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Discorso fine anno Sergio Mattarella: «La pace grida la sua urgenza»

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Sergio Mattarella ha tenuto il tradizionale discorso di fine anno, tracciando un bilancio del 2024 e affrontando i principali temi che hanno segnato il vissuto degli italiani. È stato il suo decimo discorso di fine d’anno.

A differenza di quanto accaduto il 17 dicembre, nel corso del discorso al Quirinale diretto ai rappresentanti delle istituzioni, il presidente non ha tenuto un discorso strettamente politico.

Mattarella si è rivolto infatti direttamente ai cittadini, con alle spalle il tricolore italiano, la bandiera dell’Unione Europea e l’albero di Natale. Il discorso come nelle previsioni non ha superato i 15 minuti.

Il presidente della Repubblica ha parlato di pace, lavoro, sicurezza e del dramma dei femminicidi, dedicando ampio spazio ai conflitti in Ucraina e Gaza. Ha ribadito che la pace deve essere non solo la fine del conflitto, ma anche una condizione capace di difendere i diritti e garantire giustizia, riprendendo i concetti espressi nel recente saluto agli ambasciatori.

Si è augurato che Cecilia Sala sia liberata subito e ha ricordato i tanti giornalisti che rischiano la vita giornalmente per informare la popolazione. «Aumenta la ricchezza di pochi e di espande la povertà di molti» – ha sottolineato preoccupato Mattarella che ha ricordato come molti non possano ormai permettersi più nemmeno le cure sanitarie.

Ha parlato dei giovani che fuggono all’estero, alle montagne che si spopolano, alle zone di mare che vengono abbandonate. «I giovani sono la grande risorsa del nostro paese, abbiamo il dovere di sentire il loro disagio» – ha continuato il capo di Stato che ha bacchettato i social accusati di essere spesso un luogo e veicolo di violenza generando bullismo e comportamenti criminali.

Non sono mancati riferimenti al Giubileo inaugurato da Papa Francesco e al tema cruciale delle morti sul lavoro, del precariato e della difficoltà dei giovani italiani, spesso costretti a cercare opportunità all’estero.

Non è mancato il ricordo di Giulia Cecchettin uccisa barbaramente l’11 novembre 2023 a Fossò, in provincia di Venezia e vicino a Padova. L’uccisione della studentessa di 22 anni da parte del suo ex fidanzato Filippo Turetta ha suscitato notevole indignazione, generato manifestazioni pubbliche e stimolato un vasto dibattito sul tema del femminicidio.

Ha ricordato gli insegnanti, i medici e infermieri, gli imprenditori, gli anziani, e i nostri soldati impegnati all’estero. «La sicurezza rimane una priorità per i cittadini, negli ultimi 10 anni i reati sono calati, grazie alle forze dell’ordine».

Verso la conclusione ha ringraziato le «nostre donne e gli uomini di sport» per le emozioni e per l’impegno mostrato alle Olimpiadi di Parigi. 

Mattarella ha scelto un tono diretto, evitando polemiche politiche e concentrandosi su un messaggio rivolto ai cittadini, improntato alla speranza e alla coesione nazionale.

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