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Winterhaus per i senzatetto di Bolzano, nasce un libro sull’esperienza della solidarietà

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Il 10 dicembre ricorre l’anniversario dell’apertura della Winterhaus. Una casa per 53 persone senzatetto, uomini, donne e bambini, aperta grazie a un’idea dell’imprenditore Heiner Oberrauch, che ha messo a disposizione un immobile in centro città a Bolzano a zero costi, caricandosi anche delle spese gestionali.

96 volontari hanno gestito la struttura per ben 5 mesi registrando 7000 pernottamenti. “A fine aprile 2020 la Winterhaus è stata chiusa – precisano i volontati – . Anche quest’inverno ci sono circa 120-150 persone che rimarranno all’addiaccio sotto pioggia, neve e freddo, per non contare la nuova ondata di contagi da coronavirus. Per persone che stanno al caldo nelle loro case, con la possibilità di lavarsi, le difficoltà che devono affrontare queste persone sono difficili da immaginare.

La Winterhaus, in questo senso, doveva fungere da esempio per dimostrare cosa è possibile fare per la solidarietà. Quasi un monito per la politica altoatesina. Ma un anno dopo la sua apertura la situazione non è cambiata, anzi: a Bolzano non sono stati creati posti d’emergenza invernali e il Covid-19 ha ulteriormente peggiorato la situazione per persone senza dimora fissa“.

Dopo la chiusura Winterhaus, quattro volontari, Caroline von Hohenbühel, Maria Lobis, Marion Maier e Rudolf Nocker, si sono presi l’incarico di raccogliere le esperienze derivate da questo progetto esemplare per farlo conoscere al pubblico.  Ne è nato un libro il cui intero ricavato verrà devoluto al progetto Dorea, che si occupa delle donne senzatetto a Bolzano. 

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