Val Venosta
Agricoltura: tutela degli uccelli che nidificano a terra
La zona della Malser Haide, uno dei conoidi più grandi delle Alpi, tra Glorenza e San Valentino alla Muta, in Alta Val Venosta, con le sue estese superfici a prato ha dal punto di vista ornitologico un’importanza unica per gli uccelli che nidificano a terra.
Per preservare questa zona si vuole incentivare una coltivazione delle superfici agricole che tuteli gli uccelli che costruiscono il loro nido direttamente a terra. Nella primavera del 2021, nell’ambito del progetto “Uccelli che nidificano nella landa di Malles”, la Giunta provinciale ha concesso un contributo, basato sulla superficie dell’azienda, alle imprese agricole affinché rispettino le date di sfalcio in funzione della nidificazione.
L’area del progetto è suddivisa in 3 sottozone: zona bassa/zona media/zona alta. La superficie minima per la concessione dell’aiuto è di 1/3 di ettaro. L’aiuto è pertanto concesso come premio e ammonta annualmente a 600 € per ettaro. Oltre al rispetto della data di sfalcio delle parcelle di prato interessate, la partecipazione alle misure agroambientali o biologiche del programma di sviluppo rurale della Provincia dell’Alto Adige è un prerequisito per le aziende partecipanti.
Quest’anno 71 aziende hanno fatto domanda di concessione e di liquidazione per un totale di 162 ettari di prato. Nel corso delle ispezioni in loco effettuate dalle autorità forestali, un totale di quattro domande sono state respinte perché i requisiti non erano soddisfatti. Le aziende agricole della zona media (1250m) sono quelle che hanno partecipato maggiormente al progetto.
L’assessore provinciale all’agricoltura, Arnold Schuler, è soddisfatto del successo del progetto: “Tutti gli agricoltori hanno ora iniziato la fienagione, così gli uccelli hanno potuto covare le uova. Si è cercato dunque di proteggere e conservate le specie più a rischio che abitano nella zona della Malser Haide”. Il progetto per quest’anno è completo. Un simbolo del successo di questa iniziativa è la bandiera verde dell’associazione ambientalista italiana Legambiente. Il progetto viene seguito anche da alcuni ornitologi che si occupano del monitoraggio nell’ambito di un progetto Interreg.
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