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Scialpinista disperso nel 1967: recuperato e identificato dopo quasi 60 anni

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Il progressivo scioglimento dei ghiacciai pian piano sta riportando alla luce storie dimenticate con ritrovamenti di resti umani che raccontano drammi del passato.

Anche in questo recente caso, un mistero rimasto irrisolto per quasi sei decenni sembra aver trovato, finalmente, la propria conclusione sui ghiacciai del Tirolo austriaco; con il ritrovamento dei resti di un giovane scialpinista tedesco.

Quel che è rimasto delle sue spoglie è stato recuperato e identificato grazie all’analisi del DNA.

Come riportato da altri mezzi di stampa, occorre mettere le lancette indietro alla scorsa estate, quando un gruppo di escursionisti ha fatto la macabra scoperta durante una camminata su un ghiacciaio sopra Sölden, a 3.200 metri di quota, non lontano dal confine con l’Alto Adige.

Gli escursionisti si sono infatti inaspettatamente imbattuti in una parte di una gamba umana emersa dai ghiacci, ormai sempre più ritirati a seguito all’aumento delle temperature.

La Polizia austriaca, subito avvisata della scoperta, ha provveduto a recuperare i resti, affidandoli all’Istituto di medicina legale dell’Università di Innsbruck. Qui la svolta con l’identificazione dell’uomo: un trentenne tedesco disperso durante una spedizione di scialpinismo.

Era il 1967 quando il giovane, secondo la versione attuale, è partito per un’escursione in solitaria. Ad un certo momento per un qualche motivo è caduto nel crepaccio, dove il suo corpo è rimasto intrappolato fino ad oggi preservato dal ghiaccio.

La Polizia ha inoltre riferito che non risultano esserci più parenti in vita, chiudendo così una lunga vicenda che aveva segnato la comunità locale e la stessa famiglia dell’escursionista.

Questa scoperta permette dunque di ridare dignità e memoria ad una vicenda che il tempo sembrava aver sepolto per sempre.

 

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