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Gli artificieri dell’esercito protagonisti di un’operazione di bonifica dei residuati bellici sul Carè Alto, Stelvio e Val Martello

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Prosegue la campagna di bonifica dei residuati bellici in alta quota da parte degli artificieri dell’Esercito. Nelle ultime due settimane sono stati rinvenuti e disattivati più di 200 ordigni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, inclusi colpi di artiglierie di vario calibro, bombe a mano e altri manufatti, di fabbricazione italiana e austriaca.

Le aree interessate dalle operazioni del Genio Alpino sono state il Carè Alto e la Vedretta di Lares, nel comprensorio dell’Adamello-Brenta, la Val Martello e il comprensorio dello Stelvio, rispettivamente sulla Cima Tre Cannoni e sulle propaggini del ghiacciaio del Livrio.

Gli artificieri del 2° reggimento genio guastatori della Brigata Alpina “Julia” proseguono il loro intervento tra i ghiacciai in fusione e pendii detritici del Trentino-Alto Adige, nel periodo estivo che permette di poter intervenire con più efficacia nell’impegnativo contesto dei comprensori dolomitici, con assetti specializzati dei Corpi dello Stato e degli Enti locali: il reparto elicotteristi del 4° reggimento AVES “Altair” dell’Esercito con sede a Bolzano; il Nucleo Elicotteri del Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco della Provincia Autonoma di Trento; assetti della Protezione Civile della Provincia Autonoma di Trento; il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana; i nuclei del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Ogni fase operativa è pianificata dal Comando Territoriale Nord dell’Esercito di stanza a Padova e coordinata con i Commissariati del Governo per le province di Trento e Bolzano.

La messa in sicurezza degli ambienti montani da parte degli artificieri delle Truppe Alpine si ha come particolare obiettivo quello di rendere più sicuro il movimento di alpinisti, escursionisti e turisti, provenienti da diverse parti del mondo, che le sfide dell’alta montagna, dove i pericoli non sono sempre ben visibili e aumentano progressivamente con il salire in quota.

A cura di Daniele Peretti

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