Politica
Ex Pascoli, Nicolini:”Polo bibliotecario progetto datato. Si alla ristrutturazione per il Polo museale”
“Stiamo aspettando i nostri ministri davanti a questo luogo simbolico che noi vogliamo tutelare e preservare. E’ da oltre 10 anni che il progetto è fermo e quello delle ex Pascoli è uno degli esempi che dimostra tutta l’incuria di questa amministrazione comunale e Provinciale”.
Così il capolista del MoVimento 5 Stelle altoatesino Diego Nicolini alla vigilia dell’incontro che si è tenuto oggi (12 ottobre) a mezzogiorno nella sede delle ex Pascoli a Bolzano con i ministri dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro.
“Non contestiamo tanto l’utilizzo che verrà fatto dell’edificio, quanto lo stato di degrado raggiunto da una delle strutture storiche del capoluogo”, ha detto il capolista pentastellato.
Per i 5 Stelle dell’Alto Adige la priorità è quella di mantenere questi “simboli dell’architettura razionale“, perché sono un patrimonio e per questo motivo vanno valorizzati.
“Dobbiamo anche pensare se l’idea di fare un polo bibliotecario conviene ancora – continua Nicolini – perché come sappiamo, in 10 anni la tecnologia è cambiata e assistiamo a una progressiva dematerializzazione dei libri oggi disponibili su pc, smartphone e tablet. Contestiamo quindi anche l’opera faraonica del grande Polo prevista dal piano e per la quale dovevano essere spesi 60 milioni. Un’opera che a nostro parere non ha più ragione di essere attuata”.
Meglio una ristrutturazione dell’edificio con una nuova destinazione a Polo museale che il candidato pentastellato conferma di ritenere ancora più valida se pensata con il mantenimento della facciata originale.
“Sappiamo già che nel frattempo dovremo cambiare la dislocazione di Oetzi, che si trova al momento nel centro città. Quindi perché non valorizzare la struttura ex Pascoli e cercare di farne un museo che diventi un punto di riferimento sia per la cittadinanza che per il turismo di Bolzano? L’azione andrebbe a rivalorizzare la storia della comunità italiana e di questo quartiere e a reintegrarla con il resto della città”, conclude Nicolini.
Sotto l’intervista a Diego Nicolini de La Voce di Bolzano
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