Tra cronaca e storia
Ponte Talvera, il simbolo di una città moderna
Il 1900 è stato per molti motivi un anno importante e pieno di grandi eventi che cambiarono profondamente la società. Il Italia venne assassinato Re Umberto, a Parigi venne aperta al pubblico la Metropolitana e si tenne la 2 Olimpiade, in Germania prese quota il primo dirigibile della storia.
Alcuni degli eventi sopra elencati vennero da molti visti come tappe importanti verso la creazione di una società più “moderna”. Anche Bolzano, seppur in misura minore, partecipò a suo modo: nello stesso anno infatti, sotto la guida dell’allora Sindaco di Bolzano Julius Perathoner venne costruito il nuovo e moderno ponte di ferro sul fiume Talvera.
Prima del ponte di ferro potevamo trovare una vecchia struttura in legno, larga si e no 5 metri, fatta di travi che quando si bagnavano sotto la pioggia diventavano scivolose e rendevano pericoloso il camminarci sopra.
Il nuovo ponte di ferro non soltanto era più largo e ovviamente più robusto, ma anche illuminato elettricamente, e nel 1909 vennero anche aggiunti i binari per il tram che collegavano la stazione dei treni con l’allora indipendente Comune di Gries. Il ponte venne ultimato e il 3 novembre vennero effettuate le prove di carico: venne sparso sul tracciato uno spesso manto di sabbia, e alla fine si decise che l’abbassamento del ponte rientrava entro le misure di tolleranza. Ultimate le prove, sopraggiunsero le autorità, tra cui il Sindaco Perathoner, che disse: “Quando le diligenze della Thurn und Taxis portavano la posta da Bolzano a trento due volte durante la settimana, allora la vecchia struttura in legno lunga 140 metri e larga 5 poteva bastare. Ma ora non è più così”.
Fin da subito il ponte suscitò grande apprezzamento da parte dei cittadini, e visto che allora il traffico meccanizzato era praticamente inesistente si trasformò subito in un “Wintercorso”.
Con l’avvento del fascismo e l’ampliamento della città verso ovest divenne il “ponte tra la città “gotica-tedesca” e quella “razionalista-italiana”.
Negli anni ’80 rischiò di essere abbattuto ed eliminato a causa del tempo che lo aveva danneggiato, ma grazie ad un comitato per la conservazione si decise infine di restaurarlo, e ancora oggi lo possiamo trovare lì.
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