, uno dei due aggressori si è preso il portafoglio e rubato 2,50 euro prima di fuggire con il complice. Pochi attimi ed è stato dato l’allarme al Numero unico d’emergenza 112. La Centrale operativa dei Carabinieri di Merano riferisce d’aver inviato sul posto una pattuglia della Stazione di Postal.

Dopo aver prestato assistenza al ragazzo, i militari spiegano d’aver avviato immediate ricerche nella zona, ma senza riuscire a rintracciare i responsabili subito dopo i fatti.

Giorni dopo, la vittima ha sporto denuncia e i Carabinieri hanno avviato un’attività investigativa concentrata sull’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza del centro commerciale e sulla raccolta di ulteriori elementi utili a identificare gli autori.

La svolta è arrivata durante un ordinario servizio di controllo del territorio, quando i militari hanno fermato due giovani che indossavano gli stessi capi d’abbigliamento ripresi dalle telecamere il giorno della rapina. L’incrocio tra le immagini di videosorveglianza e gli altri elementi raccolti ha consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Determinante, infine, è stato il riconoscimento fotografico da parte della vittima, permettendo di identificare i due presunti responsabili, entrambi residenti nel Meranese come anche la loro “preda”.

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