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In Italia è alto il tasso di sedentarietà, l’impiantistica è un probema: due italiani su tre non praticano sport

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Sorprende il dato che solo un italiano su tre pratichi sport, è quanto emerge dal report della Fondazione SportCity sul tema “Gli italiani, le città e lo sport”. Nel 2024 il 37,5% di età superiore ai tre anni praticava almeno uno sport, di questa percentuale il 28,7% con continuità. Percentuale comunque in crescita rispetto a quella del 1995 che era del 26,6%, mentre chi non praticava nessuno sport era il 62, 5%.

Sulla base dei dati l’area del Nord – Est era la più attiva col 43,9%, mentre nel Sud e nelle isole solo il 27,9% praticava attività fisica. A livello generale sono gli uomini a praticare maggiormente sport, il 43,4%, contro le donne ferme al 31,8%.

Molto interessanti i dati dell’abbandono, nella fascia d’età compresa tra i 10 ed i 24 anni il 21,6% delle ragazze lascia la pratica sportiva contro il 15,1 % dei maschi. Il report prende in esame anche l’impiantistica che molto spesso è un elemento base per una pratica di una disciplina in modo continuativo.

In Italia ci sono 78 mila impianti, ma il 44% risale al decennio 1970 – 1980; l’8% non è funzionante e più del 20% non è accessibile alle persone con disabilità. Dall’analisi del report risulta anche un rapporto statistico tra maggiore densità di impianti e minore sedentarietà e cinque sarebbero le priorità per le politiche urbane: mappare il patrimonio impiantistico, rigenerarlo con criteri di sicurezza e accessibilità, ridurre i divari territoriali e di genere, portare lo spot più vicino ai cittadini e valutare i risultati nel tempo.

Federico Serra, presidente dell’Osservatorio permanente sullo sport della Fondazione Sportcity:” I dati ci dicono che lo sport cresce, ma non è ancora un’opportunità accessibile allo stesso modo per tutti. Il luogo in cui si vive, la disponibilità di impianti e le condizioni per continuare a praticare lo sport, soprattutto per le ragazze, incidono sulla possibilità di fare attività fisica.

Per questo le città devono mettere lo sport al centro delle politiche di salute e di sviluppo urbano: rigenerare gli spazi esistenti, renderli sicuri e accessibili e creare occasioni di movimento vicine alla vita quotidiana delle persone.”

A cura di Daniele Peretti

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