Politica
Più alberi mangia smog, CasaPound vs Lorenzini: “La Verde a Bolzano ne ha abbattuti 178”
Con 178 alberi abbattuti nel solo 2018, l’assessore comunale alla mobilità Marialaura Lorenzini si sarebbe guadagnata il primato di assessore responsabile della giunta comunale che ha tagliato più piante nel capoluogo altoatesino.
Ad affermarlo sono i consiglieri comunali di Casapound, che nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri (15 gennaio), in occasione di un articolo 31 presentato a dicembre dall’opposizione sui problemi del traffico cittadino e dei futuri divieti per i mezzi a diesel, ha ripreso nuovamente la Lorenzini, per non aver mai preso in considerazione l’aiuto che danno gli alberi in questo frangente.
Il consigliere di Cpi Andrea Bonazza ha spiegato all’assessore dei Verdi che esistono alberi ‘mangia smog‘ che “sono sicuramente più utili dei suoi semafori e del suo metrobus” e che, come gli aceri, hanno la capacità di eliminare fino a 4 tonnellate di CO2 in 20anni.
“Per farle comprendere meglio come funziona questo meccanismo naturale, magari regalerò all’assessore una bella pianta carnivora” ha detto Bonazza, ironizzando sulla naturale ostilità dell’assessora alla conservazione del verde in città.
E’ dunque di oggi (16 gennaio) la mozione della tartaruga frecciata che chiede l’impegno Comune a piantare in parchi, rotonde, piazzole, ma anche su terrazze e giardini privati mediante incentivi, il maggior numero di alberi contro l’inquinamento, ovvero piante in grado non solo di catturare i gas delle autovetture, ma anche di abbassare la temperatura dell’ambiente in cui si trovano durante i mesi più caldi.
Come spiega Bonazza sottolineando “di non aver certo scoperto l’acqua calda“, in un recente studio di Coldiretti presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio, è stato reso noto che determinati alberi posti nei parchi urbani o nei giardini delle nostre abitazioni, riescono a rimuovere dall’aria migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come, è il caso delle metropoli e delle città maggiormente inquinate, le polveri PM10 che ogni anno in Italia causano circa 80.000 morti premature.
Al primo posto della classifica di Coldiretti troviamo l’Acero Riccio seguito dal Cerro. E ancora, tra gli alberi “mangia smog” anche il Ginkgo Biloba che, oltre ad assorbire 2800 chili di CO2 in 20 anni, garantisce un’alta capacità di barriera contro gas, polveri e afa e ha una forte adattabilità a tutti i terreni compresi quelli urbani. Arrivano poi il Tiglio nostrano o selvatico, il Bagolaro, l’Olmo, il Frassino, l’Ontano e la Betulla.
La maggior parte di questi esemplari sono stati eliminati dal territorio cittadino e, come dichiarato dall’assessore Lorenzini in aula, la motivazione sarebbe quella delle allergie. Secca la risposta di Bonazza: “Sicuramente preferisco uno starnuto in più oggi che mali ben più gravi un domani”.
“Di fronte all’evidente cambiamento del clima non possiamo solo continuare a rincorrere le emergenze con divieti e costosissimi quanto fallimentari progetti di viabilità – continua CasaPound – ma dobbiamo intervenire in modo strutturale e naturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato capace di catturare lo smog. Le piante concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi, offrendo alla città le corrette armi per affrontare le future battaglie contro l’inquinamento” conclude il coordinatore di Cpi.
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