Italia ed estero
Vienna replica a Roma sulla questione Brennero: “Fatti contro chiasso”
La tensione tra Austria e Italia non accenna a diminuire riguardo alla controversia sul transito dei camion attraverso il passo del Brennero. Il confronto si intensifica in attesa che il governo austriaco presenti la sua difesa in risposta al ricorso inoltrato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) italiano presso le autorità europee.
Il termine ultimo per la replica di Vienna è fissato per mercoledì. La disputa si è acuita a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Anton Mattle, governatore del Tirolo (in foto), sul quotidiano locale Tiroler Tageszeitung. “Mentre Salvini solleva polveroni mediatici, noi ci affidiamo a dati concreti, a numeri e fatti”, ha affermato Mattle, delineando la posizione austriaca nel dibattito.
Come riferito dal giornale tirolese, la difesa dell’Austria poggia su tre solidi pilastri. Il primo si concentra sul volume di traffico pesante che attraversa il Brennero, il quale rappresenta il valico alpino più frequentato con i suoi 2,5 milioni di tir ogni anno. L’Austria sostiene che tali numeri siano influenzati anche dai pedaggi vantaggiosi che inducono gli autotrasportatori a percorrere distanze maggiori pur di passare da questa rotta.
Il secondo punto riguarda l’ambiente, con una particolare attenzione ai livelli di inquinamento atmosferico. L’Austria afferma che le restrizioni imposte ai camion e il limite di velocità di 100 km/h per le automobili hanno contribuito a migliorare significativamente la qualità dell’aria nel Tirolo. Queste misure trovano riscontro nella politica ambientale dell’Unione Europea, che prevede di rendere ancora più stringenti i limiti sulle emissioni inquinanti.
L’ultima argomentazione si focalizza sul cosiddetto “dosaggio” del traffico pesante. Per regolare il flusso dei camion e prevenire lunghe code, Vienna propone l’introduzione di un sistema basato su slot temporali prenotabili, che permetterebbe ai mezzi pesanti di attraversare il passo in momenti prestabiliti.
Le risposte di Vienna mirano a sostenere le proprie politiche di gestione del traffico e di tutela ambientale, mentre si attende la reazione ufficiale da parte della Commissione Europea alla situazione che vede contrapposti i due Paesi membri.
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