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Speedy Sinner, un lampo a Cincinnati: Jannik vince in 59 minuti e riscrive il suo record personale
Un’ora scarsa per dominare. Jannik Sinner entra nel cemento di Cincinnati al galoppo e ne esce con il sorriso, dopo aver lasciato appena due giochi al colombiano Daniel Elahi Galan: 6-1 6-1 in soli 59 minuti, la partita più veloce della carriera dell’altoatesino in un match ufficiale del circuito maggiore. Un tempo che abbatte il precedente primato personale, stabilito a maggio contro Casper Ruud a Roma, quando impiegò 65 minuti per archiviare un 6-0 6-1 ai quarti di finale.
Sinner si conferma dunque un fulmine sul cemento, la superficie che da sempre esalta le sue doti di rapidità e precisione. “Entro, spacco, esco, ciao”, verrebbe da dire parafrasando uno slogan tanto virale quanto azzeccato per descrivere questa vittoria lampo. “La sua partita è la più vicina alla perfezione che abbia mai visto, da quando gioco a tennis. Semplicemente impressionante”, aveva detto Ruud dopo l’umiliazione al Foro Italico. E non fu l’unico: anche Jiří Lehečka, travolto 6-0 6-1 6-2 al Roland Garros in 95 minuti, si era arreso all’evidenza. “È duemila volte meglio di me, sono contento di aver vinto almeno un game”, commentò con onestà.
Cincinnati segna l’ennesimo ingresso di Sinner nel club degli “under 60”, quello dei pochi eletti capaci di chiudere un match ATP in meno di un’ora. Un circolo elitario in cui primeggia ancora Jarkko Nieminen, autore della vittoria più rapida della storia del circuito: 28 minuti per battere Bernard Tomic a Miami nel 2014 (6-0 6-1), un record che pare inavvicinabile. Appena dietro, i 29 minuti di Greg Rusedski contro Arriens a Sydney nel 1996.
Nel 2025, anche Alex De Minaur ha impressionato con una vittoria in 44 minuti su Grigor Dimitrov a Montecarlo, rifilandogli un doppio 6-0. Ma è Roger Federer il vero maestro del tennis “espresso”: lo svizzero ha chiuso oltre 100 partite sotto l’ora, con una regolarità che ancora oggi fa scuola.
Jannik Sinner, oggi più che mai, sembra pronto a raccogliere quel testimone. Dopo i successi rapidi e convincenti del finale 2024 — su tutti quelli contro Ruud e Medvedev alle Finals — l’estate americana si apre con lo stesso marchio di fabbrica: velocità, dominio e un tennis che assomiglia sempre più a un’arte. Veloce come una lepre? Forse sì. Ma Sinner, oggi, scatta come una Volpe.
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